Cinema

Guardiani della Galassia, fortunata leggerezza Marvel: 5 cose da sapere

Scanzonato e quanto basta divertente, il film di James Gunn inaugura una nuova saga lastricata d'oro

Guardiani della Galassia

Simona Santoni

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Dal suo prezioso giacimento di fumetti e idee, la Marvel tira fuori un'altra gallina dalle uova d'oro. Guardiani della Galassia di James Gunn (dal 22 ottobre al cinema), è un mix di umorismo, sentimenti e avventura destinato ad aprire una nuova saga di successo. 
Definito da qualcuno il "Guerre stellari degli anni 2000", in Italia ha debuttato subito in vetta al boxoffice con 272.255 euro di incasso in un giorno. A livello internazionale finora ha raccolto oltre 700 milioni di dollari. 
Scanzonato e fresco, divertente ma meno delle attese, è godibile quanto basta per trascorrere due ore staccando la testa e senza la sensazione di aver buttato i soldi del biglietto. 

Ecco 5 cose da sapere su Guardiani della Galassia:

 

1) Da un fumetto meno noto degli Avengers

Il film si rifà al fumetto della Marvel Guardiani della Galassia apparso nel 1969 e creato da Arnold Drake e Gene Colan: protagonista una squadra di eroi del XXXI° secolo, ognuno dei quali è l'ultimo esponente della sua razza. Nel corso degli anni sono apparse diverse personificazioni dei Guardiani: la Marvel ha deciso di ispirarsi alla serie a fumetti del 2008, creata da Dan Abnett e Andy Lanning.
La scelta del soggetto, contemporaneo all'universo degli Avengers ma meno conosciuto, ha concesso tanta libertà d'azione al regista, già autore della serie tv comica The Tromaville Café e del film tra commedia e thriller Super: insomma, uno che di supereroi (o simili) se ne intende. Ha anche curato la sceneggiatura insieme a Nicole Perlman.
"Guardiani della Galassia mi ha dato più libertà semplicemente perché non ha tutti i fan degli Avengers, inoltre non esistono tanti fumetti dei Guardiani, quindi ho potuto ricreare i personaggi per lo schermo senza troppi condizionamenti": parole di regista. 

2) Rocket il trascinatore, Groot la poesia

Prelevato da bambino dal pianeta Terra, Peter Quill è ormai un ragazzone, ladro della spazio che vorrebbe esser chiamato con un nome epico ed evocativo, Star-Lord. Peccato invece che nessuno ne conosca la mirabile fama. Lo interpreta brillantemente Chris Pratt, con muscoli e faccia non troppo intelligente che sa però riscattarsi in gesta notevoli e sensibilità. Dopo che una misteriosa sfera entra in suo possesso, deve difendersi dal temibile Ronan (Lee Pace). Per farlo si allea, suo malgrado, con quattro tipi alquanto strani: Gamora, pericolosa assassina dalla pelle verde (Zoë Saldaña); Drax (l'ex wrestler David Bautista), un essere tranquillo ma brutale, poco arguto e ossessionato dall'idea di vendicare la morte della moglie e della figlia; Rocket, un procione armato e parlante, frutto di vari esperimenti (gli dà la voce nella versione originale Bradley Cooper, alla sua prima esperienza come doppiatore); Groot, un umanoide dalle sembianze di un albero (le poche parole che pronuncia sono affidate a Vin Diesel).
Se Peter Quill è il protagonista centrale, sono però quest'ultimi due bizzarri personaggi le vere anime di Guardiani della Galassia. Rocket è il genio del gruppo e, soprattutto, ha una lingua affilata e irriverente e a lui sono affidate le battute più spassose. Groot invece... è poesia pura. Sa dire solo "Io sono Groot" ma in quelle tre parole c'è più espressività che in una canzone di Mogol. 

3) Mix tra leggerezza demenziale e avventura

Gunn mescola eroismo con comicità, cinismo con buoni sentimenti, demenzialità con avventura, azione e buoni effetti speciali. I suoi eroi sono alquanto improbabili, spesso davvero stupidi. Ed è questo l'elemento vincente: screziare la sua guerra stellare di umorismo, non traboccante ma comunque efficace. Non mancano citazioni anni '80, tirate in mezzo in maniera originale e spiritosa: squisito il riferimento a Footlose.

4) Awesome Mix

Più che in ogni altri film Marvel, la musica gioca un ruolo primario in Guardiani della Galassia. Quill possiede una vecchia musicassetta con una compilation (Awesome Mix #1) che sua madre ha fatto per lui e che gli ha dato prima di morire. Sono canzoni degli anni '70 che lei amava. Per il guascone della spazio questo reperto è di vitale nostalgica importanza, l'unica cosa che gli resta di lei e della Terra.
Sull'onda di Awesome Mix, apre il film il gruppo rock nativo americano-messicano Redbone, lasciando poi spazio ad artisti come David Bowie, Jackson 5 e Marvin Gaye.
Tra le canzoni vintage di questa compilation ci sono anche Hooked On a Feeling della rock band svedese Blue Swede, Go All the Way della rock band americana Raspberries, Spirit in the Sky del cantautore Norman Greenbaum, Fooled Around and Fell in Love di Elvin Bishop...

5) Dopo i titoli di coda

I film Marvel ci hanno abituati a pazienti attese per godere del doppio (se non triplo) finale dopo i titoli di coda. Se è in questo lungometraggio che facciamo meglio conoscenza di Taneleer Tivan il Collezionista, interpretato da Benicio Del Toro, la sua prima apparizione era stata proprio dopo i titoli di coda di Thor: The Dark World.
Guardiani della Galassia questa volta è più avaro. Concede solo una piccola scena finale dopo i lunghi titoli di coda; è davvero esigua ma simpatica. A voi decidere se aspettare o meno.

Voto: 3/5
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