Simona Santoni

-

Il 2016 si sta avviando alla sua conclusione ed è già tempo di bilanci per il New York Times. I tre critici del quotidiano americano stilano le loro personali top ten di film più belli dell'anno. Come capita anche da noi, è abbastanza notevole la differenza tra ciò che il pubblico vede di più al cinema (tipo Captain America: Civil War e Alla ricerca di Dory, i dominatori degli incassi a stelle e strisce), e ciò che gli addetti ai lavori più gradiscono e mettono ai primi posti delle loro classifiche, che sono per lo più titoli passati per i grandi festival internazionali.

Il film che in assoluto raccoglie più consensi e mette d'accordo tutti e tre i critici è Moonlight di Barry Jenkins, che racconta la vita - dall'infanzia all'età adulta - di un ragazzo di colore gay che lotta per trovare il suo posto nel mondo dopo essere cresciuto in un quartiere malfamato alla periferia di Miami (era stato il film di apertura delle Festa di Roma). A ruota il doc O.J.: Made in America di Ezra Edelman. Complice l'attualità americana, con i frequenti scontri tra polizia e comunità nera, sembra molto sentita anche al cinema la questione razziale. 
Fa un bel piacere ritrovare anche due film italiani: A bigger splash di Luca Guadagnino, remake de La piscina ambientato in una Pantelleria di desideri e contrasti e interpretato da un cast internazionale tra cui spiccano Tilda Swinton e Ralph Fiennes, e Fuocoammare di Gianfranco Rosi, il candidato all'Oscar 2017 per i nostri colori. Che sia un buon segno?

La top ten di Manhola Dargis:

1) No Home Movie di Chantal Akerman (ultimo film della regista belga morta l'anno scorso, è un doc sulle conversazioni tra la donna e la madre, pochi mesi prima della scomparsa di quest'ultima)
2) Toni Erdmann di Maren Ade
3) Moonlight di Barry Jenkins
4) O.J.: Made in America di Ezra Edelman (documentario che esplora due delle più grandi fissazioni americane - razza e celebrità - attraverso la vita di O.J. Simpson)
5) I miei giorni più belli di Arnaud Desplechin
6) I Am Not Your Negro di Raoul Peck (doc con la voce narrante di Samuel L. Jackson, parla della lotta degli afroamericani per i diritti civili)
7) Arrival di Denis Villeneuve
8) The Handmaiden di Park Chan-wook 
9) 13TH di Ava DuVernay (doc che denuncia l'applicazione discriminatoria del 13° emendamento della Costituzione americana, ai danni della popolazione nera, usando il carcere come strumento di controllo e repressione)
10) From the Notebook of... di Robert Beavers (terminata nel 1971 e rielaborata nel 1998, è una riflessione sul cinema proiettata al New York Film Festival)


La top ten di A.O. Scott:

1) Moonlight di Barry Jenkins
2) O.J.: Made in America di Ezra Edelman
3) Toni Erdmann di Maren Ade
4) Cameraperson di Kirsten Johnson (direttrice di fotografia di molti doc, la regista ha raccolto materiali provenienti dalla lavorazione di film a cui ha lavorato, mescolandoli a filmati della sua famiglia, in una sorta di diario)
5) Aferim! di Radu Jude (film rumeno Orso d'argento a Berlino, ambientato nella Romania di inizio Novecento, dai toni picareschi)
6) American Honey di Andrea Arnold
7) Aquarius di Kleber Mendonça Filho
8) Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia di Greg Tiernan e Conrad Vernon
9) A bigger splash di Luca Guadagnino
10) Elle di Paul Verhoeven


La top ten di Stephen Holden:

1) Moonlight di Barry Jenkins
2) O.J.: Made in America di Ezra Edelman
3) American Honey di Andrea Arnold
4) El Abrazo de la Serpiente di Ciro Guerra
5) Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan
6) Boi neon (Neon Bull) di Gabriel Mascaro (film drammatico brasiliano, premio Speciale della giuria nella sezione Orizzonti a Venezia 2015)
7) Fuocoammare di Gianfranco Rosi
8) Elle di Paul Verhoeven
9) Aquarius di Kleber Mendonça Filho
10) Chaharshanbe Suri (Fireworks Wednesday) di Asghar Farhadi; Krisha di Trey Edward Shults; Sunset Song di Terence Davies; Wiener-Dog di Todd Solondz; The Beatles: Eight Days a Week di Ron Howard; Chronic di Michel Franco; Best worst thing that ever could have happened di Lonny Price; 20th Century Women di Mike Mills; 13TH di Ava DuVernay; Paterson di Jim Jarmush; L'avenir (Things to come) di Mia Hansen-Løve.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

I film più belli del 2016

Al primo posto un'opera solida e rigorosa. Che trova nella sua verità la forza per centrare i cuori. E al secondo posto una perla italiana

Commenti