Simona Santoni

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In una serata in cui anche Hollywood ha voluto rendere omaggio alle vittime degli attacchi di Parigi, dal Beverly Hill Hilton di Beverly Hills escono vincitori della 72sima edizione del Golden Globe il film drammatico Boyhood di Richard Linklater e la commedia colorata Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.

Da George Clooney e Amal Alamuddin a Helen Mirren, anche il cinema ha voluto ricordare la tragedia francese: in particolare la coppia Amal-Clooney si è presentata con la spilla "Je suis Charlie", sulla giacca per lui, sulla borsetta per lei, diventato il motto internazionale dopo la strage al giornale satirico Charlie Hebdo.     

Nella cerimonia condotta da Tina Fey e Amy Poehler, allo stupendo racconto di formazione diretto da Linklater, girato con gli stessi attori lungo l'arco di dodici anni, sono andati anche il premio come miglior regista e come miglior attrice non protagonista a Patricia Arquette. La Hollywood Foreign Press Association ha invece premiato come migliori attrici protagoniste Julianne Moore per la storia di sentimenti e Alzheimer Still Alice e Amy Adams per Big Eyes, tiepido biopic sulla pittrice americana Margaret Keane. Sul fronte maschile premiati come migliori attori protagonisti Eddie Redmayne, stupendo Stephen Hawking in La teoria del tutto, Michael Keaton per Birdman (o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza). Miglior film d'animazione Dragon Trainer 2, miglior film in lingua straniera il russo Leviathan di Andrey Zvyagintsev.

Tra le serie tv trionfa il nuovo programma di Showtime The Affair, storia di tradimento e passione sotto forma di thriller, vista sotto i diversi punti di vista dei personaggi: oltre a essere incoronata come migliore serie drammatica, Golden Globe anche alla sua protagonista femminile Ruth Wilson. Due globi anche a Fargo, ispirata all'omonimo film dei fratelli Coen: migliore miniserie e migliore attore protagonista per Billy Bob Thornton. A mani vuote True Detective e Orange is the new black.

Ecco tutti i vincitori (qui le nomination).

CINEMA

Miglior film drammatico
Boyhood di Richard Linklater

Miglior regia
Richard Linklater – Boyhood

Migliore attrice protagonista (in un film drammatico)
Julianne Moore - Still Alice

Migliore attore protagonista (in un film drammatico)
Eddie Redmayne – La teoria del tutto

Miglior film (commedia o musical)
The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson 

Migliore attrice protagonista (commedia o musical)
Amy Adams - Big Eyes

Migliore attore protagonista (commedia o musical)
Michael Keaton - Birdman  

Migliore attrice non protagonista
Patricia Arquette – Boyhood

Migliore attore non protagonista 
J.K. Simmons – Whiplash 

Migliore sceneggiatura
Alexander Dinerlaris, Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Armando Bo – Birdman 

Miglior film d'animazione
Dragon Trainer 2 (DreamWorks Animation LLC; Twentieth Century Fox)

Miglior film in lingua straniera
Leviathan di Andrey Zvyagintsev (Russia) 

Migliore canzone originale
Glory di John Legend, Common - Selma - La strada per la libertà

Migliore colonna sonora originale 
Jóhann Jóhannsson - La teoria del tutto

Golden Globe e i divi "Je suis Charlie" - Foto


TELEVISIONE

Migliore serie drammatica
The Affair 

Migliore attrice in una serie drammatica 
Ruth Wilson - The Affair 

Migliore attore in una serie drammatica 
Kevin Spacey - House of Cards 

Migliore serie commedia o musical
Transparent

Migliore attrice in una serie commedia o musical
Gina Rodriguez - Jane the Virgin

Migliore attore in una serie commedia o musical
Jeffrey Tambor - Transparent

Migliore miniserie o film tv  
Fargo 

Migliore attrice in una miniserie o film tv
Maggie Gyllenhaal - The Honorable Woman 

Migliore attore in una miniserie o film tv
Billy Bob Thornton - Fargo

Migliore attrice non protagonista in una serie, miniserie o film tv
Joanne Froggatt - Downton Abbey 

Migliore attore non protagonista in una serie, miniserie o film tv
Matt Bomer - The Normal Heart 

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