New York, i 10 migliori film 'maledetti'

Anche a Manhattan e dintorni, a volte, mettono i brividi. Tra adoratori di Satana e serial killer, zombie e spie corrotte, ecco dieci storie ad alta tensione. Le migliori sono Rosemary's Baby, I soliti sospetti e Io sono leggenda

Will Smith in "Io sono leggenda" (AP Photo/Warner Bros. Pictures)

Alberto Rivaroli

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Stavolta dimenticatevi i musei e le vetrine illuminate, le passeggiate romantiche a Central Park e i negozietti di Chinatown. Oggi parliamo di un'altra New York, quella ad alta tensione. A raccontarla sono film che mettono i brividi e trasformano la Grande Mela in un incubo, popolato di volta in volta da zombi e serial killer, boss criminali e spie corrotte, assassini insospettabili e donne fatali. Film maledetti, ma bellissimi: ecco i magnifici 10. Accendete il lettore dvd e sbarrate la porta...

1. ROSEMARY'S BABY (1968) di Roman Polanski

Dura la vita, se tuo marito vende l'anima al diavolo, e ti ritrovi in grembo una creatura demoniaca... Roman Polanski, al suo esordio hollywoodiano, firma una pietra miliare dell'horror, raccontando le terrificanti vicissitudini della giovane Rosemary Woodhouse (Mia Farrow): neanche il tempo di trasferirsi con il marito Guy (John Cassevetes) in un confortevole ma lugubre appartamento di Manhattan, che si ritrova circuita dai melliflui e inquietanti vicini di casa. Non può certo imaginare che sono i capi di una setta satanica che, con la complicità del marito (un attore pronto a tutto pur di avere successo), progetta di farle partorire il figlio del diavolo. Uno dei migliori film del regista (e non è che manchi la scelta...) reso ancor più agghiacciante dal fatto che i "cattivi" non sono orribili mostri con la coda e il forcone, ma raffinati esponenti dell'Upper West Side. Una curiosità: il palazzo dove vanno a vivere i Woodhouse è il Dakota Building, quello dove abitava John Lennon quando venne assassinato dallo psicopatico Mark Chapman, che nel 1980 gli sparò proprio di fronte all'ingresso. Non c'è che dire, un bel posticino...

2. I SOLITI SOSPETTI (1995) di Bryan Singer

Cinque criminali newyorkesi si ritrovano in una centrale di polizia: sospettati di aver fatto un colpo, devono sostenere un confronto all'americana. Già che ci sono, decidono di "lavorare" insieme, ma li attende una brutta sorpresa: un misterioso boss, il sanguinario e inafferrabile Keyser Söze, li tiene sotto scacco. E non è un tipo con cui convenga fare i furbi... Una delle più belle sorprese di fine millennio, un meccanismo perfetto che alla prima visione lascia sbalorditi, e diverte anche alle successive. Due Oscar, alla sceneggiatura di Chris McQuarrie e al monumentale Kevin Spacey. Singer fa il botto, e si congeda con uno dei finali più belli di sempre e una frase che non si dimentica: "La beffa più grande che il diavolo abbia fatto è convincere il mondo che lui non esiste".

3. IO SONO LEGGENDA (2007) di Francis Lawrence

Un'epidemia ha quasi cancellato la vita dal Pianeta Terra, e i pochi sopravvissuti si sono trasformati in zombie. A New York, lo scienziato Robert Neville (Will Smith), risultato immune al virus, sopravvive solo con il suo cane, cerca disperatamente di trovare altri sopravvissuti e intanto studia una cura per far tornare normali le creature che cercano quotidianamente di sbranarlo... Dal cupo e bellissimo romanzo di Richard Matheson, un film spettrale e avvincente, con Will Smith bravissimo a reggere da solo il peso di una storia che fa rabbrividire. Anche con un look "post atomico", Manhattan è bellissima.

4. I TRE GIORNI DEL CONDOR (1975) di Sydney Pollack

Un timido archivista della Cia (Robert Redford) esce dall'ufficio per andare a pranzo. Quando torna, scopre che tutti i suoi colleghi sono stati assassinati. Terrorizzato, si nasconde e intanto cerca di capire chi ha agito e perché. Scopre che a colpire sono stati agenti corrotti, e che in realtà cercavano lui... Una spy story da manuale, un capolavoro di tensione con Redford perfetto nei panni dell'americano perbene che lotta contro le ingiustizie.  

5. IL COLLEZIONISTA DI OSSA (1999) di Phillip Noyce

Rimasto paralizzato durante una missione, il geniale detective Lincoln Rhyme (Denzel Washington) non può muoversi dal letto. Non vuole però rinunciare al suo lavoro e così, quando un serial killer comincia a seminare cadaveri per Manhattan, comincia a occuparsi del caso con l'aiuto della giovane e bella agente Donaghy (Angelina Jolie): lui pensa, lei agisce. Ma quando l'assassino va a cercarlo a casa sua, dovrà cavarsela da solo, e non sarà facile.... Ritmo serrato e alcune scene forti per un'ottima riduzione del romanzo di Jeffery Deaver.

6. SERPICO (1973) di Sydney Lumet

Al Pacino ha interpretato molti sbirri in vita sua, ma questo probabilmente è il più famoso: Frank Serpico, un agente di polizia  del NYPD che finisce nel mirino dei colleghi corrotti per essersi opposto alla corruzione dilagante. Visto che le minacce non bastano, viene mandato allo sbaraglio durante un'irruzione: i suoi compagni di pattuglia ignorano le sue grida d'aiuto, e i criminali gli sparano in faccia. Serpico, però se la cava, e alla fine, prima di lasciare la polizia, denuncerà tutto il marcio. Da una storia rigorosamente vera, un grande film, recitato benissimo e diretto da Sydney Lumet, uno dei maestri del cinema americano del dopoguerra.

7. SEDUZIONE PERICOLOSA (1989) di Harold Becker

Tre uomini vengono uccisi in rapida successione: avevano in comune solo il fatto di aver messo un'inserzione in rima su una rivista per cuori solitari. Tocca allo stropicciatissimo detective Keller (Al Pacino, ancora lui...) organizzare un finto incontro galante con la sospettata numero uno: Helen (Ellen Barkin), una bionda atomica che ci mette cinque minuti per fargli partire la brocca. Già, ma è lei l'assassina o no ? Un giallo che tiene sul chi vive dall'inizio alla fine e, tanto per gradire, ospita alcune delle scene di sesso più bollenti degli ultimi trent'anni.

8. DELITTO PERFETTO (1998) di Andrew Davis

Un maturo squalo della finanza (Michael Douglas) scopre che la giovane moglie (Gwyneth Paltrow), erede di una grossa fortuna, lo tradisce con un fascinoso pittore (Viggo Mortensen), e che in realtà l'uomo è un ex galeotto a caccia di riccone da spennare. Il marito però non si scandalizza, e propone al rivale un affare: se uccide la donna, sarà lui a renderlo ricco, prima di godersi l'eredità... Davis osa proporre un remake del capolavoro di Hitchcock, ma lo sposta da Londra a New York. Il risultato è comunque interessante: merito soprattutto di Douglas, che nei panni del bastardo è davvero insuperabile.

9. VESTITO PER UCCIDERE (1980) di Brian De Palma

Una prostituta (Nancy Allen) assiste a un orribile delitto, commesso a colpi di rasoio da una misteriosa bionda con gli occhiali scuri. Il problema è che l'assassina adesso vuole eliminare anche la testimone: e i guai sono solo all'inizio... Ambiguo, provocatorio, visivamente straordinario, De Palma firma un thriller da antologia.

10. AMERICAN PSYCHO (2000) di Mary Harron

Benvenuti nel mondo malato di Patrick Bateman, yuppie di giorno e serial killer di notte. Uno a cui interessano solo due cose, vestire alla moda e uccidere. Un personaggio simbolo degli Anni Novanta, protagonista di un romanzo a dir poco controverso ma di enorme successo, scritto da Bret Easton Ellis. Sullo schermo l'assassino ha il volto di Christian Bale, bravo a trasmettere la follia di un mostro in grisaglia che fa davvero paura.

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