Simona Santoni

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Jake LaMotta è Robert De Niro, come Robert De Niro è (anche) Jake LaMotta, ovvero "Toro Scatenato", com'era soprannominato il pugile. Campione della boxe dalla vita turbinosa, Jake LaMotta è morto il 19 settembre, all'età di 96 anni. Indimenticabile e iconica la rappresentazione che ha fatto di lui De Niro nel capolavoro di Martin Scorsese, Toro Scatenato.

Entrambi italo americani, entrambi più affascinanti che belli, la figura del pugile e quella dell'attore hanno finito per sovrapporsi nell'immaginario collettivo. Era il 1980 quando il film usciva al cinema. Tratto dal memoriale di LaMotta del 1970 Raging Bull: My Story, non fu un successo commerciale, ma la critica e il tempo galantuomo l'hanno reso un pilastro della cinematografia degli anni Ottanta. Ha avuto otto candidature agli Oscar e ne ha vinti due, uno per il miglior montaggio e uno a lui, De Niro, migliore attore protagonista.

In bianco e nero, è la potente esplorazione della mente di un uomo emotivamente disconnesso. Feroce e a volte difficile da sostenere con lo sguardo, come un incontro di pugilato. Il ritratto di un eroe antipatico.

Non aveva un corpo ideale per fare il peso medio, con la testa troppo grande e le braccia che invece sembravano troppo piccole, eppure Jake LaMotta è stato uno dei migliori pesi medi nella storia della boxe, anche se a volte non era poi così bello da vedersi dal punto di vista tecnico. Sicuro di sé, parlantina efficace, ammise davanti al Senato americano di aver perso alcuni incontri su pressione della mafia. Alla sua vita movimentata De Niro rende omaggio con una delle sue migliori interpretazioni, che segnò il punto massimo della sua carriera.

"Riposa in pace, campione", è il saluto di Robert De Niro, oggi, al "suo" Jake LaMotta.

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