Cinema

Martina Colombari: "Sarò una giornalista in cerca della verità sulla strage di Bologna"

Così l'attrice: "In 'Bologna 2 agosto: i giorni della collera' interpreto una reporter, ma il film non vuole giudicare nè dare risposte"

Martina Colombari (Credits: LaPresse)

“Bologna 2 agosto – I giorni della collera”. Un titolo forte per un film che ha già destato non poche polemiche, incentrato su una delle pagine più drammatiche della storia italiana, la strage di Bologna.

Più precisamente, come si legge sul sito della casa di produzione Telecomp Planet, la pellicola – originariamente intitolata L’amore al tempo della Collera-  “narra la storia della più grande tragedia italiana del dopoguerra”. Un tuffo a ritroso negli anni Ottanta, all’interno di una società “divisa tra lotte interne e deviazioni istituzionali”, un viaggio “nel terrorismo nero ma anche nelle contraddizioni delle verità celate che ancor oggi non hanno trovato risposta a tanti interrogativi che permangono; lotta di classe o strage di Stato, cambiamento politico o guerra civile per conservare intatto l'esistente sistema centrista”.

Chi si aspetta di trovare risposte esaustive a tali quesiti dovrà cercare altrove: “E’ un film che non dovrà dare risposte ma presentare in chiave realista luci e ombre di un mistero italiano” è scritto sul profilo di Daniele Santamaria, in arte Mickey Capo, che firma la regia insieme a Giorgio Molteni.

Lo sottolinea anche il volto di punta del cast, Martina Colombari: “Non abbiamo cercato di dare noi risposte, nè di trovare i colpevoli: non era quella la nostra intenzione, il film si limita a raccontarne la storia”. L’ex Miss Italia, oggi attrice di piccolo e grande schermo, interpreterà un ruolo chiave: “Sarò una giornalista che perde la sua migliore amica in quell'attentato e farà di tutto pur di scoprire la verità, rovistando tra informazioni anche scomode. Perseguirà questo obiettivo ad ogni costo, fino a mettersi in guai anche molto seri e fare, purtroppo, una pessima fine”.

Non poteva mancare un commento sulle polemiche già piovute sulla pellicola, che uscirà in autunno nelle sale: “Il film è già stato aspramente criticato dalla stampa prima ancora di essere visto, eppure Giorgio Molteni ha voluto associare scene reali d'archivio a quelle ovviamente di fiction, senza pretendere di dare risposte nè di giudicare".

Nel cast spuntano i nomi di Lorenzo Flaherty e del giovane Giuseppe Maggio, già protagonista di Amore 14, oltre a quelli dell’esordiente Marika Frassino che interpreterà Francesca Mambro e di Gianluca Testa nel ruolo di Giuseppe Valerio Fioravanti. Lino Capolicchio sarà Licio Gelli, mentre Fabrizio Giannini sarà – lo rivela sul suo sito personale – “Cammaro, un infiltrato nell’estrema destra. Sono molto curioso di vedere il film, il tema trattato è assolutamente delicato, ogni volta che arrivo alla stazione di Bologna mi viene un brivido e vado a guardare  l’orologio… lì a segnare il tempo trascorso che non è mai passato”.

Non è passato soprattutto per l’Associazione delle  vittime della strage: tempo fa il presidente Paolo Bolognesi già confessava alla stampa la preoccupazione che questo film potesse rischiare di valorizzare i terroristi. Risalgono al 25 luglio scorso le ultime dichiarazioni in merito, che vanno da “Ognuno è libero di fare il film che vuole, noi lo vedremo e poi giudicheremo” a “Ci hanno fornito la sceneggiatura, ma l'abbiamo ritenuta non valida e abbiamo detto che se volevano il nostro appoggio avrebbero dovuto modificare parecchie cose”.

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