Simona Santoni

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Cantore della Roma scomoda ma verace, Remo Remotti si è spento a 90 anni, compiuti lo scorso novembre. Poeta, pittore, cantante, scrittore, scultore, attore, teneva saldi tanti talenti che ne hanno fatto uno degli artisti più brillanti della Capitale. Era ricoverato al Policlinico Gemelli, giunto al pronto soccorso giovedì 18 giugno e ricoverato presso l'UOC di Clinica medica e malattie vascolari a causa di una seria patologia ematologica. È morto nella notte, intorno all'una.

Indimenticabile Freud per Nanni Moretti in Sogni d'oro (1981), che l'ha voluto anche in Bianca (1984) e Palombella rossa (1989), al cinema ha lavorato anche per Francis Ford Coppola (Il padrino - Parte III, 1990), Marco Bellocchio (Il gabbiano nel 1977 e Salto nel vuoto nel 1980), Ettore Scola (La terrazza, 1980), i fratelli Taviani (Il prato, 1979), Nanni Loy (Mi manda Picone, 1983), Carlo Mazzacurati (Notte Italiana, 1987), Carlo Verdone (Ma che colpa abbiamo noi, 2003).

Recentemente lo abbiamo visto in Agata e la tempesta di Silvio Soldini (2004), Letters to Juliet di Gary Winick (2010), La banda dei Babbi Natale di Paolo Genovese (2010), Nessuno mi può giudicare (2011) e Viva l'Italia (2012), entrambi di Massimiliano Bruno

Irrefrenabile, genuino e irriverente, Remo Remotti è l'autore della canzone alla Roma moderna e alle sue contraddizioni, Mamma Roma addio, inno dell'anticonformismo.

Ecco Remo Remotti nel film Sogni d'oro:

Remo Remotti recita Mamma Roma addio:

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