Minions
Cinema

Minions, il film sugli adorabili tirapiedi gialli: 5 cose da sapere

Arriva al cinema la chiassosa e sconclusionata ciurma alla ricerca di un cattivo. Sarà un sicuro successo al botteghino

Da spassosissimi gregari dell'ex malvagio Gru in Cattivimo me e Cattivissimo me 2 della Illumination Entertainment, ora le strampalate creaturine gialle a forma di capsula sono protagoniste assolute dello spin-off che è anche un prequel Minions. Da oggi invadono le sale italiane e, dopo gli oltre 991 milioni di dollari raccolti finora a livello internazionale (di cui 321 negli States), c'è da giurare che faranno man bassa anche al botteghino nostrano. 

Leali, intriganti e gioiosi, i Minion sono un folto e chiassaso gruppo di esserini che amano provocare danni e caos quasi quanto amano le banane. Si distraggono facilmente e possono essere imprevedibili, curiosi e sovversivamente dolci. 
Ecco 5 cose da sapere su Minions:

 

1) Alle origini dei Minion

La sceneggiatura di Minions è stata affidata a Brian Lynch, che ha voluto che la storia fosse un prequel ambientato tra il 1969 e il 2010. Ha detto: "Abbiamo tutti un po' di Minion in noi, alcuni più di altri. Il pubblico ci ha fatto così tante domande su chi fossero i Minion e da dove provenissero che abbiamo pensato sarebbe stato divertente provare a rispondergli".
Lynch crea quindi la storia alle origini dei nostri antieroi, rispondendo agli interrogativi: da dove vengono i Minion e come vivevano prima di Gru?. "È interessante vedere i Minion in questo grande mondo crudele prima dell'arrivo di Gru", riflette lo scrittore. "Lui è lì a proteggerli nei primi due film, ed è ovviamente una figura paterna. Per quanto i Minion desiderino un cattivo come capo, vogliono anche far parte di una famiglia. In questo film non ce l'hanno ancora e capiscono che è quello ciò che vogliono".
All’inizio del film i Minion vivono senza un padrone nel gelido continente antartico, scoraggiandosi sempre di più, annoiandosi e deprimendosi. Nel corso dei secoli, hanno sempre avuto le migliori intenzioni nei confronti dei loro numerosi padroni, ma in puro stile Minion, hanno sempre finito per far sì che ciascuno di loro perisse accidentalmente. Quando i Minion incontrano Gru, finalmente si rilassano diventando meno insicuri. Nel 1969, tuttavia, sono ancora nel bel mezzo del loro arduo periodo di ricerca e di apprendimento...
Alla regia del cartoon c'è ancora il francese Pierre Coffin, già dietro la macchina da presa di Cattivissimo me e Cattivissime me 2. Ad affiancarlo lo statunitense Kyle Balda, che aveva fatto parte del dipartimento dell'animazione di Cattivissimo me e ha co-diretto Lorax - Il guardiano della foresta sempre per gli studios di Chris Meledandri.

2) Il motivo del successo dei Minion

Più che Gru e le tre orfanelle di cui diventa padre adottivo, sono i Minion il motivo del successo di Cattivissimo me e Cattivissime me 2. Lo scocomerato gruppo di creaturine gialle è di una comicità contagiosa. Chris Meledandri, fondatore e CEO della Illumination, è convinto che la connesione che si stabilisce istantaneamente tra noi e loro sia dovuta alla loro irrefrenabile energia: "Questa energia deriva da una combinazione tra la loro forma, la magia degli animatori che li fanno vivere e le loro vocalizzazioni, sotto la direzione di Pierre e Kyle, e in precedenza di Pierre e Chris Renaud. Insieme, hanno creato dei  personaggi assolutamente irresistibili". A renderli così adorabili, secondo Melandri, anche la dualità intrinseca nella loro natura: "Non sono solamente adorabili. A renderli così irresistibili è la contraddizione tra la loro aspirazione ad essere cattivi e la loro natura primaria che li rende comunque buoni. E questa loro intrinseca caratteristica è propria anche di tutti noi". Questa somiglianza tra noi e loro sarebbe alla base della capacità dei Minion di stabilire un immediato contatto con lo spettatore.
Come dimostrano anche gli incassi raggiunti dal film, i Minion non hanno frontiere e sono amati in tutto il mondo: "Quello che piace a tutti, a prescindere dal Paese in cui vivano o dalla loro età, è che i Minion sono sovversivi, infantili, sinceri, espressivi e invincibili", dice ancora il produttore. "Sono anche senza età e non possiedono una lingua specifica".

3) Inizialmente i Minion dovevano essere... degli orchi

Volete sapere una cosa incredibile? Originariamente nel copione di Cattivissimo me i Minions (termine che in inglese si traduce con "servi, tirapiedi") erano descritti come "delinquenti, un esercito di tipi muscolosi". Però, aveva detto Coffin, "non riuscivamo proprio a vedere Gru come un disgraziato seguito da questo esercito di simil-orchi e per questo abbiamo chiesto a Eric (l'art director Eric Guillon, ndr) di trovare dei personaggi dall'aspetto più semplice in modo da poterne avere parecchi. Lui ha tirato fuori l'idea delle pillole con gli occhialetti da nuoto". Grazie Eric.

4) La lingua dei Minion, eredi del cinema muto

Sull'onda di una colonna sonora composta di brani di successo degli anni '60, Minions è percorso da un altro sound caratteristico: la lingua così sconnessa eppure famigliare dei Minion. Va a Coffin il merito di averla creata.
Per Coffin, i Minion sono una sorta di omaggio ai suoi eroi del cinema muto. Spiega: "Se si guarda alla storia del cinema, all’inizio i film erano completamente muti, con attori come Charlie Chaplin e Buster Keaton. Quegli artisti sono stati i migliori narratori di sempre e il loro cinema continua a piacere ancora oggi. I miei figli hanno visto La febbre dell'oro e gli è piaciuto tantissimo. È totalmente privo di dialoghi, ovviamente, ma a loro bastavano le immagini. Nei film muti tutto era curato nei minimi dettagli e funzionavano perfettamente anche senza dialoghi. I Minion sono esattamente questo. Sono un'eredità del cinema muto, solo che facciamo dire loro delle parole ridicole".
Mentre nella realizzazione della maggior parte dei film, una volta pronta la sceneggiatura si passa subito a scritturare gli attori, nel caso di Minions è stato molto utile che a dare la voce ai tre protagonisti principali fosse uno dei registi. Mentre il minionese è in realtà un miscuglio di parole provenienti da lingue diverse, è la commedia fisica dei Minion a renderli così universalmente accessibili agli spettatori. L’obiettivo del regista Coffin era quello di trasmettere al pubblico le intenzioni dei Minion tramite le melodie dei loro discorsi, non attraverso le frasi che li compongono. "Io faccio tutte le voci dei Minion nel film, e fortunatamente, ogni volta che mi bloccavo su una sequenza o su una scena in cui dovevo esprimere qualcosa, avevo a portata di mano il mio menu indiano o cinese", ha raccontato Coffin. "Parlo anche un po' di spagnolo, di italiano, di indonesiano e di giapponese. Così avevo a disposizione tutte queste fonti di ispirazione per comporre il loro linguaggio. E, quando ne avevo bisogno, sceglievo una parola che non esprimesse un concetto, ma che piuttosto ci si avvicinasse con il suono".
Meledandri ha un’idea tutta sua sullo stile top-secret del regista: "Pierre probabilmente vi dirà che il linguaggio è completamente privo di senso, ma io ho una mia teoria. Lo ho osservato attentamente nel corso della realizzazione di questi tre film, e sto cominciando a notare il ripetersi di modelli linguistici. In realtà penso che stia creando un linguaggio. Lui negherà, ma io sono convinto che lo stia facendo. Ed è un linguaggio che, tutti noi membri del pubblico, stiamo cominciando a capire". Banana.
A far parlare i coprotagonisti dei Minion nella versione italiana sono Luciana Littizzetto e Fabio Fazio (rispettivamente per i cattivissimi Scarlet Sterminator e suo marito Herbert - detto "Herb" - Sterminator). Alberto Angela è la voce narrante della storia dei Minion attraverso i secoli. Riccardo Rossi è Walter Nelson, Selvaggia Lucarelli presta la sua voce a sua moglie Madge Nelson.

5) La critica internazionale

Passare da comparse illustri a vere star spesso comporta dei rischi e anche i meravigliosi Minion devono pagar dazio. Su Rotten Tomatoes, il sito che riunisce le recensioni internazionali, il film al momento ha solo il 54% dei consensi e si parla di uno spin-off "con risultati irregolari ma spesso esilaranti".
Rolling Stone scrive: "Il punto non è se questo prequel può essere campione di incassi, che è un dato di fatto. La domanda è: possono i Minion portare sulla loro mini-malizia un film tutto loro? Temo di no".
Il Boston Globe: "È impressionante come i realizzatori ottengano così tanto chilometraggio comico dal chiacchiericcio poco intelligibile dei loro personaggi, mentre il dialogo convenzionale è piatto in maniera sconcertante". 
Il Newsday: “Un forte e frenetico piacere per i bambini, anche se i cervelli dei genitori possono andare in cortocircuito”.
Secondo il Washington Post: "Anch'io, un tempo, ho apprezzato i Minion, nelle piccole dosi in cui erano proposti. Ma la portata extra di Minions è, nel bene e nel male, una dose eccessiva di una cosa buona".

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