La bella gente
Cinema

La bella gente di Ivano De Matteo arriva al cinema - Video

Film del 2009, primo della trilogia famigliare chiusasi con "Gli equilibristi" e "I nostri ragazzi", finalmente esce in sala. Con Elio Germano

Dopo aver vinto nel 2009 il Gran Premio della giuria al Festival del film italiano di Annecy, arriva finalmente al cinema La bella gente di Ivano De Matteo, storia che si interroga sull'indifferenza e sulla tacita presenza nella nostra società di cerchie sociali chiuse. Primo capitolo della trilogia famigliare chiusasi poi con Gli equilibristi (2012) e I nostri ragazzi (2014), era già uscito in Francia nel 2010. Sarà portato in sala in Italia da Istituto Luce Cincecittà il 27 agosto. Nel cast Elio Germano, Monica Guerritore, Antonio Catania, Iaia Forte e Victoria Larchenko. La sceneggiatura è di Valentina Ferlan, che poi insieme al regista ha scritto anche i due lungometraggi successivi di De Matteo.

Alfredo (Catania) è un architetto. Susanna (Guerritore) una psicologa. Gente di cultura, gente di ampie vedute. Cinquantenni dall'aria giovanile, dalla battuta pronta e lo sguardo intelligente. Vivono a Roma ma trascorrono i fine settimana e parte dell'estate nella loro casa di campagna all'interno di una tenuta privata. Un giorno Susanna, andando in paese, resta colpita da una giovanissima prostituta che viene umiliata e picchiata da un uomo sulla stradina che porta alla statale. In un attimo la vita di Susanna cambia, ha deciso che vuole salvare quella ragazza. Salvarla per salvare i propri ideali. Ma una ragazza straniera che fa la puttana, può diventare altro? Può migliorare la sua condizione? E una famiglia vissuta sempre nell'agiatezza, con dei solidi riferimenti intellettuali, può rischiare di mettere a repentaglio tutto ciò che ha avuto in eredità e tutto ciò che ha costruito per rispettare le proprie convinzioni? Forse. Ma, quando gli eventi precipitano, la distanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere diventa più grande di quanto si possa immaginare.

In questo video in esclusiva un estratto de La bella gente:

"Quando ho letto questa sceneggiatura sono rimasto colpito da una strana sensazione di fastidio", racconta il regista. "Non riuscivo a capire cosa me la provocasse. Era una storia semplice, non accadevano grandi drammi, non c’erano personaggi malvagi, scene a tinte forti, amori passionali o malattie strappalacrime. Non c’erano eroi o mascalzoni. Eppure permaneva in me quella strana sensazione, quasi un freddo nelle ossa che, rileggendo più volte la sceneggiatura, mi ha fatto capire che tutta la storia era pervasa da una condizione di 'assenza'". Continua De Matteo: "Mi sono sempre chiesto se nella nostra società esistano ancora classi sociali. Apparentemente no, apparentemente siamo solamente divisi tra chi ha i soldi e chi non ce li ha. Ma ognuno di noi comunica all'altro a che cerchia appartiene e, quasi per caso, passa tutta la vita circondandosi di gente della sua stessa 'specie'. La bella gente è proprio questo. La sensazione di fastidio che ho provato nasce forse dalla consapevolezza di far parte di questa storia come si fa parte di questa società pronta a far finta di nulla di fronte alle differenze e alle prime difficoltà".

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