Cinema

La terra dell'abbastanza, la periferia romana secondo i fratelli D'Innocenzo - Video

Dal 7 giugno al cinema. Protagonisti due bravi ragazzi che, in seguito a un incidente, cominceranno ad abituarsi al male

La terra dell'abbastanza

Simona Santoni

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La terra dell'abbastanza (dal 7 giugno al cinema con Adler Entertainment) è l'opera prima di Damiano e Fabio D'Innocenzo, fratelli cresciuti nei sobborghi di Roma che decidono di raccontare quella periferia e com'è maledettamente facile assuefarsi al male. Il film è stato presentato nella sezione "Panorama" al Festival di Berlino 2018.

Protagonisti due ragazzi che, una volta ucciso involontariamente un uomo, scelgono la via più facile, quella del silenzio, ma i fantasmi di quell'evento li perseguiteranno. 

Mirko (Matteo Olivetti) e Manolo (Andrea Carpenzano) sono due giovani amici della periferia romana. Bravi ragazzi, fino al momento in cui, guidando a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l'uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati un ruolo, il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto. Un biglietto d'entrata per l'inferno che scambiano per un lasciapassare verso il paradiso.

"Quando si apre lo spiraglio dell'attività criminale vedono miracolosamente concretizzarsi la pista alternativa della quale credono di avere bisogno: abituarsi al male. Al punto da non sentire più niente, coscienza compresa", dicono i D'Innocenzo.

Nel cast anche Milena Mancini, Max Tortora e Luca Zingaretti.

"In un mondo in cui la sofferenza è sinonimo di debolezza, i due ragazzi protagonisti si spingeranno oltre il limite della sopportazione per vedere fin dove si può fingere di non sentire nulla", spiegano i fratelli D'Innocenzo. "Purtroppo, lo scopriranno sulle loro spalle: si può fingere fino alla fine. Non esiste uno stop, se non il definitivo. Perché il sangue non fa più impressione e la paura cessa di essere un meccanismo di difesa, la violenza diventa l’unico linguaggio comprensibile. Un linguaggio che fa terra bruciata dovunque lo si parli".

In questo video in esclusiva un estratto del film La terra dell'abbastanza:

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