Liberaci dal male: il fenomeno dell'esorcismo nel XXI secolo

Il thriller soprannaturale con Eric Bana (al cinema dal 20 agosto) si basa su inquietanti fatti realmente accaduti. Intervistiamo Adolfo Morganti, membro del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa)

Eric Bana in "Liberaci dal male" – Credits: © 2013 Screen Gems Productions

Thriller soprannaturale, Liberaci dal male è una storia sul paranormale che si basa su fatti realmente accaduti. È tratta dal libro Deliver Us From Evil scritto da Lisa Collier Cool e Ralph Sarchie, colui che è stato veramente protagonista degli episodi narrati.
Alla regia c'è Scott Derrickson, che già ha diretto titoli tenebrosi come The Exorcism of Emily RoseSinister, ma anche il fantascientifico Ultimatum alla Terra con Keanu Reeves. 

Protagonista è l'attore australiano Eric Bana: interpreta il poliziotto Ralph Sarchie che si trova ad indagare su una serie di crimini apparentemente inspiegabili.
Nel deserto dell'Iraq nel 2010 tre marines americani scendono in una misteriosa stanza sotterranea e lì li aspetta qualcosa di ancora più terrificante del campo di battaglia. Quattro anni dopo a New York, una madre apparentemente ipnotizzata lancia il suo bambino nella tana del leone allo zoo, mentre una strana figura incappucciata si aggira nei dintorni. Strani rumori provengono dallo scantinato e altri misteriosi eventi terrorizzano una famiglia in uno scenario urbano densamente popolato. Antiche scritture latine e simboli oscuri vengono scoperti in vari luoghi... Sono solo coincidenze frutto dell'immaginazione? Esiste una catena malefica che si estende da un lato all'altro del mondo e che collega tutti questi eventi? 
Lo sbirro si troverà a collaborare con l'insolito prete Mendoza (Édgar Ramírez), che ha studiato i riti d'esorcismo. Lo affiancherà per fronteggiare il vero male che si cela dietro questi agghiaccianti casi.

Il concetto di possessione malefica e la pratica dell'esorcismo sono molto antichi e ancor oggi sono fenomeni che inquietano. Nel parliamo con Adolfo Morganti, psicologo, psicologo forense e membro del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa, approvato dal CEI) che, tra i vari compiti, ha lo scopo di promuovere e svolgere la ricerca sulle religioni, sulle sette e sulla fenomenologia a esse correlata.

In quale epoca si è iniziato a praticare esorcismi?
"In ambito cristiano, il Vangelo ci tramanda numerosi racconti di Gesù che caccia i demoni da persone possedute. Per cui si potrebbe dire da sempre, dall'inizio dei tempi".

La figura del demonio e le pratiche di esorcismo sono comuni a diverse religioni?
"Le diverse religioni sviluppano ovviamente differenti immagini del male, della sua origine e del suo influsso nel mondo. Tuttavia la pratica di tutelare la comunità degli uomini dagli spiriti malvagi e dal loro influsso dissolutore è diffusissima a ogni latitudine; diversi sono ovviamente i modi rituali per farlo, ma se si percepisce l'azione dissolutrice del male nel mondo, parallelamente si sviluppano gli strumenti per difendersene. L'Homo Religiosus sa che l'Ombra esiste e agisce, ma sa anche che il combattimento con la Luce è già perso - dal male - fin dall'inizio dei tempi".

Come nel film Liberaci dal male, anche in Italia è capitato che degli esorcisti venissero coinvolti in un'indagine?
"A titolo di consulenza certamente e più di una volta. Ovviamente nella realtà l'esorcista cattolico non entra in squadra operando con poliziotti o simili".

Il numero di pratiche di esorcismi negli ultimi anni sta aumentando o diminuendo?
"Limitiamoci al mondo cattolico, in particolare italiano. A mio parere da un lato cresce una generica domanda di aiuto, anche da parte di persone non praticanti, e d'altro canto è cresciuta la cautela della Chiesa cattolica nel far 'scendere in campo' i propri esorcisti. Il risultato finale di ciò è che di fronte a un aumento di sofferenza spirituale nel mondo l'uomo contemporaneo si attacca a chiunque possa teoricamente aiutarlo, e le richieste in questo senso sono in netto aumento da anni; prima di far entrare in campo un esorcista, tuttavia, è da tempo in vigore la buona pratica preventiva del 'discernimento': dapprima è necessario approfondire il caso concreto anche al fine di escludere la semplice patologia psichica, e qui operano altri professionisti delle scienze mediche ed umane; qualora dal punto di vista delle scienze mediche il caso non sia inquadrabile o gestibile, solo allora è lecito all'esorcista prestare la propria opera; sono le diocesi che supervisionano sulla correttezza di queste delicatissime procedure".

Il recente caso della famiglia di Prato dimostra secondo lei che c'è bisogno di informazione corretta riguardo i temi della possessione demoniaca e dell'esorcismo?
"In realtà noi viviamo in un mondo che sconta una paradossale e profondissima ignoranza religiosa. Non c'è solo, quindi, bisogno di una maggior informazione attorno all'azione del diavolo nel mondo e all'esorcismo; prima di tutto dovremmo reimpossessarci dei rudimenti della concezione religiosa del mondo. Essercene formalmente liberati, come si vede, non ci solleva dall'angoscia del vivere e dal peso del male".

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