Cinema

Hotel Transylvania 2 e Nausicaä della valle del vento, una settimana molto "animata"

Vampiri, mostri e principesse, tanta animazione al cinema. Arriva anche in 3D il sequel del film che nel 2012 ha conquistato il box office di tutto il mondo. Insieme al prezioso recupero dell'opera seconda di Miyazaki

Hotel Transylvania 2

Claudio Trionfera

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Una settimana nel segno dell’animazione: quella di successo e quella d’autore entrambe giocate tra le cornici e le suggestioni dei ricorsi temporali.

Così, tre anni dopo lo strabiliante successo di Hotel Transylvania (oltre 350 milioni di dollari nel boxoffice mondiale), arriva il numero due (uscita 8 ottobre) in 2 e 3D. Stesso regista, Genndy Tartakovsky, stessi attori principali a doppiare la versione originale (Adam SandlerAndy SambergKevin JamesSelena GomezSteve Buscemi), uguale discorso per quelli del doppiaggio italiani (Claudio BisioCristiana Capotondi e Davide Perino in primis).

 

Naturalmente la storia subisce una evoluzione decisiva rispetto al primo film: compare infatti il vampiro Vlad, monumentale plurisecolare padre di Dracula che fa ritorno in città per riunire la famigliola nel leggendario Hotel dove nel frattempo è stato consentito l’accesso anche agli umani. Un arrivo che genera gran confusione. Anche perché Vlad non digerisce la nuova forma di ospitalità ai “viventi” reclamando il ritorno alla tradizione che vuole la presenza di soli mostri.

Per giunta Drac è molto angustiato dal comportamento del nipotino Dennis, mezzo vampiro e mezzo umano che non si decide a definire la sua identità vampiresca: e farà di tutto perché a Dennis possano finalmente crescere i canini, anche con l’aiuto degli amici FrankensteinMurray la MummiaWayne il Lupo Mannaro e Griffin l’Uomo Invisibile, tutti insieme per organizzare un salutare stage di “formazione mostri”.

Godibilissimo, quasi allo stesso livello del primo Hotel, il film vive ancora una volta di una eccellente grafica di animazione, mobilitando e ridisegnando i suoi mostri con grande ironia e modi di strip, conservandogli la capacità di divertire e sorprendere, anche attraverso una stupidità comica voluta e vagamente demenziale utilizzata con astuzia e intelligenza.

 

Nausicaä della valle del vento è il secondo lungometraggio scritto e diretto da Hayao Miyazaki (il primo, del 1978, è Lupin III - Il castello di Cagliostro), datato 1984 e inedito nelle sale italiane. 31 anni dopo ecco dunque il film, tratto da un manga realizzato dallo stesso Miyazaki (evento speciale in programmazione il 5, 6 e 7 ottobre) con tutta l’attualità che si deve al cinema più squisitamente d’autore.

Quest’opera deliziosa è ambientata in un mondo che ha già vissuto la sua apocalisse con la (auto)distruzione del proprio sistema industriale. E mentre l’umanità superstite si è frantumata in tanti mini-stati aggressivi e bellicosi, la giovanissima principessa Nausicaä vive in difesa della sua Valle del vento, regno paradisiaco, pacifico e agreste inevitabilmente minacciato dalla feroce veemenza che lo circonda. Il confronto è impari ma la principessa adolescente è coraggiosa nei panni di un’autentica eroina amante del suo popolo e di granitiche convinzioni morali.

Un personaggio che conquista, all’interno di una favola ecologica certamente orientata al pubblico più giovane ma anche abbastanza sofisticata a livello grafico da farsi apprezzare dagli anime fans. Del resto il tema della contrapposizione tra bene e male, si inquadra qua in modo molto netto: da una parte la difesa dell’ambiente in cifra ecologistica e il rispetto dei valori umani, dall’altra parte i motivi esattamente contrari, in una antitesi anche cromatica con le dominanti blu a rappresentare la positività e il rinnovamento, le rosse la devastazione e la desolazione.

Un grido contro la guerra e in difesa della natura. Contenuti che, del resto, sono molto presenti nel cinema di Miyazaki, a partire da Il Castello errante dei Howl (2004) che continuo a considerare il suo capolavoro.

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