Cinema

Il film di Veltroni: flop al botteghino

46 mila spettatori in due settimane per "C'è tempo". Ma non è l'unico film italiano a fare fiasco

C'è tempo

Simona Santoni

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Momenti di trascurabili incassi per il cinema italiano. Mentre il colosso supereroistico americano Captain Marvel, com'era prevedibile, prende il volo, raccogliendo 8.108.883 euro e 1.207.384 spettatori in neanche due settimane (dal 6 marzo in sala), i film tricolori boccheggiano (dati Cinetel di questa mattina). 

C'era molta attesa per un'accoppiata intrigante: dietro la macchina da presa Daniele Luchetti, il regista di Mio fratello è figlio unico, e come attore protagonista l'istrionico Pif. Ma la loro commedia Momenti di trascurabile felicità, liberamente ispirata all'omonimo libro di Francesco Piccolo e al sequel Momenti di trascurabile infelicità, non decolla. Uscita al cinema il 14 marzo, finora non ha superato il tetto di un milione di euro. Incassi: 870.899,97 euro. Spettatori: 142.873.

Pif interpreta un padre di famiglia stralunato, sommerso da curiosi pensieri e interrogativi ("La luce del frigorifero si spegne veramente quando lo chiudiamo?"). Alle prese con un inesorabile bilancio esistenziale, dopo essere morto in un incidente stradale e aver ricevuto ancora pochi minuti di vita, ripercorre episodi passati e si sforza di vivere intensamente il presente residuo. Il nastro procede o si riavvolge con ritmi melmosi mentre l'impianto surreale Cielo/Terra/conto-alla-rovescia fa storcere il naso.


Tra i "film d'autore" italiani recentemente usciti in sala, Momenti di trascurabile felicità è comunque quello che sta facendo meglio. Ha superato con facilità I villeggianti della italofrancese Valeria Bruni Tedeschi, tragicommedia su un viziato gruppo di ricconi in vacanza in Costa Azzurra, annoiato e noioso
Uscito al cinema il 7 marzo, in 13 giorni ha incassato 489.418,03 euro. Spettatori? 77.466.

In altre occasioni capace di far sorridere sinceramente e di toccare il cuore, con la sua insicurezza nevrotica e genuina, come ne La pazza gioia di Virzì o anche nell'altra commedia da regista attrice È più facile per un cammello..., questa volta Valeria si perde, totalmente. Com'è solita, usa il pubblico come sfogatoio dei suoi vissuti privati e delle sue paturnie. Ma non accalappia, anzi, respinge. Suscitando la tentazione di uscire precocemente dal cinema.


Snocciolando i dati Cinetel in modo inclemente, scendendo e scendendo ancora nella classifica, ecco che finalmente troviamo C'è tempo di Walter Veltroni. Quel Walter Veltroni lì, sì, il politico, ex sindaco di Roma, ex ministro, ex vice presidente del Consiglio, ex leader del Partito democratico.
Dopo aver realizzato alcuni documentari, ha fatto il grande passo: un film di fiction. Protagonista un osservatore di arcobaleni: la metafora dei politici della sinistra italica degli ultimi tempi? Lo interpreta Stefano Fresi, che con la sua mole di grande talento prova a salvare la baracca, senza riuscirci. Walter ha nelle mani entusiasmo e difetti dei principianti: buona volontà e macroscopiche ingenuità tecniche.
Com'è andato C'è tempo al botteghino? Un flop. In sala dal 7 marzo, ha incassato solo 
283.428,33 euro. Spettatori? 46.509. Poco più degli abitanti del quartiere Aurelio di Roma. C'è tempo, forse. Ma forse no.


Questo inizio 2019 non fa che confermare la tendenza recente del cinema italiano: nel 2018, nella top ten dei migliori incassi in Italia, non ci fu neanche un connazionale. Nessun film tricolore sfiorò quota 10 milioni di euro (il miglior italiano fu A casa tutti bene di Gabriele Muccino, undicesimo e fermo a 9,1 milioni). Eppure sono stati davvero tanti - troppi - i film italiani usciti in sala: 205, una media di quasi quattro a settimana. Di questi solo tre hanno superato i 5 milioni di incassi. 
Anche gli incassi complessivi in Italia, nel 2018, non furono felici: 555.445.372 euro, ovvero il 4,98% in meno rispetto al 2017. Però con un incremento della somma derivata da soli film italiani, corrispondente a 127 milioni di euro (+
23% rispetto al 2017).

In tutto questo imperversare di numeri, se la ride intanto Alessandro Genovesi con 10 giorni senza mamma. Non è certo Mario Monicelli, ma la sua commedia con Fabio De Luigi e Valentina Lodovini, uscita il 7 febbraio, finora ha incassato 7.377.960 euro (1.174.639 presenze) ed è sesta nella top ten dell'anno, precedendo Creed II (uscito il 24 gennaio), Dragon Trainer 3 (uscito il 31 dicembre 2018) e Il corriere - The mule di sua maestà Clint Eastwood (uscito il 7 febbraio). 

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