Cinema

I film più belli del 2019 (finora)

Al primo costume una commedia in costume capolavoro di regia e sagacia. Quindi un gioiellino danese, la supereroina dai pugni di fuoco e...

I film più belli del 2019

Simona Santoni

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Commedie in costume che non sanno per nulla di naftalina, perle di arguzia registica, horror psicologici innovativi, thriller minimalisti puntellati da sceneggiature ad alta tensione. Tra i film usciti al cinema in Italia nel 2019, finora, ecco quelli che ci sono piaciuti di più. 

Ecco i film migliori del 2019.

 

9) Captive State di Rupert Wyatt

Vietato distrarsi: film ambientato in un futuro distopico in cui gli alieni sono i nostri nuovi amministratori, mette insieme informazioni cifrate e intricate a ritmo stellare. Se si tiene duro, fiato sospeso, concentrazione alta, il risultato finale è intrigante e godibile. 

8) Remi di Antoine Blossier

Raramente la trasposizione cinematografica dei classici della letteratura produce buoni film. Questa versione in live action del piccolo senza famiglia Remi ideato Hector Malot, invece, smentisce la consuetuine e spazza via ogni pregiudizio: è un'avventura emozionante e luminosa, molto più solare dei ricordi d'infanzia della serie animata. Meravigliosi i paesaggi sconfinati e verdissimi ripresi in cinemascope.

7) La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi

Dal libro di Roberto Saviano, un racconto di adolescenze negate. Un gruppo di ragazzini di Napoli precipita quasi casualmente, quasi inevitabilmente, nella Gomorra dei grandi, passando dall'entusiasmo infantile e cieco per la prima pistola alle prime acciecanti morti. Regia solida, incisiva la fotografia di Daniele Ciprì.

6) Noi di Jordan Peele

Il regista di Scappa - Get out sorprende ancora. Con un horror psicologico e sociopolitico che ha diverse chiavi di lettura, indizi da scoprire, allegorie da rivelare. Significati che affiorano. Come i doppi, le nostre parti oscure che diventano il nemico peggiore di Lupita Nyong'o e famigliola. Con il Sogno americano preso a forbiciate.

5) Un valzer tra gli scaffali di Thomas Stuber

Tra i corridoi di un supermercato si muove un microcosmo di umanità fatto di solitudini, malinconie e complicità, ma anche di gesti e abitudini che è bello imparare a conoscere. Un film - tedesco - delicato, sulla poesia delle piccole cose e della quotidianità, di minuscole ritualità che si ripetono, oggi e poi domani e l'indomani ancora. Tra reparti di pasta e muletti, ecco intanto nascere una quasi storia d'amore

4) Green book di Peter Farrelly

Un buttafuori italoamericano e un pianista nero nell'America degli anni '60. Un'amicizia improbabile in cui le differenze si rivelano risorse, tra situazioni e dialoghi esilaranti e spunti di riflessione. Gli americani hanno trovato il loro Quasi amici - Intouchables (la commedia francese di successo del 2011). Divertente Viggo Mortensen, pur tra i tanti cliché appositamente esasparati. A prender l'Oscar però è stato Mahershala Ali. Premio Oscar anche come miglior film. 

3) Captain Marvel di Anna Boden e Ryan Fleck

Dopo 20 film Marvel dedicati a protagonisti maschili, ecco il personaggio che aspettavamo. La Captain Marvel interpretata da Brie Larson è solida, umana, dai pugni di fuoco. Poche parole e tanta sostanza, sa cadere e rialzarsi, sa riconoscere i propri limiti e farne la sua forza, sa aprire lo sguardo oltre i pregiudizi e accogliere diversità e straniero. E poi il film è ambientato nei mitici anni '90: un croccante e simpatico effetto nostalgia, usato con sobrietà.

2) Il colpevole - The Guilty di Gustav Möller

Chi ha amato Locke, apprezzerà anche questo gioiellino danese, che del film di Steven Knight ricorda il minimalismo e le svolte narrative che si muovono unicamente sul filo di un telefono. C'è un uomo solo (Jakob Cedergren), all'interno di un angusto distretto di polizia; al centralino per le emergenze, cerca di salvare la vita di una donna dall'altra parte della cornetta. Tensione ed emozioni. Un thriller in cui non si vede niente ma si immagina tanto.

1) La favorita di Yorgos Lanthimos

Sagacia che stuzzica senza tregua, inquadrature mai convenzionali e ipnotiche. Il regista greco tocca la vetta con questa commedia in costume che sfoggia il bestiario umano ronzante attorno alla regina Anna d’Inghilterra, primi anni del XVIII secolo, tra giochi di potere e giochi di letto. Meraviglioso il trittico di donne in uterina battaglia di umore e amori: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz. L'espressività dei loro visi toglie il fiato. Agli Oscar avrebbe meritato molto molto molto di più.

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