Verax, il cortometraggio su Edward Snowden

La spy-story dell'ex agente Nsa è diventata un film, girato da quattro amici di Hong Kong e postato su YouTube

Immagine estratta dal corto "Verax"

Simona Santoni

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L'incredibile storia di Edward Snowden è diventata un cortometraggio. Quattro cineasti di Hong Kong hanno battuto sul tempo Hollywood girando e mettendo on line un video di poco più di 5 minuti che, postato il 25 giugno su YouTube, è stato già visto da più di 60mila utenti. 

Il filmato si chiama Verax, nome in codice usato dalla "talpa" della Nsa per comunicare con i media. Si apre con una panoramica su Hong Kong, musica incalzante da spy-story, concentrandosi solo sul capitolo cinese della saga di Snowden, rifugiatosi da giorni nella zona transiti dell'aeroporto di Mosca. La trama cerca di immaginare cosa sia successo alla Cia, al Ministero della Sicurezza di Stato cinese e a una reporter che ha cercato di rintracciare l'americano in fuga.

Quattro le parti dell'intreccio: nella prima alcuni funzionari della Cia discutono, con aria preoccupata, del caso Snowden; nella seconda una giovane giornalista cerca di scovare in chat la talpa del Datagate. Il campo si sposta poi su una tesa riunione delle forze di polizia di Hong Kong e di funzionari del Ministero della Sicurezza cinese mentre, nel frattempo, l'ex agente della Nsa passa il suo tempo al The Mira Hotel (dove realmente si era nascosto), tra flessioni e ore di snervante attesa. E mentre tutti aspettano un suo passo falso, la talpa concede un'intervista video al quotidiano The Guardian, con cui si chiude il corto. 

Eccolo:

 

Il corto è stato girato e prodotto quattro amici cineasti di Hong Kong, Edwin Lee, Jeff Floro, Shawn Tse e Marcus Tsui, questi i nomi dei quattro (tutti espatriati nell'ex colonia britannica e originari di Irlanda, Usa, Canada e Australia). 

Nei titoli di coda si legge che al momento della conclusione del video, il 23 giugno, Snowden è partito per Mosca.

"Abbiamo girato in modo scarno, con una mentalità da guerriglia", ha detto al Wall Street Journal  Edwin Lee, l'unico professionista del cinema tra i quattro. 

Il film è costato quasi 650 dollari, un terzo dei quali spesi per una notte al The Mira. Per il cast gli autori hanno attinto dai loro amici scegliendo un professore americano, Andrew Cromeek, per la parte (muta) di Snowden. E grazie a un paio di occhiali e ad un'acconciatura ad hoc, la somiglianza tra i due è davvero efficace.

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