Redazione

-

Diane Keaton compie oggi 70 anni. Attrice, produttrice, regista, fotografa e arredatrice d'interni, più volte nominata tra le 50 donne più influenti d'America, quattro volte candidata all'Oscar e una statuetta vinta per Io e Annie di Woody Allen, nel 1978, con la sua bellezza e la sua bravura ha sedotto generazioni di spettatori. 

Tutto iniziò...
Per tanti, forse persino per se stessa, Diane Keaton resterà per sempre Annie Hall, musa e cuore romantico di Manhattan. Lei però è nata a Santa Ana, sobborgo di Los Angeles, il 5 gennaio 1946, e a New York è rimasta solo negli anni della formazione fino alla "convivenza" (in case separate nell'Upper Side) con Woody Allen.

Figlia di un ingegnere e agente immobiliare di origine irlandese e di una fotografa dilettante con la passione per l'arte (Dorothy Keaton), la piccola Diane Hall si invaghisce dello spettacolo quando la madre partecipa a un concorso locale per casalinghe ("Mrs Los Angeles") e scopre la magia del dietro le quinte di uno show. Comincerà presto a frequentare scuole di recitazione e di canto e traslocherà a New York per frequentare l'Actor's Equity Association.

Il legame con Allen
Da ragazza ha il battesimo del fuoco in palcoscenico con "Un tram che si chiama desiderio", ma il primo successo personale viene con "Hair" nella Off Broadway. Ed è qui che si mette in mostra fino a incuriosire Allen che, dopo un'audizione, la seleziona per il suo spettacolo teatrale "Provaci ancora Sam". È il 1969 e Diane Hall, che nel frattempo ha scelto il nome della madre e si fa strada come Diane Keaton, debutterà un anno dopo con "Amanti ed altri estranei" di Cy Howard in un ruolo minore; ma il successo della commedia di Allen attira Francis Ford Coppola che le propone il ruolo dell'irlandese Kay Adams, la moglie di Michael Corleone nella saga de "Il padrino".

Diane non ha nemmeno 30 anni e in pochi mesi entra nella storia del cinema con il film di Coppola e nei cuori degli americani con la versione per su grande schermo di "Provaci ancora Sam", firmata da Herbert Ross in quello stesso 1972.

Nel 1979 vince l'oscar per "Io e Annie" e recita nel film di Richard Brooks "In cerca di Mr. Goodbar" che la pone all'antitesi del suo personaggio più amato. Solitaria, randagia, pronta al sesso facile, Keaton qui è quasi irriconoscibile per i suoi fan, ma conquista la stima dei critici.

L'incontro con Warren Beatty
Dopo un doppio incontro "alleniano" che lascerà il segno tra i rovelli morali di "Interiors" e la poesia visiva di "Manhattan", Diane scioglie l'ultimo cordone ombelicale e nel 1981 raggiunge sul set (poi anche nella vita) Warren Beatty per "Reds". La sua pasionaria Louise Bryant è un personaggio ideale per la nuova Keaton e infatti la porta nuovamente a un passo dall'Oscar.

Per avere successo e diventare una delle attrici più pagate di Hollywood deve scegliere ancora la commedia, un'arte di cui conosce i tempi comici, i vezzi, le svolte impreviste. Eccola allora nei panni del suo mito, Hepburn, per il remake di "Il padre della sposa" e poi affidarsi al produttore Scott Rudin che la arruola insieme a Goldie Hawn e Bette Midler a comporre "Il club delle prime mogli" (1996) e conquistare una popolarità che l'amato Woody non le aveva mai potuto consegnare.

Forse anche questo prepara la sua nuova nomination all'Oscar, ottenuta nel '97 per lo strappalacrime "La stanza di Marvin" di Jerry Zaks. Diane Keaton incarna un sogno impossibile per l'americano medio: bella ma mai ritoccata dai chirurghi plastici, elegante ma anticonformista.

Oggi spende sempre più tempo con la macchina fotografica in mano, ricalcando da professionista le orme amatoriali della madre; colleziona opere d'arte contemporanea, si concede a commediole senza pretese ("Love the Coopers", 2015) o ritrova a tratti i suoi autori preferiti come Lawrence Kasdan che nel 2012 l'ha diretta in "Darling Companions". (ANSA)

© Riproduzione Riservata

Commenti