Cinema

La metamorfosi del male, horror sul mito del lupo mannaro - Video

Firmato dal regista americano William Brent Bell, è al cinema dal 4 dicembre

La metamorfosi del male

Simona Santoni

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Dopo L'altra faccia del diavolo, il regista statunitense William Brent Bell torna con un nuovo horror, La metamorfosi del male, dal 4 dicembre al cinema. Rinnovando la collaborazione con lo sceneggiatore Matthew Peterman, attinge a un mito dell'orrore, quelle del lupo mannaro, partendo da una sorta di storia mitologica da cui tutto ha avuto inizio e rivisitandola in chiave moderna. 

La famiglia Porter, in vacanza nella Francia rurale, viene brutalmente uccisa. Dopo le prime ipotesi di un attacco animale, viene accusato della strage Talan Gwynek (Brian Scott O'Connor), un uomo dall'aspetto rozzo che vive proprio nei pressi della scena del crimine. L'avvocato Kate Moore (A.J. Cook), giovane americana che vive in Francia insieme alla sua équipe, viene chiamata a difenderlo e, convinta della sua innocenza, decide di adottare un approccio scientifico per dimostrare l'incapacità fisica dell'uomo di procurare danni ad altre persone. Attraverso la testimonianza della madre di Talan (Camelia Maxim), infatti, Kate scopre che l'uomo soffre di una particolare malattia genetica ereditaria che lo ha reso sin da piccolo lo zimbello del vicinato. Scavando nell'enigmatica storia familiare di Talan, Kate e la sua squadra riportano alla luce una sorprendente leggenda. Ne deriverà un bagno di sangue e Kate dovrà fare tutto quanto in suo potere per sopravvivere ed evitare che il caos, il terrore e la morte si diffondano. 

Nel cast anche Sebastian Roché, Vik Sahay, Simon Quarterman.

In questo video in esclusiva un estratto del film:

"Centinaia di anni fa, se le persone vedevano un uomo che versava in condizioni fisiche particolari e che lo facevano somigliare ad un lupo mannaro, allora quell’individuo era un lupo mannaro. Invece noi oggi sappiamo che se un uomo è coperto di peli, c'è una spiegazione scientifica. Sai, la porfiria è una rara malattia genetica a causa della quale il corpo è ricoperto di peli per tutta la vita", spiega William Brent Bell. "Di conseguenza, abbiamo pensato che se noi avessimo riportato sullo schermo un ragazzo che impazzisce e che ricorda un personaggio di cinquecento anni fa, allora la gente lo avrebbe di nuovo additato come un mostro. Ecco che il lupo mannaro torna a esistere, proprio come all'epoca in cui nacque la leggenda, proprio come 500 anni fa".

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