Oscar 2014: l'Italia punta su La grande bellezza di Sorrentino, il candidato ideale

Il film del regista campano è il titolo giusto per colpire i cuori americani grazie all'immutabile fascino di Roma, pur avvolta nella sua atmosfera decadente

Toni Servillo in "La grande bellezza" (Foto Ansa)

Simona Santoni

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Com'era prevedibile è La grande bellezza di Paolo Sorrentino il rappresentante del cinema italiano agli Oscar 2014, che proverà a farsi strada e a entrare nella cinquina finale dei film in lingua non inglese. 

Ha avuto la meglio sugli altri sei candidati, Miele, esordio dietro la macchina da presa di Valeria Golino, l'altro debutto registico Razza bastarda di Alessandro Gassman, Salvo di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi, Viva la libertà di Roberto Andò e il misconosciuto thriller horror Midway tra la vita e la morte di John Real, tutti titoli italiani distribuiti sul nostro territorio tra il 1° ottobre 2012 e il 30 settembre 2013.

La scelta è stata effettuata dalla Commissione istituita dall'Anica, composta da Nicola Borrelli, Martha Capello, Liliana Cavani, Tilde Corsi, Caterina D'Amico, Piera Detassis, Andrea Occhipinti e Giulio Scarpati.   

Seppur io non sia tra i tanti rimasti completamente avvinti dal tripudio visivo de La grande bellezza, credo che il film del regista campano sia il candidato ideale per la corsa alla statuetta, con vive potenzialità per far parte dei "magnifici cinque". 

Sorrentino è un regista ormai molto stimato a livello internazionale, anche grazie ai successi raccolti al Festival di Cannes (Premio della Giuria nel 2008 con Il Divo). Per di più il fascino di Roma, seppur avvolto nell'atmosfera di una società decadente, è una lusinga capace di ammaliare il palato americano e conquistarlo. La dolce vita, l'opera a cui per certi versi si ispira La grande bellezza, nel 1962 vinse l'Oscar per i migliori costumi e Federico Fellini aveva già alle spalle due statuette per il miglior film straniero guadagnate con La strada (1957) e Le notti di Cabiria (1958). 

Su Rotten Tomatoes, il sito che raccoglie recensioni internazionali, La grande bellezza ha finora il 91% dei consensi, buonissimo risultato e ottimo dato per capire il suo gradimento al di là dei confini italici. "La grande bellezza non è un film politico in sé", ne ha scritto il New York Times, "ma mentre gli altri registi italiani contemporanei hanno guardato al passato o prodotto drammi più prosaici, Sorrentino è uno dei pochi a soffermarsi pienamente sulla cultura dell'eccesso" dell'Italia contemporanea. L'articolo si chiude con un'ode alla bellezza capitolina e italiana: "Nei titoli finali de La grande bellezza la telecamera scivola su una barca lungo il Tevere verde-marrone. Non c'è musica, solo il gracchiare degli uccelli. Il tempo si ferma, e tutto è bello, come solo l'Italia può essere".

Variety  ne ha scritto: "Roma in tutto il suo splendore e in tutta la sua superficialità, artificio e significato, diventa un enorme banchetto troppo ricco da esser digerito in una sola visione nel film densamente gremito di Paolo Sorrentino La grande bellezza, spesso sorprendente".

A novembre La grande bellezza sarà distribuito nelle sale statunitensi: è la strategia giusta per imprimersi nei cuori a stelle e strisce. 

L'annuncio delle cinquine che gareggeranno per il premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese sarà dato giovedì 16 gennaio 2014, mentre la cerimonia di consegna dell'86esimo premio Oscar si svolgerà domenica 2 marzo 2014.

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