Cinema

L'infanzia di un capo, il film sull'origine del male - Video

Dal 29 giugno al cinema l'opera prima di Brady Corbet con Bérénice Bejo e Robert Pattinson. Un bambino indisponente, simbolo del fascismo che infetterà l'Europa

L'infanzia di un capo

Simona Santoni

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Lo statunitense Brady Corbet, ventottenne attore già dall'età di 15 anni (è il ragazzino abusato sessualmente in Mysterious Skin di Gregg Araki), dedito soprattutto a film indipendenti e autoriali (tra gli ultimi Sils Maria, Forza maggiore, Eden), debutta alla regia. Lo fa con L'infanzia di un capo, sua opera prima dal 29 giugno nelle sale italiane con Fil Rouge, affresco di un bambino indisponente che simboleggia gli albori del fascismo.

Girato in 35mm, liberamente ispirato al racconto Infanzia di un capo dello scrittore francese Jean-Paul Sartre e al romanzo del 1965 Il mago di John Fowles, è stato presentato al Festival di Venezia 2015 nella sezione Orizzonti, dove ha vinto il premio alla miglior regia e il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis

Nel cast Bérénice Bejo, Robert Pattinson, Stacy Martin, Liam Cunnnigham, Yolande Moreau e Tom Sweet

Il film racconta - in quattro atti - la vita del piccolo Prescott (Sweet) nella villa vicino a Parigi dov’è alloggiato con i suoi genitori. Il papà (Cunningham), consigliere del presidente americano Wilson, lavora alle stressanti trattative di definizione di quello che diventerà il famigerato trattato di Versailles, appena dopo la fine della prima guerra mondiale. La formazione del carattere di Prescott è segnata da una precoce tensione intellettuale e da frequenti scatti d’ira, che portano inevitabilmente alla continua ridefinizione degli equilibri di potere familiare.
Fra le storture e le ipocrisie sociali che avvelenano una coscienza al suo nascere e la preparano a una sorte colpevole, si consuma lo scontro tra lo sterile e vigliacco mondo maschile dei diplomatici, e dell'ambiguo amico di famiglia Charles Marker (Pattinson), e quello femminile, al contrario vitale e vibrante, che circonda il bambino con le tre profondamente diverse figure di donna che gestiscono la sua vita: l’austera e religiosa mamma (Bejo), la dolce governante (Moreau) e la fragile insegnante di francese (Martin).

In quella che è una simbologia del male del fascismo che di lì a poco infetterà l’Europa, la consapevolezza auto-affettiva di Prescott si addensa inesorabilmente nel nichilismo del primo dopoguerra, che alzerà appunto il sipario alle tirannie del XX° secolo.

In questo video in esclusiva un estratto de L'infanzia di un capo:

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