Maggie Gyllenhaal e Michael Fassbender in "Frank"
Cinema

Frank, Michael Fassbender trasuda carisma pure in maschera: 5 cose da sapere sul film

Protagonista della commedia anticonformista e intelligente di Lenny Abrahamson, è affascinante e trascinatore anche con un testone di cartapesta in capo. E che voce ha!

Già dalle prime scene si capisce che Frank è un film diverso dai soliti, arguto, accattivante, anticonformista. È subito un fregarsi le mani, ricco di appetitose attese. E quando Michael Fassbender entra in scena, col tuo testone di cartapesta che nasconde il bellissimo viso, è l'acuto che prepara a una commedia tutta da gustare, screziata da toni grotteschi e drammatici.
Dal 13 novembre al cinema, Frank è scritto da Jon Ronson e Peter Straughan, rispettivamente autori del soggetto e della sceneggiatura de L'uomo che fissava le capre; ha già calcato gli schermi del Sundance Film Festival e del Biografilm Festival di Bologna, dove ha vinto il premio del pubblico riservato ai film di produzione europea. Dietro la macchina da presa c'è Lenny Abrahamson, regista irlandese conosciuto in patria per pellicole come Adam & Paul, Garage e What Richard Did.

Ecco 5 cose da sapere su Frank.

 

1) Ispirato ai musiciti "outsider"

Jon (Domhnall Gleeson) è un aspirante musicista. Si sente un talento della musica e passa le giornate alla ricerca dell'ispirazione giusta. Da ogni evento o persona della quotidianità prova a trarre idee per il testo di una nuova canzone, che puntualmente si rivela... un fallimento. Per caso si trova a sostituire il tastierista di una band a lui ignota, dal nome impronunciabile: i Soronprfbs. Si tratta di un gruppo irrequieto e sgangherato, capitanato da Frank (Fassbender), voce, compositore e leader, un genio della musica che si esibisce con... una grande testa di cartapesta in capo dai grandi occhi azzurri e dall'espressione impassibile. O meglio, Frank vive perennemente con quella maschera. I testi dei loro brani sono folli e ingegnosi: "Nella minestra crostini allo zenzero"... "l'unto dalla lunga onda scura"...  I Soronprfbs sono talmente instabili che i loro spettacoli spesso si trasformano in involontaria performance art, coi componenti che si urlano a vicenda e fuggono dal palco a metà canzone.
Frank si basa su un memoir dello scrittore gallese e rappresentante del gonzo journalism Jon Ronson. Si ispira liberamente al personaggio di Frank Sidebottom, alter ego del musicista e comico inglese Chris Sievey, e ad altri musicisti "outsider" e sperimentatori come gli statunitensi Daniel Johnston e Captain Beefheart.

2) Michael Fassbender magnetico anche al microfono

Conclusa la visione di Frank, si stampa in viso un interrogativo stupefatto, grande come il testone dello stesso Frank: ma era proprio Fassbender a cantare? Ebbene sì. L'attore irlandese di origine tedesca ha già dato larga prova della sua bravura recitativa, in ShameBastardi senza gloria, Hunger... Ma con Frank sorprende anche come cantante. Superlativo. E non era scontato: Keira Knightley in Tutto può cambiare ha appena dimostrato che un bravo attore può essere intonato e cantare in un film, sì, ma che essere credibile come puro talento canoro è tutt'altra cosa. Keira non è credibile. Michael sì. 
Una volta di più, inoltre, pur con la maschera in viso, Fassbender trasuda tutto il suo carisma. Il suo Frank è un leader affabile e misterioso, un trascinatore, è forza del genio e fragilità di chi ha bisogno di sentirsi amato. Ci voleva un attore magistrale per riuscire ad affascinare ed emozionare, pur senza mai concedere alla camera il proprio volto. Ci voleva Michael Fassbender.

3) La musicista Carla Azar nel cast

Attorno a Frank/Fassbender, a comporre gli "scocomerati" Soronprfbs ci sono: Clara, Baraque e Nana. Clara è la collaboratrice più stretta di Frank, lo accudisce proteggendolo e al contempo lo controlla a mo' di aguzzina; odia il mainstream, è dark, arrabbiata e aggressiva: la interpreta l'attrice americana Maggie Gyllenhaal, davvero a suo agio come pazzoide. Baraque è uno scontroso bassista francese, a cui dà corpo l'attore e musicista transalpino François Civil. Nana è una batterista cupa e silenziosa, alla Moe Tucker, ed è interpretata da una vera musicista, Carla Azar della band americana Autolux. A organizzare le date e i movimenti del gruppo c'è invece Don, ovvero Scoot McNairy, attore produttore già protagonista di Monsters.

4) Le canzoni di Frank sono di Stephen Rennicks

L'autore dietro l'eccentrica e spumeggiante capacità musicale di Frank è Stephen Rennicks, compositore residente a Dublino dalla formazione classica. Il suo compito è stato scrivere canzoni al di fuori dalla musica mainstream ma che non varcassero l'avanguardia. Si è giovato della sua esperienza di fine anni '80 come musicista di una band art-punk in disco francesi e tedesche. "Ho visto un sacco di band molto più strane rispetto ai Soronprfbs", ha detto Rennicks.
Nel loro ritiro per comporre l'album Frank & Co. crano note con gli oggetti più disparati.
Rennicks ha anche dovuto lavorare con gli attori per insegnar loro a suonare i nuovi strumenti, comporre la musica di sottofondo, gestire le registrazioni live di ogni canzone sul set. In questo è stato fondamentale l'apporto di Carla Azar, alla sua prima volta da attrice, che ha aiutato a tenere il tempo. 

5) La realtà alienante dei social network

Frank e i Soronprfbs sono un gruppo di alienati. Per assurdo, però, sembrano molto più veri e centrati del mondo alienante dei social network. Jon, il loro nuovo tastierista, ama l'idea di essere un musicista più che la musica in sé e per sé. È alla ricerca dei consensi e della popolarità tramite il mondo dei social, tramite Twitter, poi con un blog, su YouTube... Ogni giorno rapisce un po' della follia geniale di Frank per conquistare followers. 
Jon non è cattivo e in teoria è il più "normale" del gruppo, ma è accecato da parametri esteriori. È convinto che il genio nasca da sofferenza e traumi, quasi dispiacendosi di aver avuto un'esistenza serena. Ma i genitori di Frank lo riportano alla realtà: "Il talento l'ha sempre avuto, la sofferenza semmai l'ha rallentato".
Frank fa ridere e sorridere, e anche commuovere. È un film inevitabilmente surreale (impossibile non chiedersi come faccia un uomo con una maschera in testa a passar tranquillamente le frontiere). È squinternato e intelligente. E intanto mette anche nudo i meccanismi malati da "realtà virtuale" della nostra società.

Ecco la struggente canzone finale:

Voto: 4/5
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