Mia Madre
Cinema

Nanni Moretti con Mia Madre seduce Cannes

Il film del regista italiano raccoglie calorosi applausi e attestati di stima: "È un capolavoro per il modo in cui racconta le emozioni"

Dopo Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, a Cannes è tempo del secondo dei trei italiani in concorso, Nanni Moretti, che ormai un'istituzione del Festival: è stato presidente di giuria nel 2012 e già nel 1978 presentava alla Croisette il suo secondo film Ecce bombo. Già uscito in Italia, il suo racconto intimo Mia Madre è stato accolto molto favorevolmente dalla critica. Sentitamente applaudito, capace di emozionare ma che di raccogliere sonore risate, sembra poter ambire alla Palma d'Oro. Nel caso sarebbe un bis, dopo il successo nel 2001 de La stanza del figlio, altro incontro con la perdita e la difficoltà dell'accettazione.

"È un film su ciò che resta tra noi, in questa terra, di gente che va, che muore, di libri, di scatole e del latino che la nonna insegna a sua nipote", ha spiegato Moretti dopo la proiezione della pellicola. Mia Madre, storia molto autobiografica, narra la lenta e dolorosa preparazione al lutto più grande, la morte della madre. Margherita Buy interpreta l'alter ego di Moretti, una regista che gira un film con un insopportabile divo americano (John Turturro): è una donna persa nelle sue riflessioni, pressata dal senso di inadeguatezza, mentre sua madre (Giulia Lazzarini) sta morendo. 

Moretti ha anche elargito la sua dichiarazione d'amore al Festival di Cannes: "La platea internazionale vede il mio film e basta e lo si giudica per quel che è. Non ci sono interferenze come accade in Italia dove oltre al mio film entra in ballo il mio personaggio pubblico, le mie posizioni politiche, le interviste che do, il tasso di simpatia-antipatia, il calore o la freddezza verso i giornalisti. In Italia ci sono tanti elementi in più quando si vede un mio film, qui è un film e basta".

 

"Sono contento che quest'anno a Cannes ci siano tre film in concorso, ma mi sembra che siano il frutto di iniziative individuali, di singoli registi e produttori e non di un fermento generale del nostro cinema", ha detto Moretti (il terzo italiano in concorso è Youth - La giovinezza di Paolo Sorrentino). "Mi sembra che il clima intorno al cinema italiano, che sia fenomeno industriale o artistico, sia distratto".

Le prime reazioni della stampa estera sono più che positive. Philippe Rouyer del magazine francese Positif non ha dubbi: "È un capolavoro per il modo in cui racconta le emozioni; ho trovato geniale il fatto che Moretti abbia scelto di far interpretare se stesso a una donna. Potrebbe correre per la Palma d'Oro".

Simili sensazioni da parte di Mathilde Lorit dell'edizione francese di Rolling Stone: "Mia madre sprigiona molte emozioni, è un film pieno di verità, è intimo, profondo e pudico".

Peter Paul Huth della tv tedesca ZDF: "È il film più riuscito di Moretti dopo La stanza del figlio per la forza emotiva autentica e profonda e nello stesso tempo per la sua leggerezza".

Il quotidiano inglese The Guardian spende parole lusinghiere: "È intenso, seduttivo e divertente", e ancora: "Mia madre è la miglior pellicola del regista italiano dopo La stanza del figlio. Moretti ritorna a indagare i temi del cinema, della vita, dei rapporti e delle colpe famigliari. Per lo spirito è vicino a Effetti notte di Truffaut e a 8 1/2 di Fellini". 

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