Claudio Trionfera

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Il problema è: fin dove dilatare i confini del Fantasy inteso come genere cinematografico. E quali forme di cinema includere al suo interno. Risoluzione controversa, tra le molte scuole di pensiero. Ma scelta comunque non facile nella prospettiva di formulare una proposta di classifica per i film migliori della storia del cinema senza rischiare troppi insulti. In linea di principio, a differenza di altri che si sono cimentati nella stessa materia, ho inteso escludere il cinema di animazione, da una parte perché, per sua natura, è “tutto fantasy” al di là dei contenuti; dall’altra parte perché a mio parere fa genere a sé e merita una  Top10 interamente dedicata.

Detto questo, in termini di metodo, si preferisce includere nella selezione il concetto di saga nella sua integrità, dunque senza tracciare distinzioni tra i diversi film appartenenti ad una stessa serie di opere, conservando ad essa il suo significato globale nel cinema esteso alla qualità formale e stilistica. Il primo omaggio va in ogni caso fatto alla letteratura fantastica senza la quale – come spesso accaduto anche nella Sci-Fi – non esisterebbe una cinematografia fantasy. Che cosa sarebbero il cinema e le sue meraviglie senza Michael Ende, J.R.R. Tolkien, J.K. Rowling, L.Frank Baum, Pamela Lyndon Travers, tanto per citarne alcuni? E a loro volta questi autori, in qualsiasi mondo o dimensione spaziotemporale si trovino in questo momento, possono guardare con gratitudine al cinema che ha concretizzato i loro universi visionari.

Naturalmente, non tutti quelli che qua si reputano i migliori film fantasy della storia sono tratti da libri. Lo vedremo via via nella classifica che segue, raggiungendo a ritroso la vetta.

10) La bella e la bestia (1946) di Jean Cocteau

Un mito fiabesco tra i più misteriosi e affascinanti della tradizione culturale d’Europa. Origini remote, versioni a piene mani.  Quella di Cocteau, che durante le riprese si ammalò e venne in parte sostituito da René Clément (che comunque non figura nei crediti) è la migliore versione cinematografica della fiaba,  unanimemente riconosciuta come tale e destinata a entrare di diritto nella storia del cinema. Se pure primitivi, gli effetti  speciali  restano ancora sorprendenti ed evidentemente ingegnosi nella loro realizzazione “meccanica” basata anche sul movimento inverso della pellicola.

9) I banditi del tempo (1981) di Terry Gilliam

Due Monty Python (oltre Gilliam stesso, Michael Palin) ad escogitare una folle, rutilante macchina del tempo attorno al giovanissimo protagonista Kevin appassionato di letteratura favolosa e Grecia antica. Tra realtà, sogno e immaginazione questi mondi prendono forma popolandosi di personaggi  e luoghi storico-mitici mescolando Medioevo e altre epoche, futuro incluso, Agamennone e Robin Hood, La Fortezza delle Tenebre eterne e il Titanic. E via così nella festa dell’immaginario più libero che Gilliam governa in modo geniale. Alcune tracce musicali furono composte da George Harrison, fondatore della HandMade che aveva prodotto il film.

8) Edward mani di forbice (1990) di Tim Burton

La favola moderna del dolce pallidissimo Edward che ha forbici affilate come rasoi al posto delle mani. Un robot,  un ragazzo artificiale capace di sentimenti in una storia bella e struggente oltre che poetica e assolutamente fantastica. E’ il film più avvincente di Burton tra le tante meraviglie della sua creatività, elegante e raffinatissimo, ironico ed emozionante, commovente nel finale. Un cult del quale Johnny Depp diventa una vera e propria icona nel paradiso pastello di Suburbia, emanazione di Burton medesimo e della sua verità immaginifica capace di trasfigurare in fiaba l’orrore quotidiano.

7) Il labirinto del Fauno (2006) di Guillermo Del Toro

La giovanissima Ofelia alla fine della Guerra Civile di Spagna in fuga da una realtà insopportabile. Il Labirinto misterioso che trova vicino casa diventa il suo rifugio fantastico dove Pan, la creatura magica che ne è il guardiano, le svela la sua identità di principessa e la guida in un’avventura iniziatica e rivelatrice. Illuminazione esoterica, iniziazione rituale, una enorme quantità di simboli occulti e archetipici in un racconto a più livelli dove s’intrecciano società e politica su uno sfondo mitologico in un grande senso del “meraviglioso visuale”. Ma anche una parabola sulle crudeltà della guerra, sul regime franchista, sul candore di un’anima fuggiasca alla ricerca di nuovi valori.

6) I racconti della luna pallida d’agosto (1953) di Kenji Mizoguchi

Il Giappone del XVI secolo, le guerra civili. Due contadini lasciano le loro mogli in cerca di fortuna e nuove vite. L’uno con la sua arte di vasaio, l’altro con il sogno di diventare samurai. Una dimensione che li farà sfuggire alla realtà popolandosi di fantasmi, inganni, allucinazioni mentre le loro mogli pagheranno il prezzo salato di quelle ambizioni. Uno dei capolavori del cinema giapponese, basato su due novelle di Akinari Ueda, prodigioso emblema di genere fantastico con propaggini sulla ghost story, conflitto esistenziale tra arte e vita, affascinante circolo narrativo dove ogni cosa ritorna al punto di partenza mentre, nel frattempo, tutto è accaduto.

5) Mary Poppins (1964) di Robert Stevenson

Pamela Lyndon Travers e i suoi romanzi, i sogni di una intera generazione materializzati al cinema in una libera ma per nulla inappropriata revisione. Come nel caso della celebre canzone Supercalifragilisticespiralidoso o nelle altre variazioni portate alla pagina scritta. Stevenson dà vita col magnifico volto di Julie Andrews alla fantastica travolgente baby-sitter arrivata dal cielo e alle prese coi due ragazzini scatenati, accanto a lei tutti gli altri personaggi, da quello dello spazzacamino ai componenti di una famiglia tarata sugli stereotipi del tempo. Una favola scintillante e carica di energia.

4) La storia infinita (1984) di Wolfgang Petersen

Ispirato all’omonimo romanzo di Michael Ende, il film è senz’altro uno dei simboli del cinema fantasy. Un storia nella storia vissuta dal giovanissimo Bastian che ha appena perduto la mamma e si rifugia nella letteratura fantastica rivivendo ciò che legge identificandosi col protagonista. Egli diventa così un piccolo arciere che lotta nel regno di Fantasia affinché il Tutto sopravviva al Nulla: in un intreccio dai molti risvolti psicologici, popolato di creature incredibili ispirate al mondo delle favole, sorretto da un uso lussureggiante degli effetti speciali. Di Petersen, peraltro, mi piace ricordare su altri piani il formidabile film bellico U-Boot 96, del 1981.

3) Il Mago di Oz (1939) di Victor Fleming

Non c’è cinema fantastico senza questo film, che ne resta un manifesto indiscusso oltre a diventare tout-court uno dei film più belli di tutti i tempi. Struttura di musical, profondamente radicato nella cultura americana e occidentale e nell’inconscio collettivo. Ingenuità e sogno, favola sfolgorante nei colori irreali volutamente creati quale trasfigurazione della realtà nell’avventura della giovane Dorothy dagli occhi sgranati (la Judy Garland 17enne, già piccola star delle commedie musicali tardi anni Trenta, cui quest’opera valse il premio Oscar) che lungo la strada dei mattoni gialli popolata di animali parlanti, nani e streghe  fa amicizia con un leone, un uomo di latta e uno spaventapasseri. Celebre la canzone iniziale Over the Rainbow.

2) Harry Potter  (2001-2011)  La serie di otto film

Fenomeno letterario prima con i libri di J. K. Rowling, cinematografico poi, con tanto di annessi videogames. E, in assoluto, uno dei maggiori fenomeni di consumo culturale tra la fine del XX e l’inizio del XXI Secolo. Diversi i registi che si sono alternati dietro alla macchina da presa, Chris Columbus nei primi due, Alfonso Cuarón nel terzo, Mike Newell nel quarto, David Yates nel quinto e nel sesto. Il settimo film viene diviso in due parti entrambe ancora con la regia di Yates. Anche se qualità e risultati si diversificano tra un’opera e l’altra (personalmente continuo a preferire le prime due versioni), non si può non considerare la saga nella sua unicità e complessità. Il Maghetto e la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts sono diventati corpo unico con la cultura popolare del nostro tempo.

1) Il Signore degli Anelli (2001-2003)  La trilogia di Peter Jackson

Svolta epocale nel cinema non solo fantastico. Se è vero che poteva sembrare impossibile l’impresa di portare sullo schermo la trilogia di Tolkien, è altrettanto vero che Peter Jackson, autore geniale e visionario (esordio folgorante nel 1987 con Bad TasteFuori di testa) era uno dei pochissimi a poterlo fare. Riesce così l’impresa coraggiosa e formidabile di tramutare quelle pagine in un’opera di straordinario impatto figurativo, dando corpo a tre film indimenticabili. La capacità di Jackson di combinare le componenti horror e favolistiche nell’immaginario cinematografico aderisce perfettamente alla natura del racconto , accesa dalla tecnologia digitale in una elaborazione narrativa e  una scelta di rappresentazione che privilegia anche gli attori e la loro recitazione. Dando vita ad una grande galleria di personaggi.

 ...e altri dieci titoli da non dimenticare

Labyrinth – Dove tutto è possibile (1987) di Jim Henson

Pirati dei Caraibi (2003-2011) La serie

Willow (1988) di Ron Howard

Il cielo sopra Berlino (1987) di Wim Wenders

La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra

Destino (1921) di Fritz Lang

La Tigre e il Dragone (2001) di Ang Lee

Orfeo (1946) di Jean Cocteau

Il favoloso mondo di Amélie  (2002) di Jean-Pierre Jeunet

Storia di fantasmi cinesi (1987) di Siu-Tung Ching

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