Cinema

"La notte dei morti viventi" di George A. Romero al cinema per Halloween: 5 cose da sapere

Il cult dell'horror torna nelle sale italiane il 31 ottobre. Un film che ha rivoluzionato il genere e la definizione di "zombie"

La notte dei morti viventi

Simona Santoni

-

Film low budget nato dall'unione di intenti di un gruppo di amici fondatori della Image Ten Productions, con sorpresa di loro stessi e del regista George A. Romero La notte dei morti viventi è diventato un cult dell'horror. Da potenziale B-Movie è stato innalzato a classico assoluto, incluso tra i primi film di particolare rilevanza storica, culturale ed estetica selezionati dal National Film Preservation Board degli Stati Uniti. Ora, a 46 anni di distanza dal suo folgorante e nerissimo esordio, in occasione della notte di Halloween torna al cinema. Il 31 ottobre sarà proiettato nelle sale del circuito The Space Movies in versione rimasterizzata in alta definizione (sconto a chi si presentata vestito da zombie o comunque in clima di Halloween).

Per prepararsi all'evento, ecco 5 cose da sapere (o rispoverare) su La notte dei morti viventi

1) Gli espedienti del low budget

L'intento iniziale della Image Ten Productions era ricorrere a un budget ridottissimo di 6 mila dollari. Romero & Co. si resero però conto di dover trovare nuovi finanziamenti e arrivarono a spendere 114 mila dollari, sempre pochi, soprattutto se si pensa che il film ne incassò 18 milioni. Per contenere il budget si fece ricorso a mezzi di fortuna (tra i finanziatori, il macellaio che fornì sangue e budella animali), si girò in bianco e nero (proprio nel momento in cui l'avvento della tv a colori spopolava) e ci si affidò a un cast di sconosciuti, tra cui anche amici con piccole esperienze cinematografiche e alcuni senza esperienza nel settore, che non recitarono quasi più in seguito. Tra questi Judith Ridley, moglie del produttore del film Russell Streiner, voluta per la sua fotogenia: interpretò Judith e il suo personaggio fu aggiunto apposta.

2) La portata rivoluzionaria

A dirigere le operazioni nel gruppo di personaggi assediati dagli zombie è Ben, interpretato da Duane Jones: un protagonista di colore, scelta provocatoria per quei tempi. La notte dei morti viventi ha avuto l'ardire di rivolgersi e attrarre un pubblico di ogni età con scene esplicite e brutalmente provocatorie, tacciato di sovversivismo e fatto simbolo dei più profondi malesseri sociali e individuali. Il film è stato un precursore dello splatter e ha infranto tanti tabù: nella parte finale la piccola Karen (Kyra Schon) ormai diventata zombie si ciba del padre e della madre. "Quale ragazza non ha, almeno una volta, desiderato uccidere sua madre?" ha detto il poeta americano R.H.W. Dillard.
Totalmente innovativo anche l'esito crudissimo e senza speranza del finale: nichilismo puro, dove nessuno ha scampo, pure quando tutto sembra finito. Anche l'eroe nero, l'unico sopravvissuto agli zombie, alla fine viene ucciso da una truppa agli ordini di uno sceriffo degli Stati Uniti.

3) Ha ridefinito l'espressione "zombie"

Con la sua trama La notte dei morti viventi ha ridisegnato il significato dell'espressione "zombie", fino ad allora riferita soprattutto a stregonerie e riti vudù. Con il film di Romero invece gli zombie diventano dei morti redivivi, mangiatori di carni, dei mostri cannibali risvegliatisi dalla morte per un misterioso virus. Non a caso inizialmente la pellicola doveva titolarsi La notte dei mangiatori di carne (Night of the Flesh Eaters), poi modificato perché troppo simile al titolo del film The Flesh Eaters (1964) di Jack Curtis.

4) Le metafore

Non semplice horror. Uscito nel 1968, in piena Guerra del Vietnam, La notte dei morti viventi è stato visto dalla stampa come film carico di tante metafore di tipo etico e politico. Alcuni vi lessero un messaggio sovversivo, contro la società americana degli anni '60, in un'estensione della Guerra fredda, con gli zombi a rappresentare i sovietici. Altri vi hanno visto una critica alla guerra e agli orrori in Vietnam. Altri ancora hanno affidato al protagonista nero, eroe poi comunque giustiziato dai suoi simili, una critica al razzismo.

5) Sequel e remake

Vagamente ispirato al romanzo fantastico Io sono leggenda di Richard Matheson, La notte dei morti viventi è il primo di sei film diretti dallo stesso Romero sullo stesso tema dei morti viventi. Si son succeduti Zombi (1978), Il giorno degli zombi (1985), La terra dei morti viventi (2005), Diary of the Dead - Le cronache dei morti viventi (2007) e Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti (2009). 
È stato oggetto anche di due remake: La notte dei morti viventi (1990) di Tom Savini e La notte dei morti viventi 3D (2006) di Jeff Broadstreet.
A causa di un errore del distributore originale, il film è di dominio pubblico e quindi è stato riproposto in home video da diversi distributori.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

I 10 film horror più belli di sempre

Ecco la lista stilata da Time Out. In vetta L'esorcista. Nella top ten anche Suspiria di Dario Argento

Necropolis - La città dei morti, horror di John Erick Dowdle - Video in anteprima

È morta Marilyn Burns, attrice icona del cinema horror

Era lei la Sally Hardesty di Non aprite quella porta. È scomparsa all'età di 65 anni

Commenti