"The Wolf of Wall Street" e altri 10 cattivi ossessionati dai soldi

Nell'ultimo film di Martin Scorsese l'attore si trasforma in un mostro di avidità, pronto a tutto pur di diventare sempre più ricco e potente. Un personaggio che al cinema è sempre andato forte: ecco la nostra Top 10 di antieroi senza scrupoli

– Credits: 01 Distribution

Alberto Rivaroli

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Che sia la volta buona per Leonardo DiCaprio?

Il ruolo di Jordan Belfort, il broker truffatore e cocainomane (realmente esistito) che costruì un impero economico tanto gigantesco quanto effimero nella New York degli Anni 90, potrebbe finalmente valergli quel premio Oscar che finora gli è sempre sfuggito. Il film in questione, quasi superfluo sottolinearlo, è The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, uno degli eventi di questa stagione cinematografica. Se però anche stavolta dovesse andargli male, a Leo resterà comunque la soddisfazione di aver saputo rendere alla perfezione la sfrenata avidità e l'assoluta mancanza di scrupoli di un uomo al quale per sua stessa ammissione interessavano solo il guadagno, lusso, gli eccessi e la possibilità di rispettare una sola legge: la propria.

 

Va detto che DiCaprio è in buona compagnia. Di personaggi più o meno simili al suo, arroganti o disperati, compiaciuti o dimessi, ma comunque ossessionati dalla smania di denaro, la storia del cinema è piena: abbiamo scelto per voi dieci antieroi che hanno lasciato il segno. E, a proposito, in bocca al lupo, Leonardo!

1. MICHAEL DOUGLAS (WALL STREET, 1987)

Non si può che cominciare da lui, il demoniaco Gordon Gekko, sommo sacerdote del dio denaro nella Wall Street degli Anni 80. Indimenticabili il suo apologo sull'avidità e le battute al curaro, stile «Se vuoi un amico, comprati un cane». Un uomo pronto a rovinare chiunque solo per la soddisfazione di fare un altro affare: non c'è da stupirsi se (come pare) questo personaggio era considerato un modello da imitare proprio da Jordan Belfort, il personaggio di DiCaprio nel film di Scorsese.

 

2. PHILIP SEYMOUR HOFFMAN (ONORA IL PADRE E LA MADRE, 2007)

Tra le tante prove maiuscole fornite dall'attore appena scomparso, questa è forse la più cupa e magistrale. Agli ordini di un maestro come Sidney Lumet, Hoffman disegna un personaggio di una bassezza morale quasi incredibile: è Andy Hanson, un dirigente soffocato dai debiti e dalla dipendenza dalla droga. Per uscire dai guai progetta una rapina nella gioielleria dei genitori, con la complicità del fratello (Ethan Hawke): le cose però non andranno come previsto, e tutti i protagonisti finiiranno in un baratro davvero impressionante. Un film disturbante, ma recitato e diretto come neanche in Paradiso.

 

3. DANIEL DAY LEWIS (IL PETROLIERE, 2007)

Daniel Plainview non sa nulla di azioni e titoli spazzatura: vive nell'America di fine Ottocento, e per lui sono molto meglio i giacimenti d'oro nero.  E per saziare la sua feroce sete di denaro e potere, è disposto a tutto, anche ad adottare un bambino di cui in realtà non gli importa nulla... Paul Thomas Anderson dirige un kolossal dominato da un eroe negativo indimenticabile come il suo straordinario interprete (che vince un Oscar strameritato).

 

4. AL PACINO (L'AVVOCATO DEL DIAVOLO, 1997)

A John Milton, in realtà, il denaro interessa fino a un certo punto. Dietro un'identità di comodo, quella di un potente e carismatico avvocato, si nasconde Satana con il solito piano: ridurre in suo potere l'intero genere umano. Per questo circuisce un avvocato giovane e idealista (Keanu Reeves), lo trasforma in un poco di buono e cerca addirittura di fargli generare l'Anticristo... Al Pacino in un ruolo che gli calza a pennello: a volte gigioneggia un po' ma a un simile mostro di bravura si perdona tutto.

 

5. JONATHAN RHYS-MEYERS (MATCH POINT, 2005)

Bello, atletico, educato, l'ex campione di tennis Chris Wilton si fidanza con la figlia di un milionario, che gli offre (neanche fosse Briatore a «The Apprentice») anche un posto da dirigente nel suo gruppo e uno stipendio a sei zeri. A complicare i piani del fascinoso arrivista è il colpo di fulmine per Nola (Scarlett Johansson), sensuale fidanzata del suo futuro cognato: Chris cerca di di dividersi tra due donne, costruendosi una doppia vita, ma pur di mantenere i privilegi acquisiti si trasformerà in un criminale... Una tragedia greca nella Londra del XXI secolo, firmata da un Woody Allen mai così pessimista. 

 

6. RICHARD GERE (LA FRODE, 2012)

Strano vedere Gere, il fidanzato d'America, in un ruolo da autentica carogna... La colpa però non è sua, ma di Robert Miller, il suo personaggio: una sorta di Bernie Madoff in versione sexy, che si divide tra moglie (Susan Sarandon) e amante (Laetitia Casta), e intanto cerca di coprire la voragine che si sta aprendo nel suo impero economico... Quando però qualcuno ci lascia la pelle, le cose si complicano maledettamente.

 

7. EWAN MC GREGOR (SOGNI E DELITTI, 2007)

Rieccoci a Londra, ancora con Woody Allen dietro la macchina da presa. Anche stavolta la storia non è di quelle edificanti: travolti dalle manie di grandezza e dai debiti di gioco, i fratelli Ian (McGregor) e Terry (Colin Farrell) si trasformano addirittura in killer, agli ordini di un losco zio (Tom Wilkinson), ansioso di chiudere la bocca a un testimone per lui pericoloso. Ma per i due ragazzi, vittime delle paura e dei rimorsi, l'incubo è soltanto all'inizio...

 

8. DANIEL AUTEUIL (L'AVVERSARIO, 2002)

Jean-Marc Faure fa credere per anni a tutti quelli che lo conoscono di essere uno stimato medico ricercatore: in realtà non ha mai lavorato un giorno in vita sua, passa le sue giornate da solo nei parcheggi dei centri commerciali e campa con i soldi che si fa prestare da amici e parenti, da lui convinti a investire in inwesistenti società ad altissimo rendimento. Poi, un giorno, qualcuno comincia a chiedere indietro il denaro, e il precario equilibrio psichico del truffatore va in pezzi... Da una sconvolgente storia vera (raccontata nel libro che ha dato il titolo al film), una storia che prende alla gola.

 

9. VITTORIO GASSMAN (C'ERAVAMO TANTO AMATI, 1974)

Gianni Perego faceva il partigiano insieme agli inseparabili amici Antonio (Nino Manfredi) e Nicola (Stefano Satta Flores), ma di quel ragazzo coraggioso è rimasto ben poco: nell'Italia degli Anni 70 è diventato un avvocato senza scrupoli, che ha sposato oer interesse la figlia di un palazzinaro nostalgico del ventennio. Ha una bellissima villa con piscina, ma non trova neppure il coraggio di guardare negli occhi i suoi ex compagni di lotta. Da Ettore Scola un devastante ritratto dell'Italia post boom economico, con un Gassman da incorniciare.

 

10. CHRISTIAN DE SICA (IL FIGLIO PIU' PICCOLO, 2010)

Fa effetto vedere il protagonsita di tanti cinepanettoni alle prese con un ruolo da vera carogna: un industriale che prima circuisce una poveretta (Laura Morante) per intascarne il patrimonio, poi la abbandona insieme ai due figli e infine, quando è a un passo dalla bancarotta, cerca di intestare tutto al suo ultimogenito (Nicola Nocella) per farlo andare in galera al posto suo. Avati vede nero, e non lo nasconde; bravissimo davvero De Sica nei panni di un Gekko all'italiana.Alla fine si torna sempre a lui, Gordon...

 
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