Luis Buñuel, a 30 anni dalla morte 5 film per ricordarlo

Regista simbolo del surrealismo, rivoluzionario demolitore di tabù, ha lasciato titoli indimenticabili e taglienti. Da Il fascino discreto della borghesia a Bella di giorno

Luis Buñuel

Luis Buñuel con Delphine Seyrig sul set del film "Il fascino discreto della borghesia" – Credits: Mondadori Porfolio

Simona Santoni

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Il 29 luglio 1983 moriva Luis Buñuel, regista simbolo del surrealismo, poeta rivoluzionario del cinema che non conosceva tabù.

Librando lontano dalla razionalità, naufrago dell'inconscio, ci ha consegnati capisaldi della settima arte. Ne consigliamo qui cinque, da recuperare dalla cineteca e (ri)vedere, lasciando però lontano il giudizio del raziocinio. 

1) Un chien andalou - Un cane andaluso (1929)

Cortometraggio di 16 minuti, è stato ideato insieme a Salvodar Dalí, che con Buñuel ne è anche attore. È considerato il manifesto del cinema surrealista ed è il primo film del regista spagnolo naturalizzato messicano, realizzato grazie ai soldi della madre. Non c'è una vera e propria trama, ma solo suggestioni e insinuazioni. Si annida qui una della immagini-choc più famose del cinema: la scena in cui Luis, dopo aver guardato la luna, con un rasoio taglia in due l'occhio sinistro di una donna. Le sequenze sono apparentemente senza connessioni e toccano le difficoltà sessuali di una coppia. Non potevano che scandalizzare i benpensanti dell'epoca. 

 

2) I figli della violenza (1950)

Questo film gli valse il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1951. Con spunto neorealista, ma sempre alla maniera di Buñuel, racconta la storia di umanità e brutalità di tre ragazzi di strada della periferia di Città del Messico. Ottenne i consensi degli intellettuali dell'epoca, anche di Jacques Prévert. 

 

3) Viridiana (1961) 

Vincitore della Palma d'oro come miglior film al Festival di Cannes, ex aequo con L'inverno ti farà tornare di Henri Colpi, è il primo lungometraggio girato in Spagna dopo tanti anni di assenza (dopo la guerra civile e la sconfitta della Repubblica spagnola si era allontanato dalla sua terra). Ci sono due dei suoi interpreti più amati, Fernando Rey e Francisco Rabal. Protagonista è una novizia che vive in una villa eredita dallo zio che ha cercato di violentarla e che poi si è suicidato. Qui raccoglie i poveri, rifiutandosi di tornare in convento. Ma durante una sua assenza un gruppo di miserabili approfitta del luogo lussuoso per un'orgia di cibo, alcol e sesso, ricostruendo una scena che assomiglia all'Ultima Cena di Leonardo da Vinci. La pellicola fu proibita in Spagna e considerata blasfema dal Vaticano. 

 

4) Bella di giorno (1967)

È uno dei suoi film più seducenti: una straordinaria Catherine Deneuve è la moglie frigida e masochista di un dottore. Cerca rifugio alle sue fobie e alle sue carenze sessuali tutti i pomeriggi in una casa d'appuntamenti in un'affascinante Parigi anni '60. Ovviamente la pellicola all'epoca fece scandalo, ma vinse il Leone d'Oro alla Mostra del ciema di Venezia.

 

5) Il fascino discreto della borghesia (1972)

È il suo capolavoro indiscusso, vincitore anche del Premio Oscar come miglior film straniero. Un gruppo di borghesi parigini tenta di organizzare una cena che, per vari motivi, non avrà mai luogo: i vizi di una borghesia meschina vengono svelati, in un'adorabile presa in giro surreale. Dietro al culto del galateo e delle buone memorie, questi signori cortesi nascondono segreti al limite del grottesco. 

 
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