Cinema

Capitan Harlock, il film: 5 cose da sapere

Il pirata dello spazio ideato da Matsumoto torna in 3D e computer grafica. Più cupo e nichilista - La leggendaria sigla italiana del '79

Capitan Harlock – Credits: Lucky Red

I ragazzi degli anni Ottanta lo aspettano con ansia. Dopo l'anteprima fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia, dal 1° gennaio Lucky Red porta nelle sale italiane Capitan Harlock, il film firmato Shinji Aramaki, già regista di Appleseed. L'affascinante pirata dello spazio ideato dal leggendario autore di manga e anime sci-fi Leiji Matsumoto, già protagonista della serie animata arrivata in Italia nel 1979, è ora al centro di quasi due ore di animazione in computer grafica e 3D. 

Ecco 5 cose da sapere sull'atteso film.

1) L'Harlock è quello che conoscevamo ma anche diverso

Chioma folta con ciocche che celano l'occhio destro coperto da una benda, cicatrice dal naso a sotto l'occhio sinistro, tenuta nera con un teschio disegnato sul petto, immancabile mantello. Il capitan Harlock ha la silhouette e l'alone di fascino e mistero che conosciamo, ma nello stesso tempo è diverso. È più oscuro, più nichilista. Ha addosso il peso di decisioni che si sono rivelate sbagliate, non è un eroe senza macchia. 
È l'anno 2977 e 500 miliardi di esseri umani dispersi nell'universo desiderano ardentemente fare ritorno sulla Terra, pianeta che ancora sentono come la propria casa ma che la Coalizione Gaia ha trasformato in una sorte di santuario a cui è proibito accedere. Harlock (Shun Oguri), il cui mito narra che da cento anni sia in rivolta contro le forze governative, è l'unico uomo rimasto a opporsi alla corrotta Coalizione. Erra nello spazio a bordo della sua Arcadia, che rispetto alla nave originale mantiene il teschio a prua e il ponte di legno a poppa, ma per il resto cambia molto in struttura, ora molto più imponente e dark. L'obiettivo di Harlock è distruggere i "nodi temporali" per tornare indietro nel tempo in un'epoca il cui la Terra era ancora abitata dall'uomo. A bordo dell'Arcadia viene arruolato il giovane Logan (Haruma Miura) che poco consapevolmente inneggia alla libertà... 
Il film nasce come una rivisitazione, che vuole comunque rimanere fedele allo spirito di Harlock. Alla storia originale è stato legato un tema portante più contemporaneo ed è stato creato un universo completamente nuovo. Ci sono personaggi noti, da Harlock alla fedele aliena all'amico Tochiro la cui anima sopravvive nel computer di bordo dell'Arcadia, ma ci sono anche nomi nuovi: Logan, in cui Harlock si identifica, richiama alla memoria il vecchio Tadashi Dayo; il primo ufficiale dell'Arcardia Yulian ricorda il tarchiatello e occhialuto Yattaran; Kei, unica combattente donna dell'equipaggio completamente rapita dal carisma di Harlock, si rifà a Yuki Key.

2) Realismo e facial capture

Il film ha un forte realismo, a volte quasi inquietante. I capelli di capitan Harlock sembrano soffici e da toccare come quelli di una pubblicità Pantene. Capitan Harlock è il primo film in Giappone a impiegare Faceware, ovvero un sistema di facial capture che ha consentito di catturare le espressioni del volto degli attori in tempo reale, analogamente a quanto fatto per film come Il Signore degli Anelli e Avatar.

3) L'impressione di Matsumoto

Matsumoto, oggi settantacinquenne, è stato entusiasta del film, tanto anche a Venezia ne aveva seguito anche la presentazione alla stampa. "Questo film è un'opera di incredibile qualità, frutto del lavoro dei professionisti della Toei e mi ha reso così felice da avermi fatto piangere di gioia" sono le sue dichiarazioni. "Vorrei sinceramente ringraziare tutta la produzione. Il film ha un realismo diverso dalle storie animate disegnate a mano. In ogni momento le immagini sembrano così reali che arrivi a dubitare che si tratti di computer grafica e vorresti credere che qualcuno sia davvero andato a girare su un pianeta che esiste da qualche parte nell'universo. Spero che riuscirete a godervi ogni più piccolo dettaglio del loro lavoro".
Harlock compariva anche nel suo manga Galaxy Express 999 e ha accompagnato il maestro Matsumoto sin da bambino. Il rapporto tra Harlock e Toshiro è infatti ispirato alla sua amicizia con un compagno di classe delle elementari. Lo stesso Harlock è un nome che ha inventato quando era alle elementari. Matsumoto ha sempre amato i pirati e il loro spirito libero e ha disegnato il primo pirata manga, Bokenki, all'ultimo anno delle scuole medie. "Anche da piccolo sapevo che il teschio e le ossa che sono sulla loro bandiera non servono a spaventare la gente, ma rappresentano la determinazione a battersi fino a che di loro non restano che le ossa", ha detto. "In Harlock ho infuso i sogni e le aspirazioni che ho cullato fin da bambino".

4) La Toei sfida le produzioni americane

Capitan Harlock per la Toei Animation, casa di produzione giapponese specializzata in anime, è stata una sorta di sfida a Hollywood. "Volevamo creare qualcosa di cui il Giappone potesse andare fiero" spiega il produttore Yoshiyuki Ikezawa, "sono pochi film di animazione distribuiti a livello globale, alla maniera dei film di Hollywood". Sapevano che Harlock ha tutto lo charme per diventare un'opera internazionale. 
"I grandi film di animazione digitale di oltreoceano, come quelli della Pixar, di norma hanno budget superiori ai 100 milioni di dollari, e io credo che noi siamo riusciti ad essere all'altezza dei loro standard con un terzo di quella somma", ha dichiarato il supervisore alla produzione Koichi Noguchi.
La produzione ha impiegato cinque anni, facendo provini a più di duecento persone, comprese quelle necessarie per provare le voci durante la fase degli storyboard e per le sessioni di motion capture. Nello staff assoldato c'è anche Atsushi Takeuchi della Production IG, ideatore delle parti meccaniche, noto per la sua collaborazione al film Star Wars: The Clone Wars.

5) Harlock, un personaggio cupo sullo sfondo

Chi si aspetta di farsi una grande "abbuffata" di Harlock forse rimarrà un po' deluso. Il capitano, con l'uccello Tori spesso sulla sua spalla, rimane per lo più defilato, nell'ombra, osserva da lontano... Il vero protagonista è Logan, come lo sono la sua visione dibattuta di Harlock e il suo rapporto con il fratello Ezra. Il regista contribuisce così di certo ad alimentare il mito di Harlock come figura inafferrabile e misteriosa, però rischia di far poca presa emotiva sullo spettatore. 

 
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