Cinema

Dogman

Quello fra Matteo Garrone e il Festival di Cannes è un rapporto di successo che viene da lontano.

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Il regista romano è entrato nel club degli autori che hanno ottenuto due volte, per Gomorra nel 2008 e Reality nel 2012, il Gran Premio della giuria, secondo premio per importanza dopo la Palma d’oro. Senza dimenticare un’altra partecipazione in concorso, tre anni fa, per Il racconto dei racconti, la prima produzione internazionale di Garrone, girata in inglese.

Non stupisce, quindi, la grande curiosità che circonda a Cannes il nuovo film selezionato per il concorso: Dogman, sulla Croisette il 16 maggio e nelle sale italiane dal giorno dopo. I bookmaker lo vedono già fra i possibili premiati, e molti giornalisti di tutto il mondo domandano curiosi notizie sul ritorno di Matteo Garrone alle atmosfere di un film molto amato come L’imbalsamatore, presentato proprio qui a Cannes, ma nella sezione collaterale Quinzaine des Réalisateurs.

Il trailer ha senz’altro contribuito a creare molta attesa da parte degli appassionati di cinema.

Il film, ispirato liberamente a un fatto di cronaca nera avvenuto trent’anni fa, ci conduce in una periferia imprecisata, ai margini della città eppure nel pieno di una natura selvaggia, in cui la vita quotidiana degli abitanti del quartiere è regolata da piccole arroganze e dalla legge del più forte. Il protagonista è il proprietario di un salone per cani, di nome Marcello, dalle abitudini immutabili, mite e senza troppe pretese, se non prendersi cura dei suoi adorati animali a quattro zampe e delle figlia Alida, che vive con l’ex compagna.

Un amante di volti inediti come Garrone, sempre alla ricerca di attori poco sfruttati dal cinema, ha scelto come protagonista Marcello Fonte, attore di teatro calabrese di 40 anni trapiantato a Roma. Irriconoscibile nei panni del violento Simoncino, Edoardo Pesce, fra gli interpreti di Romanzo criminale - La serie e candidato lo scorso anno ai Nastri d’argento per Fortunata e Cuori puri.

La carriera di Matteo Garrone è iniziata nel 1996, quando il corto Silhouette vinse il Sacher Festival di Nanni Moretti, che distribuì l’anno dopo il suo primo lungometraggio, Terra di mezzo. Proprio il suo scopritore ha presieduto la giuria che ha assegnato a Reality il Grand Prix nel 2012.

Grande riserbo intorno a Dogman, come è giusto, anche se Garrone tiene a precisare come sia ‘solo liberamente ispirato’ alla vicenda di cronaca che vide coinvolto Pietro De Negri, detto il Canaro della Magliana. “Non volevo in alcun modo ricostruire i fatti come si dice siano avvenuti”, ha aggiunto. “Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura dodici anni fa e nel corso del tempo l’ho ripresa in mano tante volte, cercando di adattarla ai miei cambiamenti. Finalmente, un anno fa, un incontro con il protagonista del film, Marcello Fonte, con la sua umanità, ha chiarito dentro di me come affrontare una materia così cupa e violenta, e il personaggio che volevo raccontare: un uomo che, nel tentativo di riscattarsi dopo una vita di umiliazioni, si illude di aver liberato non solo se stesso, ma anche il proprio quartiere e forse persino il mondo.”

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