Simona Santoni

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Pedro Almodóvar con i suoi tormenti da regista, Jim Jarmusch con i suoi morti viventi, Elton John tributato con il biopic Rocketman, Quentin Tarantino e gli echi di Charles Manson... E finalmente Bellocchio. Dal 14 al 25 maggio il 72° Festival di Cannes porta in Costa Azzura 114 film, con il moltiplicarsi di star al seguito. 

Ecco le foto più belle sul red carpet o al photo call. Registi, attori, ospiti... Ed ecco un breve reseconto, giorno per giorno, dalla Croisette.

24 maggio: Stallone e Rambo V, Kechiche e il cunnilingus 

Sylvester Stallone è al festival di Cannes per promuovere Rambo V - Last Blood, ha girato pochi mesi fa. Nel nel cast Paz Vega e Oscar Jaenada. 
Stallone, ancora una volta nei panni dell'iconico Rambo, ha l'onore di una proiezione speciale al Palais des Festivals durante la quale presenta alcune immagini del quinto episodio della saga dell'eroe Rambo. 

Intanto fa discutere Mektoub, My Love: Intermezzo, film in concorso firmato Abdellatif Kechiche, secondo capitolo di Mektoub, My Love: Canto Uno del 2017, lungo ben 4 ore. Segue ancora la storia di Amin e Ophélie, sulla costa di Montpellier, tra balli, carni al vento e sesso. Ha creato scalpore in particolare una scena esplicita di cunnilingus di 13 minuti, che ha fatto uscire dalla sala diversi spettatori. 

23 maggio, applausi per Bellocchio

Ha avuto un'accoglienza molto buona, forse anche superiore alle attese della vigilia, la prima del film di Marco Bellocchio Il traditore, unico italiano in corsa per la Palma d'oro. Applausi e il nome "Marco", ritmato dal pubblico in sala, tra gli abbracci del cast. Circa 13 minuti di applausi, tra le migliori accoglienze dei film a Cannes quest'anno.

Il regista de I pugni in tasca questa volta racconta la storia di Tommaso Buscetta, primo grande pentito di mafia, interpretato da Pierfrancesco Favino, per la prima volta a Cannes.
Accanto a lui Fausto Russo Alesi nei panni di Giovanni Falcone, il magistrato ucciso da Cosa Nostra; Luigi Lo Cascio è il mafioso e collaboratore di giustizia Totuccio Contorno.  

Il film esce nelle sale italiane lo stesso 23 maggio, giorno della ricorrenza della strage di Capaci.

22 maggio, Xavier Dolan e quel bacio

Xavier Dolan torna a Cannes, al festival che l'ha scoperto, lanciato, adorato, premiato. La prima volta qui fu nel 2009, con il suo primo film girato su una sceneggiatura scritta a soli 16 anni, J'ai tué ma mère, inserito nella Quinzaine des Réalisateurs.
A trent'anni appena compiuti e alle spalle un Premio della giuria per Mommy e un Grand Prix per È solo la fine del mondo, torna in veste di regista attore in corsa per la Palma d'oro con Matthias & Maxime.

Film accolto tiepidamente, racconta il lento passaggio di un'amicizia maschile verso l'amore. Un bacio, dato per gioco in occasione delle riprese di un girato amatoriale, lascia nei due protagonisti il segno di qualcosa che ancora non conoscono.

Il miglior Tarantino degli ultimi anni

Quentin Tarantino irrompe a Cannes con Once Upon a Time... in Hollywood (C'era una volta... a Hollywood), il film più atteso al Festival, che non delude le attese. Dopo la proiezione serale, infatti, la critica internazionale lo celebra come il miglior film di Tarantino degli ultimi anni

Il regista americano, già Palma d'oro nel 1994 per Pulp Fiction, mette per la prima volta insieme Brad Pitt e Leonardo DiCaprioEntrambi hanno già recitato per lui, Pitt in Bastardi senza gloria, DiCaprio in Django Unchained

21 maggio, Huppert e Ardant aspettando Tarantino

Oggi è il giorno più atteso a Cannes: arriva Quentin Tarantino e la sua parata di super star, ovvero Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie. Per il suo film in concorso Once Upon a Time... in Hollywood proiezione nel tardo pomeriggio.
Il regista statunitense intanto sui social invita tutti ad evitare lo spoiler. E in contemporanea con il suo red carpet, arriva il lancio nuovo trailer del film. Eccolo:


Nell'attesa, passerella di grandi dive francesi. Isabelle Huppert è la protagonista del film in corsa per la Palma d'oro Frankie dell'americano Ira Sachs: è una donna che deve comunicare che sta per morire alla sua famiglia allargata, mentre trascorre le vacanze a Sintra, stazione balneare portoghese.
Fanny Ardant invece è in Costa Azzurra per il film fuori concorso La Belle Epoque di Nicolas Bedos, commedia che ha divertito e sorpreso la platea, che le ha riservato molto applausi. 
70 anni da poco compiuti, la Ardant interpreta una moglie che ha un amante, forse non il solo, e nonostante l'età ha intenzione di vivere pienamente la sua vita.

20 maggio, il giovane terrorista dei fratelli Dardenne

Veterani di vittorie a Cannes, due volte Palma d'oro con Rosetta (1999) e L'Enfant - Una storia d'amore (2005), i fratelli belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne tornano in concorso con Le jeune Ahmed, storia di un adolescente che si avvicina all'estremismo islamico e progetta di uccidere l'insegnante.

Film teso che farà parlare, è ambientato nella Vallonia francofona, terra natìa dei due registi e area del Belgio che è stata base della cellulola terroristica degli attacchi di Parigi del novembre 2015.

19 maggio, Alain Delon al di là delle polemiche

Il gran giorno di Alain Delon. La super star francese, icona di bellezza degli anni '60 e '70 , in serata riceve la Palma d'oro alla carriera, riconoscimento già attribuito a Paul Belmondo e Jean-Pierre Léaud. È il suo primo premio a Cannes e sembra una ricompensa tardiva al divo che recitò per registi come Visconti, Antonioni o Melville.

Il premio arriva tra le polemiche: le femministe, infatti, hanno accusato l'attore di essere "razzista, omofobico e misogino", per alcune sue dichiarazioni del passato, e si sono opposte al riconoscimento. Ma... il cinema è il cinema, e il direttore del Festival, Thierry Frémaux, ha più volte affermato che Cannes lo premia per i suoi meriti artistici. Difendendo, tra l'altro, così l'attore: "Alain Delon ha il diritto di pensare quello che pensa".

"Stasera più che la fine di una carriera per me è un po' la fine della mia vita". Alain Delon

E lui, il bello del cinema francese, in mattinata ha voluto omaggiare proprio il mondo femminile, nell'incontro con il pubblico: "Senza le donne che ho incontrato non sarei qui, sono loro che mi hanno fatto fare questo mestiere". In serata ha ricevuto il premio dalle mani della figlia Anouchka, commovendosi tra gli applausi, con parole dolciamare: "Stasera più che la fine di una carriera per me è un po' la fine della mia vita. È difficile andarsene e devo andarmene ma prima voglio ringraziare tutti i registi con cui ho girato ma soprattuto il pubblico, perchè è il pubblico che fa le star".

18 maggio, Lelouch, Trintignant e Aimée 53 anni dopo

Un uomo, una donna, più di mezzo secolo dopo. Claude Lelouch porta a Cannes, fuori concorso, Les Plus Belles Années d'une vie, sequel del suo film del 1966 con Jean Louis Trintignant e Anouk Aimée. E i due divi francesi ci sono ancora, oggi 88 anni Trintignant, 87 Aimée, insieme alla nostra Monica Bellucci e a Marianne Denicourt. La  Bellucci interpreta la figlia di Trintignant; sul red carpet ha detto: "È un sogno essere qui e poter condividere il mondo del grande cinema con delle icone magnifiche come loro tre".

Questa è la terza puntata della love story tra e l'ex pilota automobilistico vedovo e l’assistente cinematografica, vedova anche lei. Prima, nel 1985, ci fu Un uomo, una donna oggi.

17 maggio, i dolori del vecchio Pedro

Corre per la Palma d'oro Dolor y Gloria, il film più autobiografico di Pedro Almodóvar, accolto tra applausi e lacrime di commozione. A interpretare Salvador Mallo, regista cinematografico in declino, il suo amico di lunga data Antonio Banderas. Sua madre da giovane, invece, ha il viso di una delle sue muse, Penélope Cruz.
Mallo, che tanto somiglia ad Almodóvar, è un regista chiusosi in casa da quando ha visto spegnersi la sua creatività, tormentato da guai fisici, acufeni, emicrania, fotofobia...

Un film molto intimo che, sulle note tristi di Chavela Vargas, racconta un personalissimo spleen esistenziale, diviso da un quotidiano stanco e da un vivido passato.

16 maggio con Ken Loach ed Elton John

Fuori concorso, ecco Rocketman, biopic su Elton John che mira ad avere lo stesso successo di Bohemian Rhapsody, il film musicale sui Queen. Non a caso alla regia c'è Dexter Fletcher, il regista britannico subentrato alla fine della lavorazione nel film su Freddie Mercury, in seguito alla defezione di Bryan Singer. Con Rocketman non poteva non arrivare a Cannes anche sir Elton John, in tutta la sua effervescente eccentricità. 

Sempre dal Regno Unito ecco anche a Ken Loach, il regista dell'impegno sociale che si conferma con Sorry we missed you, film in concorso, storia di un padre e una madre in difficoltà dopo la crisi finanziaria del 2008. Loach a Cannes ha già vinto la Palma d'oro per Il vento che accarezza l'erba nel 2006 e Io, Daniel Blake nel 2016.

15 maggio, la sorpresa: i miserabili delle banlieue 

La sorpresa della giornata viene dall'opera prima in concorso Les Misérables del regista francese Ladj Ly, trentottenne definito lo Spike Lee francese. "Più di un secolo dopo, la miseria è ancora presente nei luoghi raccontati da Victor Hugo", ha detto.

I miserabili di questo lungometraggio in corsa per la Palma d'oro, molto applaudito, sono i giovani arrabbiati delle banlieue di Parigi, i sobborghi attorno a Clichy-sous-Bois dove vivono molti immigrati poveri e che sono stati set cinematografico e casa di Ladj Ly.

14 maggio, l'apertura con gli zombie

L'apertura del Festival è stata affidata a The Dead Don't Die - I morti non muoiono del regista indipendente statunitense Jim Jarmusch, commedia horror-dark popolata da zombie accolta dagli applausi. Un cast pop: Bill Murray, Iggy Pop, Selena Gomez, Tilda Swinton, Tom Waits e il rapper Rza.

E in seno al film - in concorso - un messaggio ambientalista. Ecco cosa ha detto Jarmusch: "Vedere il declino della natura è terrificante e mi preoccupa molto. La politica non mi interessa, mi interessa la consapevolezza delle persone. La politica è una forma di distruzione, è politica delle multinazionali. La questione è nelle nostre mani, chiunque di noi può scegliere di boicottare certe multinazionali".


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In corsa per la Palma d'oro "Il traditore" di Marco Bellocchio. Ci sono anche Pedro Almodóvar, Ken Loach e Terrence Malick

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