Cinema

New York, i 10 migliori film per uomini duri

Sangue, pallottole, soldi sporchi: vi piacciono le storie forti, che colpiscono allo stomaco? Ecco dieci titoli per una serata carica di adrenalina: i più belli sono Toro Scatenato, Wall Street e 1997 - Fuga da New York

Robert De Niro in "Toro scatenato"

Robert De Niro in "Toro scatenato" – Credits: Ap Photo/LaPresse

Personaggi così non sono nati per piacere a tutti: li trovi nelle sordide palestre del Bronx o nei lussuosi uffici di Wall Street, nelle stazioni di polizia e nei vicoli più malfamati della città. Sono uomini duri che di solito affascinano soprattutto chi, almeno in parte, riesce a comprendere la loro violenza, la voglia feroce di vivere e vincere. Nella New York di celluloide ce ne sono tanti, protagonisti di film spesso indimenticabili. Ecco la nostra Top 10: siete pronti per il gioco duro? Alzate il volume e mettetevi alla prova.

1. TORO SCATENATO (1980) di Martin Scorsese

Ascesa e declino del “Toro del Bronx” Jake La Motta (Robert De Niro), leggendario campione del mondo dei pesi medi dal '49 al '51, fantastico sul ring ma ingestibile nella vita privata, scandita da una serie ininterrotta di liti, risse ed eccessi. Abbandonato dal fratello-manager Joey (Joe Pesci) e dalla moglie Viki (Cathy Moriarthy), perse il titolo contro Sugar Ray Robinson e, dopo essere finito anche in galera, si ridusse a fare il cabarettista in locali di infimo ordine. Il più bel film sulla boxe mai girato è anche il migliore di Scorsese, e quello che gli ha salvato la vita: schiavo della cocaina, si rimise al lavoro grazie all'insistenza di De Niro, che lo mise in croce pur di convincerlo a intraprendere questa avventura. Gli incassi furono scarsi (la scelta di girare in bianco e nero non piacque granché al pubblico), ma il film è un capolavoro assoluto e non manca in nessuna classifica dei migliori film di sempre. De Niro, in particolare, è sbalorditivo: una furia sul ring, un essere spregevole fuori. L'Oscar vinto come miglior protagonista è praticamente un atto dovuto. Indimenticabili anche le scene di combattimento, di una violenza e un virtuosismo fuori del comune. Pare che il vero La Motta, dopo aver visto il film, abbia chiesto un po' turbato alla moglie Viki: "Ma ero davvero così stronzo?". Niente male la risposta: "No, eri peggio".

2. WALL STREET (1987) di Oliver Stone

Benvenuti negli anni del rampantismo reaganiano, dove l'unica cosa che conta è essere ricco e potente. Il giovane broker Bud Fox (Charlie Sheen) fa di tutto per entrare nelle grazie del superboss della finanza Gordon Gekko (Michael Douglas). Quando finalmente ci riesce, gli sembra di aver realizzato tutti i suoi sogni, ma poi capisce che “squali” si nasce, non si diventa... Non è certo il miglior film di Stone, anzi, ma sicuramente il più popolare e, non a caso, l'unico che ha avuto un (modesto) sequel. Il merito è di un plot elementare ma suggestivo (soldi, gnocca e potere fanno sempre colpo) e, soprattutto, di un grande Michael Douglas, che vince l'Oscar ed è perfetto nell'incarnare un uomo volgare e ignorante, che tutti trovano irresistibile solo perché è ricco e spietato. Significativo al riguardo il monologo in cui Gekko decanta il valore dell'avidità: è stato studiato e ristudiato neanche fosse un trattato di economia. E così Stone, che voleva fare la morale al mondo degli affari, di fatto ha creato un'icona che ha ispirato per loro stessa ammissione i peggiori mascalzoni della finanza internazionale. Al cinema, però, è un personaggio di culto, grazie a frasi come: "Se vuoi un amico, comprati un cane".

3. 1997 FUGA DA NEW YORK (1981) di John Carpenter

La Manhattan del futuro? Nel 1981, quando esce questo cult della fantascienza, Carpenter se la immagina come un'unica immensa prigione, all'interno della quale non ci sono guardie (quelle stanno fuori, per fare secchi eventuali fuggiaschi) ma solo i peggiori criminali degli Stati Uniti, liberi di scannarsi tra di loro. Il problema è, dopo un'avaria del suo aereo, il presidente americano si ritrova proprio nel bel mezzo dell'isola-bunker, alla mercé dei peggiori delinquenti. Per tirarlo fuori viene ingaggiato il truce Jena Plisken (Kurt Russell), ex eroe di guerra condannato per rapina, che ha solo 24 ore di tempo per entrare in quel nido di vipere e tornare indietro... Non servono budget alla Titanic per entrare nel mito: basta avere talento e fantasia. Carpenter, già autore del mitico Halloween, si ripete e conegna alle cineteche un antieore favoloso, con la benda sull'occhio e tatuaggi assortiti. Aggiungiamo una New York spettrale e affascinante, e la capacità di non prendersi sul serio, e il gioco è fatto.

4. MALCOLM X (1992) di Spike Lee

La storia del celebre attivista afroamericano, assassinato a soli 39 anni. Spike Lee parte dall'autobiografia di Malcolm Little (questo il suo vero nome), e rievoca le tappe salienti della sua esistenza: gli anni della perdizione, tra spaccio e rapine, la conversione all'Islam, fino all'attentato di New York, che gli costò la vita il 14 febbraio 1965. Un personaggio come questo, carismatico e controverso, diventa nelle mani di Lee pura dinamite: nella scena inizale si ascoltano le parole di Malcolm ("Accuso l'uomo bianco di essere il più grande assassino della Terra"), mentre una bandiera americana brucia. Al di là del tono  non certo distensivo, si tratta di una pellicola visivamente straordinaria, con un grandissimo Denzel Washington.

5. GANGS OF NEW YORK (2002) di Martin Scorsese

La guerra tra bande è un classico dei film di Scorsese, ma stavolta il contesto è diverso dal solito: siamo alla metà dell'Ottocento, quando il giovane Amsterdam Vallon (LeonardoDiCaprio) esce dal riformatorio con una sola idea in testa: fare la pelle a Bill Cutting detto “Il macellaio” (Daniel Day-Lewis), il boss che molti anni prima aveva ucciso suo padre (Liam Neeson). Celando la sua identità, il ragazzo si infiltra nella gang di Bill, ma le cose si complicano quando il carisma del criminale comincia ad affascinarlo... Un film non sempre omogeneo, ma ricco di scene (soprattutto quelle degli scontri in strada) che fanno salire l'adrenalina.

6. HIGHLANDER (1986) di Russell Mulcahy

Un must degli anni 80 che tutti ricordano (oltre che per il fascino degli interpreti e le canzoni dei Queen) per gli spettacolari paesaggi scozzesi. È a New York, però, che prende il via l'avventura di Connor McLeod (Christopher Lambert), un immortale che per trovare la pace dovrà prima affrontare e uccidere l'eterno rivale (Clancy Brown), che in precdenza aveva fatto fuori il suo maestro (Sean Connery). Perché, come recita la frase storica del film, "Ne rimarrà soltanto uno...". Ritmo  velocissimo e qualche scena indimenticabile, come il duello iniziale nel parcheggio del Madison Square Garden.

7. DIE HARD DURI A MORIRE (1995) di John McTiernan

Alla sua terza avventura cinematografica, il detective John McClane (Bruce Willis) approda finalmente a New York, dopo aver messo a ferro e fuoco Los Angeles e Washington nei primi due episodi della saga. Semialcolizzato e sospeso dal servizio, viene precipitosamente rimesso in pista per contrastare un maniaco di nome Simon (Jeremy Irons), che semina bombe per Manhattan e medita di svuotare il caveau della Federal Reserve. Willis ripropone il personaggio che lo ha reso un divo, e non fa cilecca neanche stavolta. Certo, i primi due film erano meglio, ma anche questo è divertente e spettacolare, anche se l'ascetico Irons che fa il bombarolo è credibile come Rocco Siffredi nei panni di don Bosco.

8. I FALCHI DELLA NOTTE (1981) di Bruce Malmuth

In una città sempre più grigia e minacciosa, il killer Wulfgar (Rutger Hauer) ha bisogno di spargere sangue per dimostrare ai suoi datori di lavoro di essere ancora all'altezza della situazione. Sulle sue tracce si lancia l'agente Da Silva (Sylvester Stallone), appena promosso all'Antiterrorismo, un tipo all'apparenza dimesso da tosto da morire, che batte gli angoli più fetidi della città per fargli la pelle. Un ottimo film di genere: zero psicologia ma grandi scene d'azione. Divertimento puro.

9. BLACK RAIN - PIOGGIA SPORCA (1989) di Ridley Scott

Anche qui il protagonista è uno sbirro, ma decisamente meno zelante: si chiama Nick Conklin (Michael Douglas) e i suoi superiori sospettano che prenda mazzette per mantenere la moglie divorziata e i figli. Dopo aver assistito a un regolamento di conti tra criminali giapponesi, ne arresta uno che è destinato all'estradizione in patria. Tocca proprio a Nick, accompagnato dal collega Charlie (Andy Garcia), scortarlo in Oriente: una missione non proprio rilassante, dalla quale tornerà molto cambiato... Da Ridley Scott un thriller a regola d'arte, che parte da Manhttan per poi spostarsi in un mondo che ai detective yankee appare incomprensibile e ostile.

10. L'AVVOCATO DEL DIAVOLO (1997) di Taylord Hackford

Un giovane avvocato della Florida (Keanu Reeves) approda a New York, dove viene assunto nel prestigioso studio di John Milton (Al Pacino), personaggio ambiguo e affascinante. La carriera dell'astro nascente spicca il volo, ma il suo matrimonio va in frantumi e anche il rapporto con il principale si fa sempre più opprimente. Comincia ad affiorare qualche dubbio: oddio, vuoi vedere che sto vendendo l'anima al diavolo e non me ne sono accorto? La storia non è certo imprevedibile, ma il regista è un vecchio volpone e Al Pacino si diverte un mondo. E noi pure.

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