Cinema

Il capitale umano, ecco perché il film di Paolo Virzì non offende la Brianza

Non c'è nessun attacco a una località d'Italia, perché il noir del regista toscano parla dell'Italia tutta, e non solo

Il capitale umano – Credits: 01 Distribution

Quando giorni fa sono uscita dalla visione de Il capitale umano di Paolo Virzì (dal 9 gennaio al cinema) rimuginavo tra me e me, con piacevole stupore, come il regista toscano sia stato abile nel maneggiare con apparente facilità e con sottile appeal il noir, genere non propriamente "suo", e come sia abbastanza nuovo per l'Italia un simile film. Lo rimproveravo teneramente per un piccolo neo di plausibilità di una narrazione altrimenti senza difetti (ne ho parlato qui). Ma mai mi sarei immaginata che da lì a poco il povero Virzì sarebbe divenuto oggetto di forsennati strali di natura politica e regionalista. 

Il capitale umano parla di velleità di ascesa sociale, di voglia di arricchirsi facilmente, di speculazione, tra le tante altre tematiche (anche positive). Ed è ambientato in Brianza. Complice un'intervista rilasciata dal regista a Repubblica, in cui diceva di aver cercato per la location "un'atmosfera che mi mettesse in allarme, un paesaggio che mi sembrasse gelido, ostile e minaccioso", il cineasta livornese è finito sulla graticola, al centro di una polemica localista. È stato attaccato dall'assessore leghista al Turismo della Provincia di Monza e Brianza Andrea Monti (con cui su Twitter son volate parole grosse), gli ha replicato anche l'assessore alla Cultura di Como Luigi Cavadini di centrosinistra, ha ricevuto critiche di fuoco dal quotidiano Libero. A Virzì viene rimproverato di aver infangato la Brianza, di aver insultato la gente che lavora alacremente e di aver usato, per farlo, anche soldi pubblici e pure lombardi, tramite la Lombardia Film Commission.

Accidenti, di fronte a tutte queste accuse viene da chiedermi: ma io ho visto davvero lo stesso film ora tanto criticato? L'intrigante noir di Virzì ha fatto tutto questo? Allora, calmiamoci tutti e parliamo finalmente di cinema. "Paolo Virzì non ha mai sbagliato un film. Ha commesso degli errori in più di un film, ma sbagliarne anche solo uno, quello mai", scrive il nostro Mattia Carzaniga sul suo blog Celebrity Obituary. Ed è vero. Neanche ne Il capitale umano Virzì ha sbagliato. E non ha assolutamente offeso i brianzoli o i lombardi tutti. Ed ecco, in punti vari, perché chi parla di attacco alla Brianza sbaglia. E forse non ha visto il film.

- Non è la Brianza, è l'Italia

Vivo a Milano, amo lavorare, eppure non mi sono sentita per niente offesa da Il capitale umano. Anzi, Virzì è solo da ringraziare per avere disegnato con mano delicata uno spaccato d'Italia - non di Brianza - che raramente viene proposto dal cinema nostrano: la crisi economica nell'aria, atmosfere che preludono momenti difficili, qualcuno che sfrutta questa incertezza per arricchirsi. Nel film, anche se si sente Fabrizio Bentivoglio parlare in accento lombardo, l'afflato è del tutto universale.

- Il libro da cui è tratto è americano

Il capitale umano è tratto dall'interessante thriller di Stephen Amidon, ambientato in Connecticut: una ragione in più per aprire la visuale e capire che la storia narrata poteva essere ambientata in sobborghi americani come in piccole alture lombarde o in una periferia di Parigi. Non soffermiamoci sui dettagli, voliamo oltre. Come ha detto Virzì, tempo fa si doveva forse linciare - a maggior ragione - Battisti/Mogol per la canzone Una giornata uggiosa che diceva "fuggire via da te Brianza velenosa"?

- Ci sono pure l'amore e l'idealismo, il lavoratore...

Ne Il capitale umano non ci sono mica solo tematiche negative. C'è anche la ricerca dell'amore vero della giovane interpretata da Matilde Gioli, c'è l'idealismo della psicologa di Valeria Golino, c'è la volontà di servirsi della sua ricchezza per sostenere la cultura della flebile Valeria Bruni Tedeschi. E poi c'è il ciclista investito, un umile lavoratore, dipinto come vera vittima e mai offeso. 

- Non ci si sofferma sulla descrizione del "brianzolo"

Il substrato in cui è ambientato il film non viene particolarmente analizzato. Conosciamo i personaggi principali attraverso i bravi Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni, Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio. Non viene però descritto con minuziosità l'ambiente attorno a loro o il "brianzolo tipico". A volte, anzi, ci si può anche dimenticare di trovarsi in Brianza o in Lombardia per sentirsi semplicemente in un paesaggio del Nord.

- La Brianza è una location pertinente

Il capitale umano avrebbe potuto essere ambientato ovunque, però da qualche parte occorreva ambientarlo. Visto che si parla anche di speculazioni finanziarie e di giochi in Borsa, certo che è più facile pensare a una località vicino alla Borsa (di Milano) che non a un paesino del molisano. Ed è più automatica l'associazione a un cielo livido del nord che non a un borgo assolato del sud. 

- Personaggi raffinati e non così cattivi

Anche il più "cattivo" dei personaggi rappresentati, lo squalo della finanza interpretato da Gifuni, è in fondo elegante. La sua eleganza è spesso di facciata, eppure la sua spregiudicatezza non sembra mai di infima bassezza. È meno raffinato l'immobiliarista fallito interpretato da Bentivoglio, è sciocco e ingenuo, però non è un vero disonesto.

 
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