Simona Santoni

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Se il possibile obiettivo del ministero della Salute ora è vietare l'uso eccessivo di sigarette in film e fiction italiane, quale sarà il prossimo passo? Impedire la proiezione di cult come Casablanca con Humbry Bogart e la sua inseparabile "bionda"? Togliere la cicca di bocca a Lupin e al suo fido amico di cartoon Jigen o nascondere in soffitta il dipinto Erna con sigaretta di Ernst Ludwig Kirchner? 

Ironia a parte, molti registi italiani - da Francesca Archibugi a Paolo Sorrentino, da Gabriele Muccino a Paolo Virzì, da Mario Martone a Gabriele Salvatores - già hanno preso posizione contro l'annuncio del ministro Beatrice Lorenzin, che in occasione dei dieci anni della legge Sirchia ha ipotizzato un nuovo provvedimento sul divieto di fumare nei film e nelle serie televisive, qualora le sigarette dovessero "essere accese in un numero eccessivo di scene".

L'associazione 100autori ha diffuso una nota sostenendo che "ritiene inaccettabile questa norma che pure rientra in una stretta di interventi legittimi per limitare i danni del fumo in spazi fisici pubblici". E ancora: "Autori e registi hanno solo una missione che è quella di proporre nuove storie, idee e sguardi per raccontare il nostro paese. Che è anche l'unico modo per far crescere e rafforzare quella industria dell'immaginario dove ogni spettatore possa ancora meravigliarsi, stupirsi, scoprire quello che non sa e prendere le distanze da modelli di comportamento che non condivide, proprio perché ha la possibilità di vederli rappresentati. Per questo 100autori invita il governo a fare subito un passo indietro su un disegno di legge che potrebbe limitare il racconto della vita dei personaggi, violando quella libertà di espressione che è alla base della nostra vita democratica". 

Se l'arte racconta la vita, e se nella vita ancora molti fumano, perché censurare la vita e l'arte?

In questa gallery tanti cult del cinema con la sigaretta (o pipa o sigaro) in bocca.

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