Ha 83 anni, cammina a fatica, si muove con il bastone o su una sedia a rotelle, e le persone intorno lo aiutano a piegare le gambe per alzarsi, ma Jean Paul Belmondo resta Bebel, la faccia da schiaffi del cinema francese, senza rimpianti. "Nessun rimpianto, ho fatto tutto quello che volevo fare e oggi amo le cose che ho: la vita, il sole e il mare", dice alla Mostra del cinema di Venezia, dov'è arrivato oggi per ritirare il Leone d'oro alla carriera.

Sul red carpet lo prende a braccetto con affetto Sophie Marceau, lucente e bellissima. E in Sala Grande del Palazzo del cinema lo abbraccia una standing ovation, prima che la stessa attriceintroduca il premio. 

Invecchiare non è facile, soprattutto se sei stato un sex symbol, ma l'attore francese non ha perso il suo sorriso e l'umorismo nelle risposte, che sembrano riportarlo indietro nel tempo. Alla domanda delle domande, se pensa mai al passato, lui replica "jamais": "Mai, guardo sempre davanti".

"Mi piaceva cambiare genere, romantico, poliziesco. Del resto la vita è così, un giorno si piange, l'altro si ride"

Venezia gli ricorda tante cose, così come l'Italia, tra cui l'incontro con De Sica, "mi propose La Ciociara con Sophia Loren", dice, e la voce modula la parola Loren sottintendendo fuochi d'artificio, "e poi Gina Lollobrigida e ancora Claudia Cardinale". Pronuncia quei nomi e si illumina mentre la folla in sala stampa lo nota e applaude. "Da giovane venivo a Venezia per lavorare, per necessità, ora invece che bello questo omaggio, ne sono onorato. I ricordi sono tanti ma uno è prevalente: una volta sorvolai Venezia appeso a un elicottero".

Nel breve incontro con i giornalisti, Belmondo ha ricordato Godard: "Avevo fatto teatro per nove anni quando è arrivato lui a propormi il cinema, era Fino all'ultimo respiro: è stato l'inizio della mia carriera".
A dirigerlo ha avuto tanti registi, con il suo charme ha acceso tanti film diversi: "Mi sono sempre divertito in ogni film che facevo, mi piaceva cambiare genere, romantico, poliziesco. Del resto la vita è così, un giorno si piange, l'altro si ride". E Alain Delon lo sente? "Ci vediamo sempre, siamo amici da sempre", risponde smentendo quelle rivalità che negli anni '60 e '70 erano gossip quotidiano.

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