Cinema

Irrational man, Woody Allen tra filosofia e Dostoevskij: 5 cose da sapere

Il maestro newyorchese scherza su fato e giustizia, maneggia amore e crimine, in una commedia nera che sembra soprattutto un esercizio di stile

Irrational Man

Simona Santoni

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"Esiste una differenza tra un mondo teorico di stronzate filosofiche e la vita vera". Woody Allen sbeffeggia l'amata filosofia, scherza su fato e giustizia, maneggia amore e crimine, nella sua nuova commedia nera Irrational man. Attinge a cinismo, ironia e acutezza, ma non trova la sua brillantezza migliore. La regia è più pesante che pungente e le oltre due ore di visione si appoggiano a toni placidi e soporiferi, tra pochi lampi divertenti.

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, il film arriva al cinema il 16 dicembre distribuito da Warner Bros. Ecco 5 cose da sapere su Irrational man:

 

1) Caro Dostoevskij

Woody Allen si è sempre interessato alla filosofia, complice la visione dei film di Ingmar Bergman. "Hanno avuto una grande presa su di me", racconta. "A quel tempo non avevo ancora letto Nietzsche o Kierkegaard, filosofi molto amati da Bergman, ma quei film mi hanno fatto scattare la molla". In Irrational man il regista newyorchese esplora la differenza tra filosofia e vita, tra morale e sua complicata messa in pratica. 
Come già visto in Crimini e misfatti, Match Point e Sogni e delitti, ad affascinarlo è Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, con citazione en passant anche di Hannah Arendt e La banalità del male.

2)  Joaquin Phoenix tormentato

In un college di una piccola città irrompe un prof di filosofia preceduto dalla sua fama: sexy e tormentato, Abe Lucas è un insegnante sui generis. È lunga la lista di allieve passate per il suo letto, è sempre da rabboccare la bottiglietta di whisky che ha al seguito. Lo interpreta Joaquin Phoenix, dotato di una "complessità intrinseca", come afferma Allen. Attore inquieto e sensibile, Phoenix è perfetto per personaggi ambigui e angosciati, anche se questa volta è meno affascinante del solito. Per la parte è ingrassato di 15 chili e mette in bella mostra una notevole pancetta. Alla giovane Jill Pollard, studentessa vivace, va bene anche così, pur con le sue ombre da depresso. Anzi, è proprio la sua mancanza di gusto per la vita ad attirarla, in perfetta aderenza con lo spirito da crocerossina di molte donne. 
Jill è incarnata da Emma Stone, che rinnova la collaborazione con Allen dopo Magic in the Moonlight. Non scomodiamo però il termine di nuova musa. Non a caso nel film, quando la docente Rita Richards (Parker Posey) dice ad Abe "Ti serve una musa", lui risponde: "Non mi è mai servita".
Stimato pensatore e scrittore di saggi filosofici, Abe sta lavorando a un nuovo libro ma arranca. Non ha stimoli, è autodistruttivo e apatico. Tutto cambia, però, quando il caso squarcia il filtro nerissimo con cui guarda la realtà. L'estetica di commettere il crimine perfetto diventa la sua inebriante ossessione. A differenza del giovane Raskol'nikov di Delitto e castigo, per lui l'omicidio diventa panacea, liberatore, gioia pura. 

3) La causalità senza senso della vita

Uno dei punti centrali di Irrational man è la casualità. Una serie di fatti accidentali ha conseguenze devastanti sulla vita e sulla morte. "Credo molto nella casualità senza senso dell'esistenza", dice Allen. "Lo avevo già predicato in Match Point e Abe fa lo stesso nella sua classe. La nostra esistenza è solo una cosa senza poesia o ragione d'essere. Tutti noi viviamo soggetti a una fragile contingenza di vita. Sapete, serve soltanto una svolta sbagliata per strada".  

4) Le battute alla Allen

La mamma di Jill ha una lucida intuizione quando definisce i saggi di Abe Lucas semplici esercizi stilistici. Anche Irrational man sembra soprattutto un esercizio di stile di Allen, alle prese con le sue materie preferite. Non mancano battute tipiche del suo repertorio. La filosofia? "È solo masturbazione mentale". L'ansia? "È la vertigine della libertà". L'orgasmo? È un "antidolorifico"
In merito al suo nuovo saggio su Heidegger, Abe dice: "Non riesco a scrivere, non riesco a respirare, non riesco a ricordare le ragioni per vivere. E, quando lo faccio, non sono convincenti".
Suscita ogni tanto un sorrisino divertito il parallelo muoversi delle due voci narranti. Jill racconta, anche Abe racconta. La stessa realtà è descritta con visioni totalmente diverse degli stessi fatti. Quando Jill è entusiasta e al settimo cielo per la nuova vitalità di Abe e per gli slanci amorosi che ha nei suoi confronti, lui è entusiasta e completamente rapito, ma dal suo progetto di morte. È intrigante navigare nei pensieri di lei e di lui, così distanti, come spesso capita in tanti lei e lui di tutti i giorni.

5) Colonna sonora giocosa e molto presente

Il film è spesso percorso, anche nei momenti più neri, da una colonna sonora molto presente e dallo swing giocoso, composta in larga parte dai Ramsay Lewis Trio. I motivi principali sono The ‘In’ Crowd, Wade in the Water e Look-A-Here. Dice Allen: "Ha un beat incessante e pulsante che funziona molto bene con il materiale visivo, nelle scene in cui si guida, si cammina o ci si comporta male. Dà un tono carico e pieno di ritmo suggerendo la burrascosità della personalità di ogni personaggio".
Il film è stato girato in cinemascope

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