Nei lati oscuri della storia americana e dell'umanità. Lì preferisce puntare la sua macchina da presa Oliver Stone. Nelle maglie ingarbugliate degli intrighi politici, negli abissi più sordidi dell'animo umano. Nelle guerre, negli scandali occultati, nei complotti, nella violenza, nei falsi ideali. Oggi il regista tuttofare newyorchese (è anche sceneggiatore, attore e produttore) compie 70 anni. E li compie nella scia coerente della sua carriera da censore della società statunitense: proprio pochi giorni fa ha presentato al Festival di Toronto il suo ultimo discusso film, Snowden, che uscirà nelle sale statunitensi il 16 settembre: Joseph Gordon-Levitt interpreta Edward Snowden, il tecnico informatico che ha rivelato i segreti del programma di spionaggio e sorveglianza su scala mondiale della National security agency. 

Nato a New York il 15 settembre 1946, Stone è uno dei registi più controversi e premiati del cinema americano: dal 1971 a oggi ha diretto ventidue pellicole e vinto tre Oscar (nel 1979 per la sceneggiatura non originale di Fuga di mezzanotte diretto da Alan Parker, nel 1987 e 1990 per la regia di Platoon e Nato il quattro luglio. Così nazionalista e al contempo anti-americano, nelle sue opere crude e scottanti critica spesso la società a stelle e strisce nei suo valori fondanti, come la presunzione di essere portatrice di libertà e democrazia o il mito del denaro e del successo. Personaggio sempre schietto e molto spigoloso, da ex soldato in Vietnam, ha lanciato spesso il suo sguardo affilato sui conflitti, in particolare su chi ha inneggiato alla guerra e poi ha rinnegato i suoi soldati. 

In occasione di questo compleanno a cifra tonda, ripercorriamo i film migliori di Oliver Stone secondo la critica internazionale (raccolta nel sito Rotten Tomatoes). 

1) Salvador (1986)

È stato un flop al botteghino, anche se ricevette due nomination agli Oscar e a tutt'oggi è uno dei migliori film sulle guerre civili che hanno sconvolto l'America latina e l'America centrale dagli anni '70. James Woods è un reporter americano che nel 1980 si reca a El Salvador per documentare il conflitto interno. Il suo iniziale cinismo si trasforma in pena per ogni vittima. Nonostante la narrazione un po' sconnessa, un dramma politico vivido e potente che anticipa i toni provocatori di simili progetti futuri. 

2) Nato il quattro luglio (1989)

Tom Cruise si cimenta in una delle sue prime interpretazioni impegnate (per lui nomination all'Oscar, la prima delle tre sempre andate a vuoto). Autore di una performance indimenticabile, incarna Ron Kovic, ex marine e veterano del Vietnam trasformatosi poi in attivista per la pace. Una storia che stimola la riflessione

3) Platoon (1986)

Ispirato alla reale esperienza di Stone al fronte, ha vinto quattro Oscar (tra cui miglior film e regia) e l'Orso d'argento a Berlino per la regia. Racconta l'abbrutimento di chi è in guerra. Il soldato Chris Taylor (interpretato da Charlie Sheen) è in Vietnam come volontario. Qui assiste all'imbarbarimento dei soldati, alla violenza quotidiana e al massacro di un intero villaggio per ordine del disumano sergente incarnato da Willem Dafoe. Le immagini registrano l'orrore incessante e la carneficina senza senso.

4) JFK - Un caso ancora aperto (1991)

La storia narrata è dubbia e controversa, ma a livello cinematografico il film è esplosivo e appassionante: nelle sue tre ore di durata assomma una gran quantità di informazioni ed emozioni, affidandosi a un cast superlativo (Kevin Costner, Sissy Spacek, Tommy Lee Jones, Gary Oldman, Joe Pesci, Jack Lemmon). Fu davvero Lee Harvey Oswald il solo esecutore dell'attentato al presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy? Va in scena l'ipotesi del complotto avanzata dal procuratore Garrison. Due Oscar tecnici.

5) Talk Radio (1988)

Tra i film meno noti di Stone, è un incisivo atto di accusa contro la società americana. Si ispira al libro Talked to Death: The Life and Murder of Alan Berg e al suo adattamento teatrale da parte di Eric Bogosian, che è anche attore protagonista della pellicola. La sceneggiatura è basata sull'uccisione di Alan Berg, famoso cronista di una trasmissione radiofonica, distintosi per aver dato spazio a disadattati, barboni e mitomani, ucciso nel 1984 da estremisti neonazisti. 

6) Wall Street (1987)

"L'avidità è giusta. L'avidità funziona", è il credo dello spregiudicato speculatore interpretato da Michael Douglas (da Oscar), che prende sotto la sua ala il giovane broker Charlie Sheen. "L'avidità in tutte le sue forme: l'avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro, ha improntato lo slancio in avanti di tutta l'umanità". Una critica - non priva di melodramma - alla finanza d'assalto priva di scrupoli.

7) Gli intrighi del potere - Nixon (1995)

Dopo JFK su John Fitzgerald Kennedy e prima di W. (2008) su George W. Bush, Stone si è dedicato a un altro presidente statunitense, il più discusso e l'unico a dimettersi dalla carica, Richard Nixon. Lo interpreta Anthony Hopkins. Confermando la sua vocazione di narratore della storia americana, il regista sceneggiatore affresca la nota vicenda di corruzione.

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