Simona Santoni

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È morto l'attore comico, regista e sceneggiatore americano Gene Wilder. Aveva 83 anni. Ironico e spassoso, dallo sguardo intenso e scanzonato, è stato il protagonista del film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato di Mel Stuart del 1971. Tra gli attori preferiti da Mel Brooks, è indimenticabile la sua interpretazione del Dr. Frederick Frankenstein in Frankenstein Junior (1974), accanto al suo fido Igor incarnato da Marty Feldman. Di quella commedia cult aveva anche scritto la sceneggiatura.

Il nipote dell'attore ha fatto sapere che Wilder si è spento ieri nella sua casa a Stamford, in Connecticut, in seguito a complicazioni del morbo di Alzheimer da cui era affetto dal 1989.

Gene Wilder, pseudonimo di Jerome Silberman, era nato l'11 giugno 1933 a Milwaukee, in Wisconsin, da una famiglia di ebrei russi immigrati. Terminati gli studi universitari negli Stati Uniti, dopo aver frequantato la Bristol Old Vic Theatre School in Inghilterra, ha debuttato sul grande schermo nel 1967, con il film Gangster Story di Arthur Penn. La svolta per la sua carriera però coincide con l'inizio del sodalizio - che diverrà poi storico - con il geniale Mel Brooks. Prima arriva la candidatura all'Oscar come miglior attore non protagonista per il ruolo di Leo Bloom in Per favore, non toccate la vecchietta (1968), poi il successo con la parodia Frankenstein Junior (1974). La pellicola si aggiudica l'Academy Award per la migliore sceneggiatura, che lo stesso Wilder aveva redatto a quattro mani con Brooks.

In mezzo uno dei ruoli più importanti della carriera di Gene Wilder: nel 1971 è il misterioso fabbricante di dolci del film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, tratto dal romanzo La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. La pellicola in origine fu un flop commerciale, probabilmente risultando poco gradita al pubblico familiare a cui era destinata a causa di un umorismo a tratti crudele, ma col tempo è diventato un film di culto.    

Nel 1972 è tempo di successi grazie al film di Woody Allen Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere), di cui interpreta uno degli episodi più divertenti.

Fra i suoi titoli più famosi e apprezzati ci sono anche La signora in rosso (1984), con il sex symbol anni '80 Kelly LeBrock, che ha anche scritto e diretto, e Non guardarmi: non ti sento (1989) di Arthur Hiller in coppia comica con Richard Pryor, con cui si ripete in Non dirmelo... non ci credo (1991).

Il 20 maggio 1989 un lutto segna la vita di Wilder: la sua terza moglie, Gilda Radner, muore di tumore. L'attore fonda così il Gilda's Club, per aiutare la ricerca contro il cancro. Un decennio dopo, lo stesso Wilmer è costretto a ritirarsi dalle scene a causa di un linfoma che lo costringe a sottoporsi a frequenti sedute di chemioterapia. Poi il lento declino dell'Alzheimer. 

In questo video Gene Wilder in uno dei momenti più esilaranti di Frankenstein Junior, con la celebre battuta "Lupo ululà, castello ululì", in italiano, "There wolf. There castle" in inglese, sempre irresistibile:

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