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Io e lei, l'amore lesbico di Sabrina Ferilli e Margherita Buy: 5 cose da sapere

La storia di una coppia come tante, con le sue complicità e i suoi intorpidimenti. In attesa della legge sulle unioni civili

Io e lei

Simona Santoni

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"Non ce vedi, non ce senti, me pare de sta' co' Anna dei miracoli". A dirlo è Sabrina Ferilli nei panni di Marina, donna sicura di sé e solare, evidentemente romana. L'Anna dei Miracoli in questione è Federica, distratta e irresoluta, interpretata da Margherita Buy. Insieme compongono la coppia protagonista di Io e lei, gradevole commedia romantica che ha proprio nel duetto di attrici la lieta singolarità: un amore lesbico affidato a due dive del cinema nostrano. 
Maria Sole Tognazzi le dirige con delicatezza, senza osare, puntando alla normalità di un amore come tanti altri, dove c'è chi ha più grinta e chi procede col freno a mano tirato, chi porta le buste della spesa e chi si dimentica anche di fare spesa. Gioca un po' coi cliché, a volte mostrandonceli ma per ribaltarli, e confeziona tutto con un'atmosfera da borghesia un po' stereotipata. 

Dal 1° ottobre al cinema, ecco 5 cose da sapere su Io e lei

 

1) Una storia d'amore normale

Marina (Ferilli) e Federica (Buy) sono due donne mature e stanno insieme da cinque anni. La prima è lesbica senza vergognarsi di dirlo; è un'ex attrice passata dal cinema al mondo del cibo di qualità. La seconda è architetto e in pubblico fatica a raccontare la sua situazione sentimentale; è separata dall'ex marito Sergio (Ennio Fantastichini) e ha un figlio universitario (Domenico Diele) che ha accettato la nuova vita della madre. Vediamo Marina e Federica nell'amabile routine di coppia, prima che i dubbi travolgano la loro relazione. "Piantala co' 'ste patatine che poi te penti", dice Marina a Federica, con la simpatica consapevolezza di chi conosce bene vizi e mugugni dell'altra.
"Il messaggio che volevo arrivasse era quello di dire non stiamo raccontando una storia diversa dalle altre, ponendo come tema quello dell'uguaglianza", ha detto Maria Sole Tognazzi. "È una storia d'amore, non un film di denuncia. Certo dicendo che tutte le storie d'amore sono uguali si dice anche che tutti i diritti sono gli stessi per tutte le coppie. Solo in questo senso diventa anche un film politico".

2) Tiepida ma dolce alchimia tra Ferilli e Buy

Le perplessità e le curiosità più grandi, ancor prima di vedere Io e lei, risiedevano nella credibilità delle due attrici nel ruolo di lesbiche, soprattutto sul fronte Ferilli, icona sexy e dirompente, sogno di tanti uomini. E invece Sabrina col suo piglio energico e brioso sa essere convincente. Ad aiutare entrambe le dive c'è di certo il fatto che la narrazione si incentri sulla routine famigliare e non sulla passione e sul fuoco di sentimenti e sensi. Non a caso, proprio quando si richiede un impeto più viscerale, Sabrina sul finale cade sul bacio: invece che le labbra della Buy pare aver di fronte un cocomero. 
Tra le due compagne di set la chimica è tiepida ma dolce. Le due attrici per certi versi interpretano un po' se stesse, una grintosa, caciarona e simpatica, l'altra più delicata e riservata. Forse proprio per questo lo fanno bene.

3) Un omaggio a Il vizietto e a papà Ugo

Da parte di Maria Sole Tognazzi Io e lei vuole essere anche un omaggio alla commedia classica Il vizietto di Edouard Molinaro, dove suo padre Ugo Tognazzi e Michel Serrault intepretavano una coppia omosessuale insieme da vent'anni.
Ma dietro Io e lei c'è anche la voglia della regista romana di dirigere ancora con la Buy. "Dopo Viaggio sola volevo lavorare nuovamente con Margherita Buy e stavo cercando un personaggio adatto", ha raccontato Maria Sole. "A Cannes ho incontrato Sabrina Ferilli che non vedevo da anni. Ci siamo promesse di rivederci a Roma. Nel viaggio di ritorno mi è venuta l'idea di fare un film con loro due poi, appena giunta a casa, ho acceso la tv e ho visto casualmente una scena de Il vizietto. L'ho presa come un consiglio dall'alto e ho pensato a una storia d'amore". 

4) Sceneggiatura divertente

"È il genere Catherine Deneuve, per carità molto fascino ma freddina", così Camilla (Alessia Barela), amica ed ex di Marina, etichetta Federica. 
La sceneggiatura di Io e lei è ritmata e piacevole, ricca di battute divertenti. A firmarla, insieme a Maria Sole, c'è il collaboratore storico Ivan Cotroneo e Francesca Marciano
La quotidianità tra Marina e Federica è mossa da dialoghi che restituiscono la grazia di un consolidato ménage di coppia, con le sue complicità, i suoi intorpidimenti e le buffe manie

5) L'urgenza di una legge sulle unioni civili

La promozione di Io e lei è l'occasione per suonare la sveglia del senso civico. Ecco come tuona la Ferilli: "Questo governo di sinistra ha l'obbligo di fare la legge sulle unioni civili che ora è in Senato. Se non sarà così, mi auguro che i cittadini si facciano sentire perché se i politici non sono controllati da noi chi lo fa?". Un pensiero condiviso dalla co-protagonista Buy: "Ci sono ancora tante cose da risolvere, il film è solo un piccolo stratagemma per cercare di raggiungere qualcosa. C'è grande egoismo da parte di molte persone rispetto a un mondo che non conoscono. Secondo me questa pellicola è una parola in più su questo argomento".

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