Hunger Games: La ragazza di fuoco, un sequel che incendia

Il secondo film della saga con Jennifer Lawrence fa meglio del predecessore e tiene incollati al grande schermo. Anche chi non è adolescente

Liam Hemsworth e Jennifer Lawrence in "Hunger Games: La ragazza di fuoco" – Credits: Universal Pictures International Italy

Non ho 15 anni, eppure grazie ad Hunger Games: La ragazza di fuoco  finalmente mi sono calata anche io nel mondo Hunger Games, da appassionata. Il secondo film della saga amata dagli adolescenti, tratta dai romanzi della statunitense Suzanne Collins, ha potuto quello che il primo capitolo non ha fatto: accendere il coinvolgimento, dall'inizio alla fine, creando ansia e attesa per i due episodi finali. Dal 27 novembre nelle sale italiane, il suo destino è scalare le vette del box office. 

Uscito nel 2012, Hunger Games era comunque subito diventato un fenomeno internazionale, incassando oltre 408 milioni di dollari nei botteghini statunitensi e quasi 700 milioni in tutto il mondo. Diretto da Gary Ross, ci introduceva in un futuro distopico, nel mondo violento di Panem, nazione costruita sulle spoglie del Nordamerica e dominata da dittatori imbellettati, con vistose acconciature e abiti alla Malgioglio. Con discreta suspense aveva creato le premesse per quello che ora sta per divenire. 

Francis Lawrence, che ne ha raccolto l'eredità, nel sequel sfrutta appieno l'impianto già illustrato da Ross, non ricorre a riassunti iniziali e ci immerge subito in una nuova era, dove la speranza della ribellione e della libertà pulsa subito forte e calda, facendo fremere il sangue degli idealisti. (Per godere di Hunger Games: La ragazza di fuoco è strettamente necessario aver visto Hunger Games. Pena: sentirsi totalmente spaesati e non cogliere i tanti inevitabili riferimenti al precedente lungometraggio).

Jennifer Lawrence (che con il regista non ha nessuna parentela), riprende i panni dell'eroina Katniss Everdeen, fresca di un Oscar come migliore attrice (per Il lato positivo): ventitré anni e tante tappe bruciate! Del suo fresco talento ho già scritto molte volte e, anche se la aspetto in prove in cui possa mostrare pieghe meno ombrose, lei ancora una volta sfodera il suo carisma. 

La spilla di Katniss è ormai diventata un simbolo di insurrezione. La giovane rappresentante del dodicesimo Distretto, riuscendo con astuzia a salvare sé stessa e il compagno di distretto Peeta (Josh Hutcherson) dai passati Hunger Games, è ormai diventata una paladina: per i viziosi viziati della città dispotica di Capitol City è una sorta di diva, da cui copiare il look e per cui offrire lauti banchetti; per i miserevoli sottomessi dei dodici distretti che circondano Capitol City è la miccia della rivolta. E il presidente Snow (Donald Sutherland) lo sa bene. Come sa bene che l'amore di Katniss per Peeta è stata una sceneggiata e che il cuore della giovane batte per l'amico d'infanzia Gale Hawthorne (Liam Hemsworth, fratello minore di Chris, il biondo dio della Marvel ora in sala con Thor: The Dark World).
Per questo il suo primo obiettivo è eliminarla, nella maniera più subdola possibile. Dopo il Tour dei Vincitori attraverso i distretti di Panem, Snow organizza una speciale Edizione della Memoria degli Hunger Games: la mietitura dei Tributi attraverso i dodici distretti coinvolgerà solo passati Vincitori. Una decisione che turba anche alcuni cittadini di Capitol, l'esuberante Effie Trinket (Elizabeth Banks) e l'appassionato stilista Cinna (Lenny Kravitz) su tutti. Katniss ancora una volta si troverà a lottare contro altre vittime, come lei, per aver salva la vita. Con un refrain da ripetersi in mente: "Ricorda chi è il tuo nemico". Intanto i 146 minuti di visione volano.

Per questa nuova Katniss, Jennifer ha dovuto sottoporsi a degli allenamenti intensivi per affrontare Giochi fisicamente più impegnativi: ha passato ore sul campo di tiro con l'arco e affinato una serie di tecniche di free-running. "Le acrobazie previste in questo film sono davvero fantastiche, quindi valeva la pena sottoporsi ad alcuni mesi supplementari di formazione per essere in grado di farle" ha detto la giovane diva, ormai idolatrata dai ragazzi.

Il suo personaggio in Hunger Games: La ragazza di fuoco evolve: se nella prima pellicola Katniss aveva come primo obiettivo salvarsi e tornare dalla sua famiglia, ora la pressione su di lei è diversa, è spinta in un'arena più grande e la sua preoccupazione è dibattuta tra i suoi cari e interessi superiori che coinvolgono le sorti di Panem. Sente su di sé il conferimento di una missione: ciò la disorienta e acuisce i suoi travagli interiori. 

Entrano inoltre in scena nuovi personaggi, che apportano sfumature e tensioni diverse. Tra tutti il più significativo è quello di Finnick Odair (Sam Claflin), aitante tributo vincitore del distretto 4, che per buona parte del film oscilla tra ambiguità e fedeltà a Katniss, regalandoci contrastranti emozioni. Di tenerezza e fragilità uniche è Mags (Lynn Cohen), anziana vincitrice che Finnick con ostinazione commovente porta sulle spalle per cercare di preservarla a morte certa. Come new-entry di lusso c'è Philip Seymour Hoffman, che interpreta l'inafferrabile stratega degli Hunger Games Plutarch Heavensbee.

La trepidazione ferve. A Francis Lawrence, agli sceneggiatori Michael Arndt e Simon Beaufoy e al solido cast il merito di aver fatto di una saga per teenager uno spettacolo godibile per ogni età. E ora non resta che aspettare Hunger Games: il canto della rivolta - Parte 1 e Parte 2.

 
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