Oscar 2014, i 5 discorsi più belli

Da Jared Leto e Lupita Nyong'o, entrambi premiati come migliori attori non protagonisti, le parole più significative dal palco del Dolby Theatre 

Jared Leto – Credits: Kevin Winter/Getty Images

Simona Santoni

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Alfred Hitchcok nel ricevere nel 1968 il Premio alla memoria Irving G. Thalberg, periodicamente consegnato nella notte degli Oscar, scolpì il discorso più breve della storia degli Academy Awards: "Thank you" ("grazie"). Federico Fellini, nel ritirare l'Oscar alla carriera nel 1993, lo dedicò con devozione alla moglie Giulietta Masina e dal palco le disse: "Please, stop crying!" ("per piacere, smetti di piangere"). E dal Dolby Theatre dell'83^ cerimonia degli Oscar quali parole ricorderemo?

Ecco i cinque discorsi più belli.

1) Jared Leto

Quelle di Jared Leto sono le parole più belle. L'attore statunitense è stato premiato come migliore attore non protagonista per Dallas Buyers Club in cui interpreta Rayon, transgender tossicodipendente e sieropositivo. Nel ricevere il premio ha prima mostrato il suo affetto per la presentatrice Ellen DeGeneres ("Incredibile Ellen, ti amo"), poi il rispetto per i suoi colleghi candidati. Quindi il ringraziamento alla mamma, ex ragazza madre ("grazie per avermi insegnato a sognare"), e per il fratello. Infine è passato a pensieri di profondità sociale: "A tutti i sognatori di tutto il mondo che ci stanno guardando da luoghi come Ucraina e Venezuela voglio dire 'noi siamo qui e stasera stiamo pensando a voi mentre lottate per far diventare i vostri sogni realtà'". Non poteva mancare un richiamo al suo ruolo nel film: "Dedico il premio ai 36 milioni di persone che hanno perso la battaglia per l'AIDS e per quelli di voi là fuori che hanno mai subito ingiustizie a causa di chi sono o di chi amano. Stasera sono qui in piedi di fronte al mondo per voi, e con voi. Grazie mille e buonanotte" (qui la trascrizione integrale in italiano).

2) Lupita Nyong'o

Evidentemente commossa, Lupita Nyong'o, messicana di origine keniota, ha ricevuto l'Oscar come migliore attrice non protagonista di 12 anni schiavo: nel film è Patsey, schiava nera vessata e stuprata. Come Leto, nel suo discorso ha reso omaggio al significato della pellicola che l'ha fatta vincere: "Non posso dimenticare che questo attimo di gioia della mia vita lo devo al dolore di qualcun altro", ha detto riferendosi al suo personaggio. Così ha ringraziato il suo regista: "Steve McQueen, tu carichi tutto quello che fai con un soffio del tuo spirito. Grazie di avermi fatto arrivare qui, questa è la gioia della mia vita". E infine un messaggio di speranza per il futuro delle nuove generazioni: "Quando guardo questa statua d’oro, penso ai bambini. Non importa da dove veniate, i vostri sogni possono avverarsi" (qui la trascrizione integrale in inglese).

 

3) Darlene Love

Il regista Morgan Neville, Janet Friesen e la produttrice Caitrin Rogers hanno ricevuto l'Oscar per il miglior documentario per 20 Feet from Stardom, film che parla di musica  attraverso gli occhi delle coriste e vocalist che hanno dato sostanza a molti dei pezzi che abbiamo amato e cantato, da Darlene Love a Mary Clayton, da Lisa Fisher a Judith Hill, da Janice Pendarvis a Lynn Mabris, voci che hanno lavorato con Sting, David Bowie, David Byrne, Ray Charles... I tre cineasti sono saliti sul palco proprio con una di queste cantanti, Darlene Love, che ha intonato le note di His Eye is on the Sparrow ricevendo una standing ovation. Il premio è stato dedicato al compianto produttore Gil Friesen (qui il video sul palco del Dolby Theatre).

4) Cate Blanchett

Quarantatré anni e tanta classe, Cate Blanchett ha ricevuto l'Oscar come migliore attrice protagonista per Blue Jasmine. Nel suo impeccabile e scherzoso discorso ha prima invitato la folla del Dolby Theatre a non farle la standing ovation: "Sedetevi, siete troppo vecchi per stare in piedi". Poi ha elogiato le sue colleghe "rivali" di categoria, lasciandosi andare anche a un simpatico "Julia, hashtag suck it", per la Roberts, perdente tra le interpreti non protagoniste. Ha ringraziato il suo controverso regista Woody Allen per la straordinaria sceneggiatura, quindi ha dispensato parole a sostegno delle donne nel cinema: "Forse quelli dell'industria cinematografica ancora pensano stupidamente che i film al femminile, quelli con donne al centro, non sono appetibili. Non è vero, il pubblico li vuole vedere. E fanno guadagnare soldi" (qui la trascrizione del discorso).  

 

5) Matthew McConaughey

Quello di Matthew McConaughey, premiato come migliore attore protagonista per Dallas Buyers Club, è di certo il discorso più insolito, disorientante e per questo intrigante. Dopo i ringraziamenti di rito, ha sottolineato come nella vita di solito si ha "qualcuno a cui guardare e qualcuno da raggiungere". Nel primo caso, da uomo religioso, ha ringraziato Dio "per tutte le opportunità che mi ha dato e che non sono sicuramente guidate dalla mia mano e sicuramente non da una mano umana". Poi il padre: "Ringrazio mio padre che so che è lassù in Paradiso proprio ora, con un piatto di gumbo e una meringa al limone. Probabilmente ora è in mutande, sta bevendo una Miller Lite fredda e sta ballando". E ancora: "Voglio ringraziare mia madre che è qui e ci ha insegnato il rispetto di noi stessi, che è la base per rispettare gli altri. Ringrazio te Camila (Alves, la moglie, ndr) e i nostri figli. Voi siete le quattro persone della mia vita che voglio siano più orgogliose di me". Ricollegandosi quindi a "qualcuno da raggiungere", ha detto: "il mio eroe ero io, ma un me stesso due settimane più avanti, un anno più avanti, 10 anni più avanti. Da quando da ragazzino volevo essere il me stesso di 25 anni, poi di 35 anni, eccetera… Quindi non sono mai stato davvero io il mio eroe, non quello presente, ma quello futuro, per continuare a inseguirlo. Quindi a chiunque guardiate, chiunque stiate cercando di raggiungere, vi dico: All right! All right! All right!" (qui la trascrizione del discorso).

 
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