Cinema

Minuscule - La valle delle formiche perdute, la serie animata arriva al cinema - Video

Dal 22 gennaio nelle sale italiane il microcosmo ideato da Thomas Szabo e Hélène Giraud

Minuscule - La valle delle formiche perdute

Simona Santoni

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La minuscola vita privata degli insetti riprodotta in tv da Thomas Szabo e Hélène Giraud arriva sul grande schermo. Il microcosmo della serie tv animata francese diventa film con Minuscule - La valle delle formiche perdute, dal 22 gennaio al cinema. Lungometraggio franco-belga che mescola animazioni e ambientazioni reali, è uno dei 20 film d'animazione selezionati dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences per la nomination agli Oscar 2015.

In una piccola radura pacifica, i resti di un pic-nic, frettolosamente abbandonati, scatenano una guerra tra due tribù di formiche, la cui posta in gioco è una scatola di zollette di zucchero. Una giovane e grassoccia coccinella si ritrova coinvolta nella battaglia, facendo amicizia con una delle formiche nere e aiutandola a salvare il formicaio dall'assalto delle formiche rosse, terribili guerriere guidate dal pauroso Butor.

In questo video in esclusiva un estratto del film.

Minuscule è nato in realtà come cortometraggio, prodotto da Futurikon per il cinema e la televisione. La scrittura del film e degli episodi tv sono iniziate contemporaneamente. Le puntate della serie tv sono state trasmesse dalla televisione francese a partire dal 2006 e in più di 100 paesi, con più di 650 mila dvd venduti solo in Francia. Dopo un lungo processo creativo, i due ideatori francesi, Thomas Szabo e Hélène Giraud, hanno diretto Minuscule - La valle delle formiche perdute, uscito in Oltralpe nel gennaio 2014 e oggi distribuito in più di 40 paesi.

"Visualmente non volevamo che i personaggi fossero troppo realistici o troppo da cartone animato. L’obiettivo era ottenere un delicato equilibrio tra elementi realistici, basati sulla documentazione e la semplificazione del disegno", raccontano i due registi e sceneggiatori. "La decisione di astenerci dall'uso dei dialoghi, era basata sull’idea che volevamo produrre qualcosa che fosse più simile a un documentario che ad un classico film d'animazione. Gli insetti reali rimangono quello che sono, non parlano, non sorridono, non hanno lo sguardo accigliato o ammiccante, volevamo conservare questa mancanza di espressione facciale ed evitare di umanizzarli. Hanno spesso gli occhi spalancati, come le pupille dei cartoni animati, ma mai atteggiamenti umani".

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