Simona Santoni

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È morta a Ladispoli, vicino Roma, probabilmente a causa di un infarto, l'attrice Laura Antonelli. A dare l'allarme stamattina intorno alle 8.30 è stata la donna delle pulizie che l'ha trovata per terra in casa. Arrivati nell'abitazione gli operatori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Aveva 74 anni.

Icona sexy del cinema anni Settanta, ha vissuto un inesorabile e triste tramonto. "Una grande fragilità e un'altrettanto grande bontà. La sua morte mi rattrista enormemente e mi fa restare con l'angoscia di non averla aiutata abbastanza. Un'attrice così bella e brava non doveva finire così", ha commentato Lino Banfi con commozione la scomparsa di Laura Antonelli, collega di diversi film, che aveva incontrato qualche anno fa dopo tanti anni trovandola in grande stato d'indigenza. 

"Una grande fragilità e un'altrettanto grande bontà" Lino Banfi

Nata il 28 novembre del 1941 a Pola, cittadina croata, in una famiglia istriana, insieme alla quasi coetanea Femi Benussi e alle più anziane Alida Valli e Sylva Koscina fa parte delle "bellissime quattro" dalmato-istriane. Da bambina con la famiglia fu profuga dell'esodo istriano. Arrivata a Roma, dopo aver girato alcuni Caroselli per la Coca Cola e interpretato fotoromanzi, esordì nel cinema interpretando piccoli ruoli in vari film, a cominciare da Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli del 1964 e Le sedicenni di Luigi Petrini del 1965.    

La sua prima parte importante le viene offerta, nel 1969, dal regista Massimo Dallamano che la sceglie come protagonista del film Venere in pelliccia, ispirato al romanzo di Leopold von Sacher-Masoch. Ma l'occasione sfuma a causa della feroce censura del tempo, che blocca l'uscita del film, il quale sarà riproposto sei anni più tardi con il titolo Le malizie di Venere. Nel 1971 raggiunge una certa notorietà, recitando nel film Il merlo maschio, interpretato al fianco di Lando Buzzanca e diretto da Pasquale Festa Campanile.

Nel 1973 arriva il ruolo che le cambia la vita. Interpreta una sensuale cameriera in Malizia di Salvatore Samperi, accanto a Turi Ferro e al giovane Alessandro Momo. Il film, campione di incassi con 6 miliardi di lire, divenne un vero cult movie, entrando prepotentemente nell'immaginario erotico degli italiani e innalzando l'attrice a icona sexy, oltre a farle ottenere il Nastro d'Argento alla migliore attrice protagonista e il Globo d'oro alla miglior attrice rivelazione.    

Si spalancarono le porte della notorietà e del guadagno e il suo cachet lievitò da 4 a 100 milioni di lire per film. Nel frattempo alterna interpretazioni in film d'autore come Trappola per un lupo di Claude Chabrol, dove conosce Jean-Paul Belmondo con il quale avrà una discussa e turbolenta relazione, Sessomatto di Dino Risi e Mio Dio, come sono caduta in basso! di Luigi Comencini.

Vengono girate pellicole totalmente centrate su di lei, come Peccato veniale di Salvatore Samperi o Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi (in quest'ultimo la Antonelli interpreta una scena di nudo integrale della durata di sette minuti, un'eternità per quell'epoca).    
Nel 1976 inizia a lavorare con registi che svelano il lato personale dell'attrice fino ad allora nascosto dalla sua prorompente fisicità, con il personaggio di Giuliana ne L'innocente di Luchino Visconti, nel 1977 in Gran bollito di Mauro Bolognini e nel 1981 in Passione d'amore di Ettore Scola. In seguito lavora principalmente in commedie come nel Malato immaginario e nell'Avaro, entrambi di Tonino Cervi con Alberto Sordi protagonista. Intanto prosegue anche nel filone erotico, sempre diretta da Samperi in Casta e pura (1981), al fianco di Massimo Ranieri.

Per tutti gli anni Ottanta la vediamo in film comici o sexy: è nel cast all star di Grandi magazzini e al fianco di Diego Abatantuono in Viuuulentemente mia di Carlo Vanzina. Nel 1985 interpreta La Venexiana, tratta dall'omonima commedia del '500, accanto a Monica Guerritore. Sul finire del decennio approda sul piccolo schermo con due mini-serie televisive, che riscuotono il gradimento del pubblico: Gli indifferenti (1988) e Disperatamente Giulia (1989).  

La luminosa ascesa di Laura Antonelli si interrompe la notte del 27 aprile 1991, quando nella sua villa di Cerveteri vengono trovati 36 grammi di cocaina. Condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti viene assolta nove anni dopo quando la Corte d'appello di Roma, che la riconosce consumatrice abituale di stupefacenti, ma non spacciatrice. Seguono una serie di lunghi momenti di disagio, anche psichico, culminati con una lunga causa civile per ottenere un indennizzo - senza successo - dopo un intervento di estetica che - affermava l'attrice - le aveva sfigurato il viso

"Qualche volta usciva di casa, ma raramente. E parlava con pochissime persone". Roberto Ussia, assessore ai servizi sociali di Ladispoli

"Laura Antonelli era stata interdetta ed i suoi tutori erano il sindaco di Ladispoli Crescenzo Palliotta e il suo avvocato Mario Paggi. Dal 2009 era sotto tutela dei servizi sociali", spiega l'assessore ai servizi sociali del Comune di Ladispoli Roberto Ussia. "Era sostanzialmente una persona depressa, qualche volta usciva, ma raramente. E parlava con pochissime persone. Si era molto affezionata all'ex sindaco di Ladispoli Gino Ciogli e al parroco di una delle chiese della cittadina. Faceva una vita dignitosa grazie alla nostra assistenza poiché viveva con la pensione sociale minima e un'indennità di accompagno. Con il ministro Franceschini si stava lavorando per farla accedere al contributo derivante dalla legge Bacchelli, di cui fino ad oggi non ha potuto usufruire perché formalmente proprietaria di immobili, anche se in realtà li aveva venduti ed era stata raggirata non ricavandone alcuna entrata". 

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