Tra i film usciti nelle sale italiane nel corso del 2016, ecco quelli più belli (secondo me). Al primo posto un'opera solida e rigorosa, che trova nella sua verità la forza per centrare i cuori. Al secondo posto, una sorpresa italiana. Il terzo posto? Una commedia francese stravagante e raffinata, che conquista irrimediabilmente.
Tra i diversi immancabili titoli americani, è forte la presenza europea (oltre a film francesi e italiani, diversi quelli tedeschi). Anche grazie alla spinta della Mostra di Venezia, si fa sentire il cinema sudamericano.


28) The Hateful Eight di Quentin Tarantino

Non è il miglior Tarantino. Scuro e corposo, dal ritmo tutt'altro che arrembante, è un western prolisso che si tinge di giallo, dall'estetica a tratti abbacinante e dai dialoghi mordaci. Le due perle? L'inizio con la diligenza che corre tra la neve e la colonna sonora strepitosa del nostro Ennio Morricone. Da Oscar.

27) Veloce come il vento di Matteo Rovere

Un film italiano su corse d'auto, legami famigliari scombussolati e passioni pulsanti, con tanto cuore, adrenalina e gradevoli stille umoristiche. Con Stefano Accorsi tossico tragicomico e la bella sorpresa dell'attrice esordiente Matilda De Angelis. 

26) Lui è tornato di David Wnendt

E se Hitler rinascesse ai giorni nostri? Dal libro bestseller di Timur Vermes al cinema, una satira sorniona e inquietante, che esplode graffiante sul finale. E imprime in mente, anche più di Giornate della Memoria, quanto sia importante ricordare.

25) Colonia di Florian Gallenberger

Ne abbiamo visti di lager e film su atrocità umane (veramente accadute). Ormai siamo vaccinati e quasi inscalfibili. Eppure questo spaccato di follia e sadismo nel Sud del Cile di Pinochet angoscia. E sconcerta. Gli abusi della setta tedesca di Colonia Dignidad sono forse poco noti. Emma Watson e Daniel Brühl efficaci strumenti di un altro incubo da ricordare.

24) Indivisibili di Edoardo De Angelis

In bilico tra bellezza e deformità, tra grottesco e poesia. In una Castel Volturno ferita e contraddittoria, le gemelle Viola e Dasy (Angela e Marianna Fontana) sono forza viva e fulgente, avvolte dal melò napoletano rassicurante e dai ricatti dei genitori.

23) Quando hai 17 anni di André Téchiné

Due ragazzi, due contesti sociali diversi, osservati con verità e intelligenza. Una storia di adolescenza e d'amore (omosessuale) che indaga l'instintività più cruda di quell'età, sotto gli occhi del maestoso paesaggio pirenaico. 

22) Doctor Strange di Scott Derrickson

Finalmente un supereroe Marvel che porta una ventata di freschezza e... magia! Tra proiezioni urbane affascinanti alla Inception e i misteri del multiverso affidati a una sfuggente Tilda Swinton, Benedict Cumberbatch conquista pure in mantello rosso.

21) The Nice Guys di Shane Black 

Commedia di pugni, stravaganze e misteri nell'industria del porno. C'è tanto da ridere, avvolti dall'eccentrica e sfolgorante estetica anni '70 e dalla chimica assoluta e demenziale tra Russell Crowe e Ryan Gosling, novelli Starsky & Hutch super idioti.

20) Fuocoammare di Gianfranco Rosi

Doc italiano vincitore della Berlinale, esplora con sguardo sincero Lampedusa, universo complesso meta di speranze, rifugio e morte per migliaia di migranti. Ci fa anche far conoscenza coi lampedusani, entrando nella loro quotidianità semplice e generosa.

19) Paterson di Jim Jarmusch

Una commedia lenta, lirica, ripetitiva e nuova, come la quotidianità che si reitera, uguale e diversa. Il re dell'indie americano compie uno studio dell'umano, cogliendo la poesia delle piccole cose e dell'abituale quotidianità. Con Adam Driver, autista metodico, e Golshifteh Farahani, moglie dalle mille aspirazioni.

18) La mia vita da zucchina di Claude Barras

Un confetto d'animazione franco-svizzera. Protagonista un bimbetto orfano soprannominato Zucchina: la vita in istituto può essere anche felice e riscaldata dalle amicizie. Tanta poesia e stop motion adorabile.

17) Room di Lenny Abrahamson

Il regista irlandese sorprende meno rispetto al suo fresco precedente, Frank. Racconta però l'orrore con sensibile eleganza. Tramite la violenza rende protagonista la forza dell'amore. Se Brie Larson si è meritata l'Oscar come migliore attrice, il piccolo Jacob Tremblay è delizioso e dolcissimo, da cuore in gola.

16) Captain Fantastic di Matt Ross 

Viggo Mortensen (all'ennesimo nudo integrale) è padre stravagante e risoluto che educa i sei figli come "Re filosofi", in montagna lontani da smartphone, fast food e ipocrisie. Maneggiano armi e citano Noam Chomsky. Ma non conoscono la vita vera. Un film colorato e un po' ruffiano, che offre sorrisi ed emozioni e stimola la riflessione.

15) Al di là delle montagne di Jia Zhang-Ke

Tutto inizia con un triangolo amoroso, che disorienta. Ma pian piano, attraverso le vicende dei singoli, si muove un racconto universale su dove conducono le scelte che facciamo. Sullo sfondo la Cina in trasformazione e il capitalismo che ingloba i sentimenti. Stile pensoso orientale, che entra dentro lentamente, ma poi ci rimane.

14) Land of mine - Sotto la sabbia di Martin Zandvliet 

È quasi una tortura tener gli occhi aperti e non cedere alla tentazione di non guardare, mentre quei ragazzini con divisa da soldati nazisti sono costretti a disennescare mine, inesperti e affamati, frugando tra la sabbia lucente delle coste danesi, a un soffio da esplosioni e morte. Ritaglio di storia post-bellica poco noto, è curato, tesissimo e pieno di umanità

13) Creed - Nato per combattere di Ryan Coogler

Quanto ci sa fare Coogler! Il reboot della saga di Rocky è croccante, avvincente, non scevro di emozioni. Usa citazioni e richiami col passato ma non ne abusa. Rispolvera un Sylvester Stallone malinconico e coraggioso e cesella uno spettacolare e memorabile piano sequenza sul ring. 

12) Sully di Clint Eastwood

Un eroe comune, la storia incredibile dell'ammaraggio sull'Hudson, un film solido e appassionante. Clint Eastwood fa il Clint Eastwood, anche se Tom Hanks fa un po' meno il Tom Hanks trasformando la pacatezza del capitano Sully in scarso carisma.

11) Il Clan di Pablo Trapero 

Una famiglia borghese nell'Argentina appena uscita dalla dittatura. Tra amabili scene domestiche, spensierate canzoni anni '80 e il volto angelico del figlio atleta (Juan Pedro Lanzani), l'orrore sembra normalità. Formidabile e inquietante Guillermo Francella. Sinistra storia vera, Leone d'argento a Venezia 2015.

10) Il cittadino illustre di Mariano Cohn e Gastón Duprat

Film argentino acuminato, originale e intelligente. Protagonista uno scrittore disilluso, il magnifico Oscar Martínez, Coppa Volpi a Venezia. Col suo breve ritorno al paesino d'origine, si apre una tragicommedia divertente che evidenzia la distanza tra artista e pubblico, tra progresso e provincia.

9) La canzone del mare di Tomm Moore

Cartoon poetico, magico, commovente, combina sorprendente ricchezza e profondità narrative alla semplicità genuina dei disegni, evocativi e seducenti. Riesce a intrecciare con intelligenza leggende del folklore irlandese in una fiaba contemporanea.

8) Il figlio di Saul di László Nemes

Ungherese premio Oscar come miglior film straniero, ci mostra l'orrore di Auschwitz di sbieco, per brandelli, in spiccioli di inferno. Quasi mai frontalmente. La fabbrica della morte rivive nella sua abitudinaria brutalità attraverso lo sguardo dei Sonderkommando, ebrei costretti dai nazisti ad assisterli nello sterminio.

7) Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson

Originalità e poesia in stop-motion scavano nelle anse più buie dell'anima. Con arguzia e ironia. Il forte realismo dei pupazzi protagonisti si coniuga a una sottile liricità, che sa arrivare al cuore della solitudine e della disperazione, esplorando la fragilità dei rapporti.

6) Ti guardo di Lorenzo Vigas

Un incontro violento che sa di marcio si trasforma in qualcosa che assomiglia a un rapporto padre-figlio, che è un abbraccio d'anime, che prende tinte d'amore. Una storia aspra e cruda, pennellata da sporadica e viscerale tenerezza. Leone d'oro a Venezia 2015.

5) Il libro della giungla di Jon Favreau

Remake Disney in live-action del cartoon del 1967, seduce la vista e il cuore. Ci sposta rapidamente da una scena mozzafiato a un'altra, seguendo le sfide del simpatico Mowgli interpretato da Neel Sethi, unico personaggio in carne e ossa. È stupefacente sapere che il magnifico spettacolo della giungla e dei suoi fieri animali è creazione digitale. 

4) Io, Daniel Blake di Ken Loach

Una storia di ostacoli burocratici e indigenza, dove lo Stato mette alla fame i suoi cittadini. Fa scendere lacrime, senza sentimentalismi o fronzoli. Basta l'essenza asciutta dei fatti per commuovere. Palma d'oro a Cannes.

3) Il condominio dei cuori infranti di Samuel Benchetrit

In una periferia quasi addormentata incontri di solitudini, tenerissimi e spassosi. Una commedia stravagante e raffinata, con tre storie di caduta, sei personaggi in cerca d'amore. Il regista e scrittore francese li osserva con sguardo intelligente, dolce, crudele, divertito. 

2) Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti

È la magnifica sorpresa italiana dell'anno. Un'autentica gioia cinematografica, che spolpa diversi generi, ne prende brandelli e li unisce insieme con cura e sagacia facendone un insieme innovativo e croccante. Un cinecomic divertente, pulp, scuro, ironico, romantico. Da applausi. 

1) Il caso Spotlight di Tom McCarthy

L'Oscar al miglior film 2016 non è arrivato per caso. Con rigore e un'ottima prova corale, ci porta dentro l'inchiesta del Boston Globe che rivelò i crimini pedofili - ripetuti e occultati - dentro la Chiesa cattolica di Boston. Non è solo denuncia, ma anche un'ode al giornalismo investigativo. Non ricorre al melodramma. Basta la verità dei fatti per centrare i cuori.

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