Cinema

Venezia 2018: Leone d'oro a Roma di Alfonso Cuarón

Coppa Volpi agli attori Olivia Colman e Willem Dafoe. Leone d'argento a "The Favourite" di Yorgos Lanthimos

Alfonso Cuarón

Simona Santoni

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Il Messico trionfa ancora a Venezia. Roma del messicano Alfonso Cuarón è il Leone d'oro dell'edizione 75 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. A premiarlo il connazionale Guillermo del Toro, presidente di giuria nonché regista che nel 2017 vinse con La forma dell'acqua

Ecco tutti i premi di Venezia 75.

I premi di Venezia 75

  • Leone d'oro: Roma di Alfonso Cuarón (Messico)
  • Leone d'Argento - Gran Premio della GiuriaThe Favourite di Yorgos Lanthimos (Gran Bretagna, Irlanda, Usa)
  • Leone d'argento per la miglior regiaJacques Audiard per The Sisters Brothers (Francia, Belgio, Romania, Spagna)
  • Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminileOlivia Colman per The Favourite di Yorgos Lanthimos (Gran Bretagna, Irlanda, Usa)
  • Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschileWillem Dafoe per At Eternity's Gate di Julian Schnabel (Usa, Francia)
  • Migliore sceneggiatura: Ethan e Joel Coen per The Ballad of Buster Scruggs (Usa)
  • Premio speciale della giuriaThe Nightingale di Jennifer Kent (Australia)
  • Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergenteBaykali Ganambarr per The Nightingale di Jennifer Kent (Australia)
  • Leone del Futuro - Venezia opera prima Luigi De LaurentiisYom Adaatou Zouli (Il giorno che ho perso la mia ombra) di Soudade Kaadan (Siria, Libano, Francia, Qatar)

Sezione Orizzonti

  • Miglior filmKraben Rahu (Manta Ray) di Phuttiphong Aroonpheng (Thailandia, Francia, Cina)
  • Miglior regia: Emir Baigazin per Ozen (Il fiume) (Kazakistan, Polonia, Norvegia)
  • Premio speciale giuria: Anons (L'annuncio) di Mahmut Fazil Coşkun (Turchia, Bulgaria)
  • Migliore interpretazione femminileNatalya Kudryashowa per Tchelovek kotorij udivil vseh (L'uomo che sorprese tutti) di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov (Russia, Estonia, Francia)
  • Migliore interpretazione maschile: Kais Nashif per Tel Aviv on fire di Sameh Zoabi (Lussemburgo, Francia, Israele, Belgio)
  • Migliore sceneggiatura: Jinpa di Pema Tseden (Cina)
  • Miglior cortometraggio: Kado (Un regalo) di Aditya Ahmad (Indonesia)

Premi Virtual reality

  • Miglior virtual realitySpheres: Chorus of the Cosmos di Eliza McNitt
  • Migliore esperienza VR: Buddy VR di Chuck Chae
  • Migliore storia raccontata con strumento della realtà virtualeL'Île des Morts di Benjamin Nuel

Venezia Classici

  • Miglior documentarioThe Great Buster: A celebration di Peter Bogdanovich
  • Miglior restauroLa notte di San Lorenzo (1982) di Paolo e Vittorio Taviani

Toto Leone

Spetta alla giuria guidata da Guillermo del Toro pescare il film migliore.

Tra i favoriti ci sono:

  • Roma del messicano Alfonso Cuarón (prodotto da Netflix, sarebbe la prima volta di un Leone a Netflix), che racconta la vita di una famiglia borghese - quella del regista, che aprì Venezia 2013 con Gravity -, in una Città del Messico in bianco e nero a inizio anni Settanta. 

  • The Favourite del greco Yorgos Lanthimos, triangolo lesbico ispirato a fatti realmente accaduti alla corte della regina Anna (Olivia Colman) nell'Inghilterra di inizio '700. Al centro di tutto la perfida rivalità tra due cortigiane: Sarah Churchill, duchessa di Marlborough (Rachel Weisz), e Abigail (Emma Stone).

  • The sister brother del francese Jacques Audiard, un western-noir basato sull'omonimo romanzo del canadese Patrick DeWitt in cui i cow-boy hanno sentimenti e si lavano i denti. Oregon 1850, con Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal. 

  • Doubles vies (Non-Fiction) del francese Olivier Assayas, commedia brillante in cui un editore parigino (Guillaume Canet) lotta per adattarsi alla rivoluzione tecnologica. Fitti dialoghi su social, web, e-book, linguaggio dei cellulari.

  • Tra gli italiani sorprese potrebbero venire da Capri-Revolution di Mario Martone, film che narra di un'isola unica al mondo che all'inizio del Novecento ha attratto chiunque sentisse la spinta dell'utopia e coltivasse ideali di libertà, come i russi che, esuli a Capri, si preparavano alla rivoluzione.



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