Cinema

La La Land di Damien Chazelle: 20 curiosità sul film

Ma è proprio Ryan Gosling a suonare? Emma Stone balla davvero così bene? Vi togliamo qualche dubbio sul musical destinato a sbancare agli Oscar

La La Land

Simona Santoni

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Sembra confermarsi la storia recente che vuole che la Mostra del cinema di Venezia porti bene ai film hollywoodiani in vista dell'Oscar. Dopo Gravity, Birdman e Il caso Spotlight, anche La La Land di Damien Chazelle, film d'apertura al Lido pochi mesi fa, è a un passo da statuette importanti, dopo aver già guadagnato il numero record di sette Golden Globe. Forte di 14 nomination agli Academy Awards, La La Land è un musical che unisce atmosfere vintage a un gusto contemporaneo. È una lettera d'amore alla magia della vecchia Hollywood, raccontata con freschezza, colori vivacissimi, energia romantica percorsa da un senso di malinconia.

Dal 26 gennaio al cinema, La La Land è una storia di amore e sogni, con Emma Stone e Ryan Gosling che sono un urlo di bravura. Ma il film è anche il racconto di quanto si perde nella faticosa salita verso i nostri obiettivi. Aperto da un ingorgo stradale assordante che diventa un esplosivo balletto, è un tripudio di virtuosismi, tra piani sequenza, coreografie accattivanti, abiti che seducono la vista, fluidi giochi di macchina. Si permette un evidente calo di coinvolgimento nella seconda parte, ma poi sale di nuovo nell'ingegnoso numero finale, Epilogue, che va da Los Angeles a Parigi e ritorno.

Per Damien Chazelle, regista e sceneggiatore statunitense trentaduenne, è il suo terzo film. Si era fatto notare nel 2014 con Whiplash, gran film su jazz e ossessioni. Non è un caso che la musica ricorra da protagonista nelle opere di Chazelle visto che per anni è stata la sua vita, formatosi come batterista alla Princeton High School Studio. La La Land e Whiplash sono pellicole molto diverse tra loro ma affrontano entrambe un argomento molto caro all'autore: come mantenere l'equilibrio tra la vita e l'arte, come bilanciare la realtà e i sogni, come gestire in modo equo i rapporti con l'arte e quelli con le altre persone.

Di La La Land abbiamo già scritto da Venezia, parlando soprattutto delle emozioni che chiama in causa. Ora entriamo più nella sua ossatura tecnica. Ecco 20 curiosità sul film.

 

1) L'influenza di Jacques Demy

A livello di influenze classiche, Chazelle si è ispirato ai film di Jacques Demy, il regista francese che interruppe la serie di film super impegnati degli anni '60 con musical colorati e vivacissimi come Les Parapluies de CherbourgJosephine e A Room In Town. "Probabilmente Demy è l'unico che abbia influenzato non solo questo film, ma tutto ciò che ho realizzato o voluto fare", ha detto Chazelle. "Per me non esiste un film più formativo di Les Parapluies de Cherbourg. Lo amo profondamente".

2) Los Angeles, la città preferita di Chazelle, in wide-screen

L.A., ovvero Los Angeles, è la città preferita di Chazelle. In La La Land è diventata un personaggio romantico, come i due innamorati del film. Il regista sceneggiatore l'ha considerata come una musa, una tela su cui si avvicendano incontri fatali, un traffico pazzesco, dove ognuno insegue i propri sogni, a volte invano, a volte con successo. "La La Land parla di una città epica, una città da grande schermo", osserva Chazelle. "Quindi ho pensato che sarebbe stato fantastico girarla in wide-screen, per farla apparire grande e spettacolare come un classico musical di Hollywood". 

3) I motivi dietro la scena iniziale ambientata in autostrada

Ecco perché Chazelle ha ambientato la prima scena musicale in un ingorgo sull'autostrada, nell'incrocio tra la 110 e la 105: "A L.A. la maggior parte delle auto ospita una o due persone, fa parte di quello che rende la città un po' solitaria, ma riflette anche il fatto che è un vero paradiso per i sognatori. Cosa fai quando stai in macchina? Ascolti musica e canticchi oppure sogni. Ognuno ha il suo sogno, ognuno canta la sua canzone. Sei nell'universo della tua bolla, quindi quale posto migliore per far incontrare due sognatori come Sebastian (Gosling) e Mia (Stone)? Abbiamo usato le autoradio per creare un arazzo musicale cui a uno a uno si aggiungono tutti quelli che si trovano in autostrada in quel momento".

4) L'esordio di Chazelle è stato musicale

Chazelle aveva già esplorato il genere musicale, anche prima di Whiplash. Il film con cui ha esordito, Guy and Madeline on a Park Bench, è una storia romantica in bianco e nero raccontata anche con musica e ballo, una sorta di rivisitazione dei musical MGM a basso budget che erano stati il tema della sua tesi di laurea ad Harvard nel 2009: "Guy and Madeline grattava solo la superficie di quello che volevo fare con il genere", dice Chazelle. "Così ho continuato a scrivere sceneggiature per trovare l'idea di un grande musical che si basasse sugli stessi principi, un musical sulla vita reale con la spettacolarità del Cinemascope e del Technicolor degli anni '50". 

5) La musica del film sviluppata al passo della sceneggiatura

La musica di La La Land è stata composta da Justin Hurwitz, lo stesso musicista di Whiplash, seguendo lo sviluppo della sceneggiatura scritta da Chazelle. Hurwitz inviava dei demos di pianoforte a Chazelle, che ne selezionava venti, poi i produttori Fred Berger e Jordan Horowitz ne sceglievamo alcuni e da lì le canzoni si sviluppavano quasi come si sviluppa una sceneggiatura. 

6) Per Chazelle un sogno che si realizza. Senza compromessi

Whiplash ha fatto conoscere il talento di Chazelle e ha quindi suscitato interesse intorno a La La Land. Chazelle ha presentato la sua visione alla Lionsgate, che ha voluto che il film fosse realizzato esattamente così come era stato concepito. "Abbiamo potuto fare proprio il film che Justin e io avevamo immaginato fin dal 2006", afferma Chazelle. "Non ci sono stati compromessi. Realisticamente, penso che ci aspettassimo tutti che si dovesse arrivare a qualche compromesso perché quando mai la vita reale rispecchia la fantasia? E invece questo è stato un sogno che si è realizzato". 

7) Ryan ed Emma i nuovi Fred e Ginger

Stone aveva già lavorato con Gosling nella commedia Crazy, Stupid, Love ed era apparsa al suo fianco in Gangster Squad. Per la scelta dei due protagonisti Chazelle ha voluto formare una coppia indimenticabile. "L'idea è stata quella della vecchia Hollywood di creare una nuova coppia, una coppia iconica", commenta Chazelle. "C'erano Fred e Ginger, Bogart e Bacall, Myrna Loy e Dick Powell, coppie incredibili che interpretavano ruoli diversi ma che erano sempre loro. È un'idea che ho trovato molto romantica, e ho pensato che Ryan Gosling ed Emma Stone fossero quanto di più simile a quelle coppie. Nello stesso tempo ho sentito che potevano contribuire a rendere questo film sorprendente e a sconvolgere tutte le aspettative".

8) Gosling ha sempre sognato di fare un musical

Gosling ha sempre amato i musical: "Mi ha affascinato l'idea di Damien di realizzare un film nello stile dell'epoca di Fred e Ginger e Gene Kelly, perché sono i musical che ho amato di più", ha detto l'attore. "Ho trovato fantastico che volesse recuperare quell'estetica e quello spirito giocoso, ed era un mio desiderio segreto fare un film del genere". 

9) A suonare è sempre Ryan Gosling!

Gosling ha dovuto prepararsi al ruolo di bravo pianista jazz e dedicarsi per mesi a studiare pianoforte, oltre a prendere lezioni di danza moderna. "In tutto il film non c'è un solo primo piano delle mani di Sebastian che sia di una controfigura. È sempre Ryan" assicura Chazelle.
Gosling ha affrontato la sfida con dedizione, anche perché era una cosa che aveva sempre desiderato fare: "Ho sempre desiderato imparare a suonare il pianoforte e con questo film ho avuto l'opportunità di stare seduto davanti a un piano per tre mesi e suonare... È stata una delle preproduzioni più belle che abbia mai vissuto".

10) Emma Stone esperta di musical

Dal canto suo Emma Stone è una veterana di Broadway, dove di recente è stata Sandy Bowles nel revival di Cabaret. "È una ballerina fantastica e io mi sono appoggiato a lei tutto il tempo, letteralmente", commenta Gosling.
L'attrice ha comunque dedicato parecchi mesi alla preparazione. "Abbiamo lavorato molto alla preparazione con la coreografa Mandy Moore e per due mesi abbiamo provato ogni giorno", spiega l'attrice. "È stato molto divertente, perché avevo già fatto danza in passato, ma questa volta ho dovuto imparare il tip tap, e danza jazz e da sala, un linguaggio completamente nuovo". 

11) Esibizioni: l'imperfezione è concessa

L'obiettivo delle figure di ballo non era la perfezione. "I nostri personaggi sono artisti che lottano per emergere, nessuno gli chiede di essere cantanti o ballerini professionisti", ha detto Emma Stone. "Damien ha voluto fortemente che il nostro rapporto apparisse vivo e naturale quindi, anche se partecipiamo a incredibili numeri di ballo, sono stati ammessi piccoli difetti ed errori".

12) Primo ruolo importante per John LEgend

Nel cast di La La Land c'è anche il cantautore John Legend, premio Oscar per la migliore canzone nel 2015 (Glory in Selma - La Strada per la Libertà), che interpreta Keith, il musicista che chiede a Sebastian di entrare nella sua band emergente, The Messengers, e lo allontana da Mia. Legend è anche coautore della canzone Start A Fire, che nel film porta al successo i Messengers. 

13) Due canzoni cantate dal vivo sul set

Gosling si è innamorato delle canzoni di La La Land: "Ho suonato quelle musiche per pianoforte quattro ore al giorno per tre mesi, quindi tecnicamente non dovrei più volerle sentire", racconta. "E invece ogni volta che le sento mi emoziono e continuo a pensare che sono molto, molto belle. Siamo stati davvero fortunati ad avere una colonna sonora così speciale".
Due di queste canzoni - Audition cantata da Emma Stone e City of Stars - sono state cantate dal vivo sul set per avere tutti gli attori insieme in quel momento. 

14) La sequenza iniziale provata per mesi

Il numero iniziale, Traffic, in cui un ingorgo sull'autostrada di L.A. diventa un chorus line di automobili, ha presentato alcune grosse difficoltà. "È stato un gran lavoro", ha detto la coreografa Mandy Moore, che ha coreografato anche Il lato positivo di David O. Russell. "Il nostro ufficio era pieno di post-it con la marca di ogni automobile e chi c'era a bordo e quale vettura aveva bisogno di essere rinforzata. Un impegno notevole dal punto di vista logistico".
Le riprese dovevano evitare qualsiasi sbavatura, perché il tempo a disposizione per girare sull'autostrada era limitato. Questo ha significato prove, prove e ancora prove. "Tutto doveva funzionare perfettamente quando la macchina iniziava a girare, perché ogni momento perduto sarebbe stato assolutamente inaccettabile", ricorda Ryan Gosling. "Ci siamo preparati per tre mesi e così abbiamo potuto offrire a Damien quello che voleva in una ripresa".
I ballerini di Traffic hanno danzato sulle auto in autostrada con una temperatura di 38 gradi.

15) Niente montaggio, coreografie vecchio stile

Dal valzer "a gravità zero" al planetario, a Duet, una delle scene preferite di Emma Stone, che inizia come la ricerca di una macchina parcheggiata e finisce sulle colline che circondano la città durando circa sei minuti, Chazelle ha voluto girare le coreografie vecchio stile. Niente montaggio. Ed è stato inflessibile, creando non poca apprensione alla Moore. Tutto questo ha richiesto un'attenta pianificazione logistica
Chazelle ha voluto anche girare le scene più grandi con un'unica ripresa, per ottenere quella che il direttore della fotografia di La La Land, Linus Sandgren, chiama "realtà senza interruzioni": "Questo rappresenta sempre una sfida, soprattutto se vuoi avere la luce perfetta", spiega Sandgren. "Damien non voleva aggiungere gli effetti dopo, voleva che tutto avvenisse davanti alla macchina da presa. La magia in questo film non è mai falsa, avviene tutto davvero

16) L'ispirazione per i movimenti di macchina? Max Ophuls e Toro scatenato

"Whiplash era montaggio, rifletteva il tempo e il ritmo delle percussioni, La La Land è l'opposto. Whiplash è un film di angoli retti, La La Land di curve", ha detto Chazelle. "Il regista cui mi sono ispirato è Max Ophuls, un maestro dei movimenti di macchina nella storia del cinema. Tutti noi vorremmo poter muovere la nostra macchina da presa come Ophuls, e ovviamente Ophuls l'ha fatto prima della Steadicam, ma l'idea è quella di avere una macchina che senta la melodia, che diventi parte della coreografia".
Chazelle è stato influenzato anche dal lavoro di macchina espressionista di Toro scatenato di Martin Scorsese: "Toro scatenato pone una domanda: cosa succede se metti la macchina da presa all'interno di un ring? E io ho voluto mettere la macchina all'interno del ballo, e dare così l'impressione che tutto si svolga intorno a chi guarda".

17) Le location

Il cast e la troupe hanno sostato in location leggendarie come l'Osservatorio Griffith, da cui domina la vista su Hollywood e in cui si muove la scena di Gioventù bruciata, ma anche in gemme nascoste come lo storico Lighthouse Cafè a Redondo Beach, un club in cui si ascolta jazz dal 1949.
Per restare fedeli al tono del film, le location oscillano dai siti più moderni a quelli del passato. "È una caratteristica tipica di Los Angeles", afferma lo scenografo David Wasco. "Volgi lo sguardo in una direzione e ti senti nella Hollywood degli anni '40, poi guardi da un'altra parte e ti ritrovi di colpo nel 2016. E l'idea di Damien è stata quella di sfruttare questo aspetto".

18) Le auto, Ingrid Bergman, i pittori

Sebastian guida una Buick Riviera convertibile del 1980, una vettura che si riconosce tra mille. Il talentuoso pianista del film è circondato da fotografie di icone del jazz, mentre Mia vive tra le foto della sua eroina, Ingrid Bergman. Ci sono anche altri riferimenti che i cinefili potranno ritrovare nel corso del film, oltre all'influenza di pittori come Ed Ruscha e David Hockney, che hanno analizzato i miti di Los Angeles, e del pittore fauve francese Raoul Dufy

19) 50 cambi d'abito per Ryan ed Emma

I pernaggi di Mia e Sebastian si cambiano abito cinquanta volte. La costumista Mary Zophres ha avuto come fonte di ispirazione film come Les Parapluies de Cherbourg, Bandwagon e Swingtime. "La camicetta da barista di Mia è ripresa da un fotogramma di Ingrid Bergman degli anni '40", ha detto Zophres. "Ci sono anche degli screen test in cui Bergman ha un abito rosa accollato che lascia scoperte le spalle e Mia indossa qualcosa di molto simile che abbiamo trovato in un negozio vintage nella San Fernando Valley. È il tipo di vestito che si portava cinquant'anni fa, ma che va benissimo anche ora". 

20) Colonna sonora

La colonna sonora ufficiale è uscita per Universal Music il 9 dicembre in digitale e il 27 gennaio in CD e vinile. Contiene City of Stars cantata da Ryan Gosling ed Emma Stone, Start A Fire di John Legend e altri 13 brani inediti scritti da Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul.

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