Cinema

Omicidio al Cairo, film su corruzione e misteri ai tempi della Primavera araba

Diretto dallo svedese Tarik Saleh, è un thriller-noir ambientato poco prima delle agitazioni di piazza Tahrir

Omicidio al Cairo

Simona Santoni

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Omicidio al Cairo si presenta come un thriller-noir, ma descrive intanto un teso contesto sociale e politico. È ambientato nell'Egitto del 2011, alcune settimane prima del deflagrare delle agitazioni e proteste della Primavera araba a piazza Tahrir. Dal 22 febbraio al cinema con Movies Inspired, racconta la storia di un piccolo uomo contro un sistema implacabile, il coraggio delle persone e la complessità delle opinioni. La corruzione della polizia egiziana è lì, sotto la lente.

È il quarto film di Tarik Saleh, regista svedese di origini egiziane che decide di tornare sulle sue tracce, in Egitto. 

Al Cairo la Primavera araba è alle porte. Noredin Mustafa (Fares Fares) è un detective della polizia incaricato di indagare sull'assassinio di una famosa cantante trovata cadavere in una camera del Nile Hilton. Improvvisamente gli viene ordinato di archiviare il caso ma lui non demorde.
La trama è ispirata alla morte della cantante libanese Suzanne Tamim a Dubai nel 2008.

"Si tratta di un film sul Cairo. Sul passato e sul futuro che collidono, e sulla gente che rimane schiacciata in mezzo", ha detto Saleh. "Tre giorni prima dell’inizio delle riprese l’Egyptian State Security ci ha messi a tacere. Abbiamo dovuto spostare la produzione a Casablanca",


In questo video in esclusiva un estratto del film Omicidio al Cairo:

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