Cinema

Nymphomaniac di Lars Von Trier: "Un film ripugnante da amare"

Il chiacchierato lungometraggio che promette sesso esplicito ha debuttato in Danimarca. E spuntano le prime recensioni. Controverse

Nymphomaniac – Credits: Zentropa

Il giorno di Natale Nymphomaniac, il nuovo lavoro di Lars Von Trier che promette sesso esplicito a profusione, ha debuttato in Danimarca. E intanto cominciano a comparire le prime recensioni.

Il film racconta la storia erotica di una donna che si è autodiagnosticata ninfomane, interpretata da Charlotte Gainsbourg. Dopo un certo vuoto distributivo, il lungometraggio finalmente ha trovato distribuzione in Italia grazie all'audace Good Films di Ginevra Elkann. La pellicola è diventata oggetto di attenzione ancor prima dell'inizio delle riprese perché il controverso e innovativo cineasta ha annunciato che si tratta di un porno con scene di sesso vero interpretate da attori hollywoodiani come Gainsbourg, Uma Thurman, Shia LaBeouf, Willem Defoe e Christian Slater. Secondo alcune fonti in realtà Lars Von Trier non ha detto tutta la verità: per le scene più hot, infatti, professionisti dell'hard avrebbero "prestato" i loro organi genitali ai divi. 

Panorama.it ha già pubblicato i teaser trailer scandalo  (uno è stato rimosso da YouTube per i suoi contenuti ritenuti inappropriati), il trailer ufficiale  e i character poster  che rappresentano l'orgasmo. In attesa di poter vedere l'ultima provocazione del controverso regista danese anche da noi, ci affidiamo alle parole dei colleghi stranieri. 

"Nymphomaniac di Lars von Trier randella il corpo e intenerisce l'anima. È sconcertante, assurdo e assolutamente affascinante", scrive Xan Brooks sul Guardian.  "Un film sul sesso che è volutamente poco sexy e una lunga storia loquace (due volumi, quattro ore) che in gran parte parla a se stessa. Quelle figure nude in movimento sono solo una distrazione". E ancora: "Personalmente l'ho trovato un'esperienza livida e faticosa ma il film è rimasto con me. È così carico di calci piazzati, così screziato di idee ossessive e voli arditi della fantasia che raggiunge una sorta di trascendenza. Nymphomaniac mi infastidisce, mi ripugna e penso che potrei amarlo. Si tratta di un rapporto violento; ho bisogno di vederlo ancora".

Secondo Peter Debruge di Variety l'enfant terrible del cinema internazionale - ormai non più enfant ma sempre terrible - "consegna un denso lavoro progettato per scioccare, provocare e infine illuminare un pubblico che considera fin troppo pudico". Tra tanti riferimenti all'arte, alla musica, alla religione e alla letteratura, "in questa versione di Nymphomaniac l'unica eccitazione nell'intenzione di Von Trier è di tipo intellettuale, rendendo questa immagine filosoficamente rigorosa più adatta ai cinefili che alla folla impermeabile". 

Il film infatti è pensato per essere proiettato in due versioni; quella "corta" e soft è di quattro ore ed è quella attualmente uscita nelle sale danesi, divisa in due parti. La versione più lunga e hard è della durata di 5 ore e mezza e anche questa è divisa in due parti. Di questa versione, il volume 1 avrà la sua prima mondiale al Festival di Berlino. 

Todd McCarthy su Hollywood Reporter ci rivela che in fin dei conti Nynphomaniac è molto meno hard "di quanto molti potrebbero aver immaginato o sperato. Eppure non è mai noioso".

Nymphomaniac è uno dei rari film di Von Trier a non aver debuttato al Festival di Cannes, da cui il regista venne cacciato nel 2011 per alcune dichiarazioni sconcertanti sul nazismo. In Italia arriverà a marzo nelle due versioni (sarà distribuito così anche negli Usa da Magnolia Picture). 

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