I 10 film più belli di tutti i tempi secondo Stanley Kubrick

Al primo posto I vitelloni del nostro Federico Fellini. In top ten c'è anche La notte di Michelangelo Antonioni

I vitelloni, Alberto Sordi

Alberto Sordi ne "I vitelloni" di Federico Fellini – Credits: Mondadori Portfolio/Picture Desk Images

Simona Santoni

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Il 31 ottobre scoccheranno vent'anni dalla morte di Federico Fellini, ma il suo cinema è ancora così contemporaneo e il suo nome inequivocabilmente inserito nell'Olimpo della settima arte. Nella classifica dei film più belli di tutti i tempi secondo la critica internazionale c'è al decimo posto il suo . E sorpresa ancor più risonante è scoprire che I vitelloni è stato il film più amato da un tal Stanley Kubrick. Sì, l'autore di 2001: Odissea nello spazio e Shining lo ha messo al primo posto della sua personale top ten, in cui ha inserito anche La notte di Michelangelo Antonioni.

Ecco la lista dei dieci film preferiti da Kubrick, la prima e probabilmente unica mai redatta secondo il British Film Institute, consegnata nel 1963 alla rivista americana Cinema (che era stata fondata l'anno prima e cessò le pubblicazioni nel 1976). Si ha pertanto a che fare con i gusti di un regista ancora trentacinquenne, che comunque da poco aveva realizzato Rapina a mano armata (1956), Spartacus (1960) e Lolita (1962).

1) I vitelloni di Federico Fellini (1953)

Leone d'oro a Venezia, è un omaggio scanzonato che Fellini fa alla Rimini della sua adolescenza. Un gruppo di cinque perditempo, irresponsabili figli di mammà, è deliziosamente capitanato da Alberto Sordi. 

 

2) Il posto delle fragole (Smultronstället) di Ingmar Bergman (1957)

Orso d'oro al Festival di Berlino, ha lanciato Bergman sulla scena internazionale. È un film che esalta il valore degli affetti, con uno stupendo Victor Sjöström che interpreta il professore che in compagnia della nuora, mentre è in viaggio per andare a ritirare un premio, fa visita alla vecchia madre, tra incubi, sogni e ricordi. 

 

3) Quarto potere (Citizen Kane) di Orson Welles (1941)

Film d'esordio di Welles e già capolavoro modernista, con innovazioni tecniche e artistiche, è una potente riflessione sul capitalismo statunitense. 

 

4) Il tesoro della Sierra Madre (The Treasure of the Sierra Madre) di John Huston (1948)

Premio Oscar per la migliore regia a John Huston, che ha vinto anche quello per la migliore sceneggiatura non originale (Oscar anche a Walter Huston, padre del regista, come attore non protagonista). È un western che segue tre avventurieri alla ricerca di una vena aurifera nella Sierra Madre. Con Humphrey Bogart.

 

5) Le luci della città (City Lights) di Charlie Chaplin (1931)

Film muto, capolavoro di Chaplin, tra i più commoventi della storia americana. Il tragico si unisce al comico, con uno Charlot vagabondo scambiato per un miliardario da una giovane fioraia cieca. 

 

6) Enrico V (Henry V) di Laurence Olivier (1944)

Diretto ed interpretato dal regista attore britannico Olivier, è tratto dall'omonima opera teatrale di William Shakespeare.

 

7) La notte di Michelangelo Antonioni (1961)

Orso d'oro al Festival di Berlino e David di Donatello per la regia, è il capitolo centrale della cosiddetta "trilogia esistenziale", incastonato tra L'avventura e L'eclisse. Nella Milano dei primi anni '60, in pieno boom economico, si muove una coppia in crisi interpretata da Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau. Con un'affascinante Monica Vitti.

 

8) Un comodo posto in banca (The Bank Dick) con W.C. Fields (1940)

Diretto da Edward F. Cline e interpretato dal celebre e bizzarro comico W.C. Fields, che ne è anche l'autore, è la storia di un perdigiorno ubriacone assunto come guardia di sicurezza in una banca, suo malgrado capace di sventare una rapina. 

 

9) Condannatemi se vi riesce! (Roxie Hart) di William A. Wellman (1942)

Commedia americana ambientata nella Chicago degli anni '20, racconta la storia di Roxanne "Roxie" Hart (una meravigliosa Ginger Rogers), showgirl accusata di omicidio. Il personaggio sarà ripreso da Renée Zellweger in Chicago (2002) di Rob Marshall.

 

10) Gli angeli dell'inferno (Hell's Angels) di Howard Hughes (1930)

Diretto e prodotto da Hughes, magnate dell'aeronautica, è il primo film per cui è stato utilizzato il termine kolossal. Costò 3,8 milioni di dollari (tantissimi per l'epoca), incassandone circa 8. Ambientato durante la Prima guerra mondiale, racconta le vicende di due fratelli che si arruolano nell'aviazione francese, prima innamorati di una stessa donna quindi disperati per sua causa.

 
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