Money Monster
Cinema

Money Monster di Jodie Foster, 5 cose da sapere

Un thriller sull'alta finanza e sulla disperazione della povera gente. Punta dritto all'intrattenimento, senza tecnicismi eccessivi e con ritmo

Jodie Foster porta al Festival di Cannes, fuori concorso, Money Monster - L'altra faccia del denaro, un thriller sull'alta finanza e sulla povera gente che concede colpi di scena e - a sorpresa - anche momenti di ilarità. Piaciuto alla Croisette, è un film di intrattenimento, molto attuale, che perde di realismo e credibilità nella parte finale ma non perde la capacità di appassionare e coinvolgere, grazie anche alla forza drammatica e umana delle sue star, George Clooney e Julia Roberts

Dal 12 maggio nelle sale italiane, ecco 5 cose da sapere su Money Monster - L'altra faccia del denaro:

 

1) L'alta finanza sudicia vestita in smoking

"I vostri soldi sono un pugno di fotoni di energia", dice Lee Gates (George Clooney), il conduttore di Money Monster, un programma tv di economia che spara bombe alla Maurizio Mosca e suggerisce super occasioni con toni da televenditore piuttosto che da giornalista. La sua produttrice Patty (Julia Roberts), infatti, dice: "Non facciamo giornalismo sporco qui. Anzi, non facciamo giornalismo". Ma, come minaccia sorridente lo smargiasso buontempone Lee Gates, "Se volete tutto più veloce, prima o poi può scoppiare una gomma". E la gomma scoppia quando la Ibis, azienda di cui Gates ha decantato la solidità e l'invitante margine di profitti delle sue azioni, crolla vertiginosamente, facendo perdere 800 milioni di dollari ai suoi investitori. Kyle (Jack O'Connell), ragazzone sprovveduto che ha creduto alle promesse di Gates, perde tutti i suoi risparmi. Niente di troppo diverso dai casi drammatici di tanti risparmiatori italiani di Banca Etruria & co. Ma Kyle decide di avere la sua rivalsa e invade, armato e disperato, la diretta di Money Monster: "È vero che la pistola ce l'ho io, ma non sono io il vero criminale".
Da una parte la disperazione della povera gente. Dall'altra l'alta finanza sudicia, un "maiale con lo smoking". 

2) Le deviazioni contemporanee

Sotto la lente di Jodie Foster, alla sua quarta regia cinematografica dopo Il mio piccolo genio, A casa per le vacanze e Mr. Beaver, ci sono anche le deviazioni televisive e le derive di una società contemporanea sempre connessa, abituata alle tragedie e alla "tv verità", capace di giocare tranquillamente a calcio balilla in un bar, seguendo tra una risata e una "rullata" l'assedio in corso allo studio televisivo di Lee Gates. 
Mentre Gates è ostaggio di Kyle, la diretta non si chiude mai. Quando Gates scende in strada, i cittadini di New York non fuggono temendo un'esplosione imminente, anzi, si avvicinano voraci per fotografare col telefonino, per incoraggiare o deridere, per compiaciuto voyeurismo. E poi, ecco, immancabili, i soliti video su YouTube che trasformano un dramma alle porte in momenti di condivisione esilaranti e sbeffeggianti. 
"Cosa ci inventeremo di più lunedì prossimo?", dice la produttrice Julia Roberts, sorridendo, al suo broker tv George Clooney nell'ultima scena di Money Monster.

3) Corresponsabilità collettiva

"C'è una corresponsabilità di tutti: abusi nel sistema finanziario, abusi nelle tecnologie, ansia di denaro e poca giustizia", ha detto Jodie Foster a Cannes. "La storia di questo film, che è di puro intrattenimento, penso possa parlare al pubblico più vasto proprio perché tutti viviamo in questo ambito". Le ha fatto eco Clooney: "La gente ti ascolta, ti segue ma la loro è vita vera. Siamo nell'epoca in cui tra news ed entertainment non c'è confine e oscillare tra show e real life può essere davvero molto pericoloso". Dopo Good Night Good Luck, la tv continua a essere al centro degli interessi di Glooney: tra i film in programma come regista, oltre al noir anni '50 Suburbicon (con sceneggiatura dei fratelli Coen), ne ha in mente uno su Rupert Murdoch, Hack Attack, tratto dal libro di Nick Davies. 

4) Senza tecnicismi eccessivi e con sorrisi

La sceneggiatura realizzata da Jamie Linden e Alan DiFiore & Jim Kouf non scava nelle anse più profonde e scure, ma è bella croccante. Non ha di certo la brillantezza originale e spudorata de La grande scommessa, altro film recente sulle derive dell'alta finanza, ma non ne ha neanche la verbosità eccessiva e il tecnicismo disorientante. A sorpresa, poi, tra un momento di quasi tensione e l'altro, si apre di tanto in tanto a battute che strappano gustosi sorrisi. "Non pensavo fossi tu quello calmo della coppia", dice Gate/Clooney, con giubbino esplosivo addosso, a Kyle/O'Connell. E la sala non può che "esplodere" in una risata.

5) Tra i balletti di George e il carisma di Julia

Dopo Ave, Cesare!, Clooney si presta a un altro personaggio tutt'altro che positivo ma spassoso. Vederlo cimentarsi in balletti stile Claudio Cecchetto in Gioca jouer è un'esperienza da ricordare. "Jodie mi aveva detto 'pensa che sei in un musical' e io così ho fatto", ha scherzato Clooney a Cannes.
Julia Roberts è ingabbiata nella limitata possibilità d'azione dello studio di regia, ma sul suo viso teso c'è tutto il carisma e lo spessore della grande attrice che è. Pronta per il salto da regista?, le hanno chiesto. "Conosco le mie limitazioni intellettuali, non ci riuscirei", ha risposto con umiltà.

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