Simona Santoni

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"'Ndo s'annamo a spertusà a venazza?". Questo è uno dei problemi principali dei giovani romani sbrindellati e disperati eroinomani protagonisti di Amore tossico, dove andare a bucarsi la vena. Film del 1983, perla di Neorealismo che guarda alla tragicità pasoliniana di Accattone, affresca impietosamente la dipendenza da eroina che adescò tanti ragazzi negli anni Ottanta. Crudo, disincantato, quasi comico nell'incocludenza cronica dei suoi personaggi tossicomani, ha toccato il picco della carriera di Claudio Caligari, regista poco noto ma di culto per il suo cinema underground. 

Spentosi il 26 maggio a Roma all'età di 67 anni, dopo una lunga malattia, era nato ad Arona, il 7 febbraio 1948. I funerali avranno luogo a Roma giovedì 28 maggio alle ore 10 alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo. Aveva appena terminato il montaggio del suo ultimo film Non essere cattivo, ambientato nella periferia romana in cui racconta i ragazzi di vita degli anni '90. "L'intero cast tecnico e artistico è commosso e onorato di aver lavorato al film con un grande maestro", ha dichiarato la sua produzione. 

Caligari tornava quindi a guardare alla gioventù romana. Il suo cult Amore tossico era ambientato tra la spiaggia di Ostia e Roma, nella routine drammatica di furti e litigi di chi conta gli "scudi" e le "piotte" per drogarsi, di chi vuole "svoltà" e poi si piglia il gelato...

Per Amore tossico Caligari aveva scritturato persone davvero eroinomani o comunque ex drogati, con tutti i problemi che ciò comportava, dalle crisi di astinenza sul set alle assenze dovute ad arresti per reati vari. 

Anche L'odore della notte (1998) era ambientato a Roma ma lì Caligari narrava una sorta di rivalsa sociale: rapinatori di periferia terrorizzavano i piani alti e borghesi della città. Il cast era di professionisti: Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Giorgio Tirabassi...

Non essere cattivo, l'ultima eredità di Caligari, è una storia di amicizia e caduta che ha come protagonista Luca Marinelli. Tra Ostia e la periferia romana anni '90 ciò che contano sono i soldi, le droghe sintetiche, le macchine costose, l'edonismo. Ancora un film a indagare i giovani, ancora un tuffo tra false lusinghe e perdizione. 

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