Festival del film di Roma, i titoli più attesi

La rassegna capitolina torna popolare, tra commedie e red carpet. Tre gli italiani in concorso

Una foto di scena de "I corpi estranei" di Mirko Locatelli con Filippo Timi (Ansa)

Simona Santoni

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Dopo che l'anno scorso il Marc'Aurelio d'Oro era stato assegnato Marfa Girl di Larry Clark, opera mai uscita in sala e distribuita solo sul web, e il premio alla regia a Paolo Franchi per il fischiatissimo E la chiamano estate, il Festival del film di Roma cambia rotta e ritorna popolare, com'era nato, nel segno della "Festa".

La sua ottava edizione, la seconda sotto la direzione di Marco Müller, negli anni passati alla guida della Mostra del cinema di Venezia prima del Barbera bis, si terrà all'Auditorium dall'8 al 17 novembre. "Tornerà ad essere un Festival-festa" ha detto il critico cinematografico. "Abbiamo capito la primavera scorsa che questa era la naturale vocazione di questa manifestazione e ci siamo adattati cambiando in corsa e realizzando un programma più adatto a una festa del cinema che a un Festival classico". Qualcosa di più simile al Festival di Toronto che alla Mostra lagunare ("potrebbe essere un Toronto europeo"). 

Per far capire al direttore artistico che il festival di Roma ha vocazione popolare, a primavera sono scese in campo le istituzioni, dal Comune alla Regione, dalla Provincia alla Camera di commercio. "Non potevo sapere quale indirizzo dare al festival," ha detto Müller, "questo è stato possibile dopo che si sono definite le presidenze di Regione e Provincia e il sindaco di Roma". 

Sono pertanto attese grandi star internazionali ("i nomi saranno comunicati dalle case di produzione"), stuoli di tappeto rosso e ben due madrine. Reticenze però si sono avute sui nomi delle due donne. Quella di apertura si prevede che sarà Sabrina Ferilli ("Non posso dire il nome, ma è l'attrice che rappresenta la 'mamma Roma' ideale"), quella di chiusura non è stata ancora decisa ma non sarà un'attrice romana. 

Sono tre i film italiani in concorso: I corpi estranei con Filippo Timi alla regia di Mirko Locatelli, al suo secondo lungometraggio dopo Il primo giorno d'inverno (2008) presentato nella sezione Orizzonti a Venezia; Take five di Guido Lombardi, reduce del successo di Là-bas - Educazione criminale (2011), con Gaetano Di Vaio e Peppe Lanzetta; Tir, produzione croata-italiana diretta da Alberto Fasulo, già autore del documentario Rumore bianco (2008).

L'apertura sarà affidata a una commedia, L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi, con Elio Germano e Alessandra Mastronardi.

I film in concorso sono 18, di cui 12 in prima mondiale. Tra i titoli in gara Dallas Buyers Club del canadese Jean-Marc Vallée, direttamente dal festival di Toronto, con Matthew McConaughey e Jennifer Garner; il regista-cult giapponese Takashi Miike con The mole song (Miike presenta anche, come evento speciale fuori concorso, il mediometraggio Blue planet brothers); Blue sky bones, opera prima di Cui Jian, pioniere della musica rock in Cina e vincitore due settimane fa a Sanremo del Premio Tenco per la musica d'autore; dagli States Her di Spike Jonze con Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson e Out of the furnace di Scott Cooper con Christian Bale, Woody Harrelson e Zoë Saldana.

Tra i film fuori concorso Come il vento di Marco Simon Puccioni (già autore di Riparo), liberamente ispirato alla vita di Armida Miserere, una delle prime donne direttrici di carcere, con Valeria Golino, Filippo Timi, Francesco Scianna, Chiara Caselli; la prima dell'attesissimo secondo episodio di Hunger Games, La ragazza di fuoco di Francis Lawrence con Jennifer Lawrence presente sul red carpet; Snowpiercer del sudcoreano Joon-ho Bong, già autore del gangster movie The Host (2006), con Chris Evans, Tilda Swinton, Ed Harris e Octavia Spencer.

Nella sezione CinemaXXI, dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale senza distinzione di genere e durata, c'è in apertura L'amministratore di Vincenzo Marra, documentario su Umberto Montella, amministratore di condomini a Napoli le cui giornate trascorrono fra riunioni, incontri e problemi quotidiani di piccola e grande portata. Ma soprattutto c'è la prima mondiale di Fear of Falling, nuovo film del regista de Il silenzio degli innocenti Jonathan Demme, basato sul racconto Il costruttore Solness di Henrik Ibsen.

Non mancherà un omaggio ai grandi protagonisti del cinema italiano, da Giuliano Gemma e Carlo Lizzani recentemente scomparsi (con la proiezione di Arrivano i titani con un giovanissimo Gemma e uno dei film più noti del regista romano, Il processo di Verona) a Federico Fellini, morto venti anni fa (proiezione della copia restaurata de Le tentazioni del dottor Antonio, episodio di Boccaccio '70, oltre al documentario di Antonello Sarno Federico degli spiriti - L'ultimo Fellini).

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