Chiara Degl'Innocenti

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Litigate, sceneggiate, piazzate che poi sfociano in silenzi incolmabili o, se si è abili, in pace fatta. Il cinema è stato in questi ultimi anni una sorta di pronto soccorso per coppie in crisi e cuori infranti dove tante storie di innamorati sono state raccontate attraverso situazioni difficili finite male o in happy end. Così se la terapia di coppia va sul grande schermo, qui riproponiamo i momenti cinematografici più toccanti ma anche più divertenti.

Il matrimonio che vorrei (2012) - regia di David Frankel con Maryl Streep e Tommy Lee Jones

L'isola delle coppie (2009) - regia di Peter Billingsley con Faizon Love, Jason Bateman, Jon Favreau, Kali Hawk, Kristen Bell, Kristin Davis

Giorni e Nuvole (2007) regia di Silvio Soldani con Antonio Albanese e Margherita Bui

Dobbiamo parlare (2015) di Sergio Rubini con Fabrizio Bentivoglio, Isabella Ragonese, Maria Pia Calzone e Sergio Rubini

E per chi vuole mettere subito in pratica 4 facili consigli su come eseguire la terapia di coppia, ecco le dritte del dottor John Gottman, professore all'Università di Washington e co-fondatore dell'Istituto Gottman. Autore di più di 40 libri (oltre che di quasi 200 articoli) è noto per il suo storico The Relationship Cure: A 5 Step Guide to Strengthening Your Marriage, Family, and Friendships, una guida scritta per rafforzare qualsiasi relazione composta da coppie Masters e quelle definite Disasters. Curiosi?

Sfogliate la gallery ripassando alcune scene cult del cinema internazionale (oltre che italiano) e poi leggete qui sotto "le quattro cose che condannano i rapporti" o che li salvano.

1° Step: Critica
Avviene quando si accusa il partner indicando la sua personalità o il carattere come un problema da risolvere. Quindi, quando la critica va in scena il principale protagonista del rapporto diventa il difetto della persona accusata di mancanze all'interno del rapporto. Questo mina l’idea che l'altro ha di se stesso, la sua autostima. Qui i veri Masters fanno l'opposto: puntano il dito su loro stessi e iniziano la parlare (no a discutere) riducendo al minimo ciò che sentono e ciò di cui hanno bisogno.

2° Step: Difesa
Il sistema di difesa viene attivato nel momento in cui una persona si sente attaccata. Ma pur essendo una reazione naturale alla critica, due sono di solito le risposte: si può reagire come una vittima innocente attivando la fase che Gottman definisce dei "piagnistei" oppure essere dei Masters e accettare le rimostranze del partner prendendosi la responsabilità di una parte del problema. Chi è in grado di sorridere o ridere anche durante il conflitto mette inoltre in moto un meccanismo che riduce l'eccitazione fisiologica dell'arrabbiatura causata dal litigio.

3° Step: Disprezzo
È sinonimo di rottura assicurata ed è il momento in cui ci si comporta come se fossimo migliori di come si è in realtà: offensivi e superiori. Il disprezzo del partner ha delle ricadute importanti sullo stress e sul funzionamento del sistema immunitario perciò ha un impatto negativo sulla salute generale della coppia.
Quando i due si guardano dall’alto in basso, infatti, mandando messaggi svilenti. Qui le parole chiave sono: rispetto, comunicazione efficace e feedback positivi (conferme e apprezzamenti).

4° Step: Ostruzionismo
Questo è il momento della chiusura dove si spengono i riflettori e la storia finisce. Come un disco rotto la frase più comune è: "Non mi interessa". Mentre i Masters, come sostiene Gottman, sono in possesso di una sorta di "mappa d'amore", che altro non è che la conoscenza profonda della persona con cui hanno una relazione, i Disasters si nascondono dietro al muro del silenzio. A questo proposito John Gottman cita uno studio secondo il quale le coppie con i bambini parlano tra loro circa 35 minuti a settimana. Ovvero, niente. Il consiglio? Se si arriva alla fase detta dell'Ostruzionismo è utile fare una pausa per poi riprendere la discussione in un momento diverso, quando ambedue si è disponibili al dialogo e non allo scontro.

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